Incisioni vantaggiose per il flessibile

HPF, ovvero High Performance Flexible. Così SimecGroup ha codificato le nuove tipologie di incisioni destinate al settore dell’imballaggio flessibile e sviluppate tanto per le macchine da stampa flessografiche di nuova generazione quanto per quelle di vecchia concezione con rulli in acciaio.

Il progetto, lanciato alla K del 2010, ha richiesto mesi di test, grandi investimenti in nuovi impianti di produzione (soprattutto sistemi di incisione), collaborazioni intense con produttori di impianti stampa, anch’essi impegnati nello sviluppo di nuovi materiali e sistemi di incisione, oltre a innumerevoli test di produzione realizzati sia con costruttori di impianti sia con stampatori di riferimento nei diversi settori dell’imballaggio flessibile. Risultato: un inedito standard di qualità e versatilità nell’utilizzo dei rulli anilox a beneficio degli utenti finali; la massimizzazione dei benefici di entrambi i prodotti - cliché e anilox - e l’equiparazione delle incisioni di vecchia generazione a quelle più nuove.

In estrema sintesi, i benefici possono essere ascritti anzitutto alle nuove configurazioni di celle, abbinate a nuovi processi produttivi di coating e relativa impregnazione, che permettono di aumentare la capacità di svuotamento delle celle fino al 70%: quasi il doppio delle normali configurazioni esagonali a 60°. Ciò consente di ridurre drasticamente la profondità dell’incisione e, di conseguenza, anche l’intasamento delle celle (del 50-60%), i cicli di lavaggio degli anilox e i problemi derivati (eccessive movimentazioni, troppi lavaggi, ghosting, scoring line). HPF permette, nel complesso, di diminuire  in maniera significativa la quantità di rifacimenti anilox, intervendo sui costi relativi e ottenendo al tempo stesso maggiori densità sullo stampato e prestazioni decisamente superiori. Infine, un cenno obbligatorio all’estensione delle possibilità di utilizzo degli anilox, raggruppando più lineature e, quindi, più applicazioni.
 

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