Fare business, emozionando

Qualità produttiva, innovazione, ma soprattutto un team dinamico e coeso che ogni giorno con professionalità ed entusiasmo si impegna a dare supporto qualificato al cliente. Accolti allo stand di Wittenstein Italia a SPS, abbiamo parlato a lungo con il CEO, Biagio Frontuto, che ci spiegato come l’adozione di comportamenti responsabili sia una leva fondamentale per la crescita. Edoardo Pizzolato, Area Manager&Engineering per l’Emilia Romagna, ha invece identificato le peculiarità che legano Wittenstein al mondo del packaging. 

Milena Bernardi, Luciana Guidotti

Biagio Frontuto

È sul mercato italiano da oltre 20 anni, conta circa 60 dipendenti e nel 2021 ha realizzato ben 47 degli oltre 450 milioni di euro generati dal gruppo. Wittenstein Italia è una delle 20 filiali dirette di Wittenstein SE, realtà europea con headquarter a nord di Stoccarda, che opera nel campo dell’automazione di precisione con 60 sedi distribuite in 45 Paesi. Nelle sei divisioni del gruppo si sviluppano e commercializzano riduttori a gioco ridotto, attuatori, servoazionamenti, sistemi lineari a pignone e cremagliera, micromotori, componenti per le nanotecnologie e l’industria 4.0, soluzioni d’avanguardia altamente personalizzate.

Ma più che sugli eccellenti dati a bilancio, Biagio Frontuto - CEO di Wittenstein Italia - pare concentrato sui valori che contraddistinguono l’azienda, primo tra tutti l’importanza del fattore umano (dipendenti, collaboratori e clienti) perché «al successo imprenditoriale si arriva costruendo anzitutto relazioni di qualità, etiche e trasparenti».

Secondo il CEO, privilegiare la centralità delle persone non significa mettere in secondo piano il profitto, ma evidenziare come l’adozione di un comportamento eticamente e socialmente responsabile costituisca oggi la condizione necessaria per la crescita solida e duratura di un’impresa. 

Coinvolgere ed emozionare il cliente

Uno dei tratti distintivi di Wittenstein, riguarda la cura meticolosa del cliente: «Lo considero un nostro vero e proprio punto di forza» ci spiega Frontuto.

«Già trent’anni fa mi resi conto che dovevamo essere diversi dagli altri. Per il prodotto che avevamo, molto costoso, mi chiedevo quale valore aggiunto avremmo potuto offrire al cliente. Cosa non fanno gli altri? … E cosa vorrei io, se fossi il cliente? La risposta che mi sono dato si può riassumere in una sola parola: emozione. Emozionare il cliente significa farlo sentire a casa, soddisfare le sue richieste in brevissimo tempo, portargli risposte e soluzioni, mantenere le promesse senza generare false aspettative. In pratica, una volta inviata l’offerta, per noi inizia il vero lavoro di supporto che accompagna il percorso verso la fornitura finale e oltre».

L’approccio è vincente, tant’è che Wittenstein Italia, connubio di tecnologia tedesca e valori italiani, ha costruito nel tempo una base di clientela fidelizzata con un alto grado di soddisfazione: «Rendere unico il cliente, saperlo ascoltare con attenzione e interesse significa sviluppare un approccio empatico - aggiunge il CEO, tradendo a sua volta una visibile emozione - e, in questo senso è fondamentale avere uno staff disponibile, cortese e preparato, che sappia gestire ogni richiesta fornendo un servizio proattivo e tempestivo, che oltre a fidelizzare i clienti storici, apra la strada a nuovi prospect».

Fare squadra in armonia

Con la stessa attenzione l’azienda guarda ai propri dipendenti, che considera professionisti competenti, ma soprattutto “persone”. Del resto, Wittenstein Italia l’ha sempre dichiarato: la sua vera forza è il team.

Oltre alle svariate attività di formazione, l’azienda promuove eventi di team building, per fare il punto sui nuovi prodotti, produrre spunti e chiarire le strategie per il futuro.

«È sempre bello osservare i colleghi in una veste diversa, naturali e rilassati, senza timore di essere giudicati e, d’altronde, si tratta di attività fondamentali per costruire un gruppo, oltre che per aumentare il senso di appartenenza all’azienda».

Un altro aspetto intrigante riguarda l’idea di gerarchia: «Considero tutti a pari livello - conferma il CEO - e sono interessato al parere di ogni dipendente, a prescindere dal ruolo, anche perché credo che il manager sia prima di tutto un lavoratore, corresponsabile insieme agli altri lavoratori».

L’importanza della formazione è confermata anche dai numeri: insieme alla ricerca&sviluppo, occupa il 12% dei dipendenti e assorbe il 10% del fatturato annuo. 

Innovatori si nasce

Da oltre 20 anni Wittenstein Italia investe oltre il 10% degli utili in innovazione, intesa come sviluppo prodotti, digitalizzazione, sostenibilità. Nella Fabbrica dell’Innovazione, un polo d’eccellenza di 18mila mq sorto nel 2014 accanto al quartier generale in Germania, viene portata avanti tutta l’attività di R&D, integrando meccanica, elettronica, sensoristica e software per esplorare nuovi scenari applicativi.

Il ruolo dell’innovazione nel supportare la crescita è confermata dal volume d’affari, aumentato del 40% nel 2021: «Non è stata una “semplice” crescita fisiologica, ma una conseguenza degli investimenti grazie ai quali abbiamo conquistato ulteriori quote sul mercato domestico, oggi tra il 20 e 25%. Posto, poi, che non ci interessano i rapidi profitti, ritengo ci siano tutte le condizioni per crescere ancora».

Negli ultimi anni il gruppo ha investito complessivamente più di 100 milioni di euro in nuovi macchinari, tecnologie e personale specializzato che hanno permesso di aumentare la capacità produttiva di riduttori e componenti da 280mila a 500 mila unità anno.

«La vera sfida per il futuro è quella di anticipare le esigenze di un mercato sempre più esigente e frenetico, che muta in continuazione e che tende a produrre sempre di più a fronte di una riduzione dei costi. Ed ecco perché, dal punto di vista tecnologico, in collaborazione con la casa madre, abbiamo in corso importanti progetti di sviluppo che si concretizzeranno nel giro di alcuni anni, consentendoci di fare un ulteriore salto di qualità rispetto alla concorrenza, sia sul piano relazionale sia in merito al prodotto».

Giocare d’anticipo per fronteggiare lo shortage

Il problema è noto: c’è carenza (grave) di materiali e, a detta degli esperti, al momento è difficile stabilire una data di uscita dall’impasse.

In tempi di shortage come quelli che stiamo vivendo, è importante poter contare su un partner che possa garantire tempi di consegna rapidi. Esemplare al proposito l’atteggiamento di Wittenstein Italia, come ci racconta il suo CEO, Biagio Frontuto: «Abbiamo avuto sentore del problema già un anno e mezzo fa; così, in anticipo sui tempi, ci siamo attivati per aumentare in maniera massiccia gli ordini di acciaio e componenti. Questa operazione “salvataggio” ci permette oggi di garantire tempi di consegna competitivi. Spiace, però, constatare che alcuni fornitori mettano in atto delle manovre speculative, tenendo il materiale fermo nei container in attesa di un’ulteriore risalita dei prezzi».

Obiettivo Meccatronica

Della “velocità” del mercato, dell’attitudine al servizio di Wittenstein e della capacità di reazione da parte di un fornitore di automazione parla anche Edoardo Pizzolato, Area Manager & Engineering per l’Emilia Romagna, regione che, per tradizione, offre un osservatorio privilegiato sulle dinamiche del comparto macchine di confezionamento. 

Edoardo Pizzolato

«Noi mettiamo a disposizione una gamma di prodotti molto ampia, destinati a svariati settori applicativi, e sono le caratteristiche di precisione, elevata dinamica e affidabilità che ci premiano, in particolare in ambito packaging, settore che vale il 30% del nostro intero fatturato. 

Con le nostre soluzioni meccaniche e meccatroniche all’avanguardia ci stiamo muovendo con determinazione per servire tutti settori del confezionamento, proponendoci come partner anche a costruttori di macchine che, magari, si trovano per la prima volta a dover affrontare i temi di automazione avanzata. Questo ci aiuterà a crescere ulteriormente, conquistando nei prossimi anni altre quote di mercato sia nelle applicazioni tradizionali sia in quelle più innovative».

L’elenco delle soluzioni Wittenstein è decisamente corposo.

«Parliamo, ad esempio, di servoazionamenti molto compatti e resistenti alla corrosione o di riduttori Hygienic Design, totalmente costruiti in acciaio inossidabile e con lucidatura elettrochimica della superficie, che garantiscono i massimi livelli di igiene sugli impianti da pulire di frequente con detergenti aggressivi o disinfettanti corrosivi come, ad esempio, accade sulle linee di confezionamento alimentare, farmaceutico o chimico. Grazie ai nostri azionamenti con web-server integrato - precisa Pizzolato - assicuriamo la massima connettività e la possibilità di accedere alle singole stazioni di dosaggio. Questo permette interventi di ottimizzazione o assistenza».

Tra le novità apprezzate nel settore packaging, troviamo il cyber® dynamic system, composto da un motore 40 mm integrato e alloggiamento speciale per l’azionamento. 

«Si tratta di un’unità ultracompatta adatta a spazi di montaggio estremamente limitati, che dispone di un’intelligenza di controllo decentrata per l’attuazione di una funzione di posizionamento autonoma ed è, quindi, perfettamente integrabile dove sia necessario sgravare con efficacia le infrastrutture di comunicazione e i comandi della macchina».

Pizzolato ricorda infine la gamma completa di riduttori e attuatori specifici per robot, sistemi questi spesso altamente integrati e complementari alle linee di confezionamento:

«Robot quasi sempre unici, a due, tre o quattro assi, che devono integrarsi perfettamente con i sistemi di movimentazione e smistamento e che rappresentano un portafoglio di soluzioni ad alte prestazioni, frutto di un’esperienza ingegneristica pluriennale e di una competenza specifica in fatto di simulazione e software innovativi».

Ciò che assicura al cliente un dimensionamento ottimale, sia dal punto di vista tecnico che di convenienza anche per profili di moto multiasse a dinamica elevata, è la possibilità di appoggiarsi a un know-how maturato in moltissimi settori e anni di esperienza.

«Il che - conclude il manager - consente di raggiungere altissime dinamiche con conseguente aumento della produttività nonché, grazie all’elevata affidabilità di sistemi specificatamente progettati e dimensionati per questi assi, si assicurano lunghi periodi di esercizio “maintenance free” e si prevengono costosi fermi-macchina. Da sottolineare inoltre, tema sempre più attuale, il notevole risparmio energetico».

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