Quando la “cosa pubblica” sostiene l’innovazione

ASTER è il consorzio per l'innovazione costituito dalla Regione Emilia-Romagna, dalle 6 Università regionali, da CNR ed ENEA e dalle associazioni di categoria. Si propone come realtà di riferimento per favorire l’accesso all’innovazione da parte delle imprese, principalmente attraverso il coordinamento della Rete Alta Tecnologia, una rete di laboratori di ricerca pubblici e privati al servizio delle tessuto imprenditoriale. Per meglio chiarirne scopi e intendimenti, abbiamo incontrato Fabio Rangoni, presidente di ASTER.

Chiamato a svolgere un ruolo istituzionale come presidente di Aster, prima di tutto Fabio Rangoni è un imprenditore, che da sempre crede nelle potenzialità della collaborazione ad ampio spettro e dell’innovazione, meglio se supportate da una rete strutturata e in grado di offrire alle aziende strumenti conoscitivi capaci di favorirne lo sviluppo culturale e di mercato. 

Partiamo da lontano… Quando e perché nasce la Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna?
Aster nasce nel 1985, per iniziativa dell’Assessorato alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna, con lo scopo di promuovere azioni per lo sviluppo del sistema produttivo regionale verso la ricerca industriale e strategica, favorendo il trasferimento tecnologico e coadiuvando le imprese nello sviluppo di progetti innovativi. In quasi trent’anni di attività, l’offerta di Aster è andata arricchendosi e oggi la sua forza principale è rappresentata dalla rete di oltre 100 laboratori e centri di ricerca e per l'innovazione, dislocati sul territorio regionale, punto di riferimento per le aziende che vogliono sviluppare progetti innovativi. Si tratta di una realtà molto pragmatica, attenta alle esigenze delle aziende e, pertanto, abituata a metodologie di collaborazione business oriented. Io stesso, che da qualche mese occupo la posizione di presidente, continuo ad essere prima di tutto un imprenditore, e come tale particolarmente attento al benessere delle imprese.

Come è arrivato alla presidenza di Aster?
Come imprenditore, sono sempre stato convinto che sia fondamentale per le industrie, anche medio piccole, investire sia in innovazione che nell’internazionalizzazione, anche e sopratutto in tempi di crisi. Alcuni anni fa, decisi di richiedere il supporto di Aster per ottenere alcuni finanziamenti utili a portare avanti progetti di sviluppo industriale. L’azienda di cui ero a capo non solo ha ottenuto dei fondi regionali collegati ai bandi Prriitt e Spinner, ma ha anche sviluppato una collaborazione fruttuosa con un ricercatore operativo presso uno dei laboratori della rete, che è poi stato assunto. In seguito, parallelamente alla mia attività di imprenditore, sono stato per sei anni consigliere delegato per l’innovazione presso Unindustria Bologna. In questa veste, ho cercato di favorire un rapporto di collaborazione tra le imprese del distretto e la Rete Alta Tecnologia.

Che benefici può ottenere un’impresa da un’eventuale collaborazione con Aster? Come recuperare informazioni relative alla vostra attività?
Sapere cosa fa Aster è molto semplice, basta collegarsi al sito web (www.aster.it) per avere accesso a un “menù dell’innovazione”, che consente di capire la variegata offerta della nostra rete. Le competenze di Aster sono suddivise in base a sei piattaforme tecnologiche, afferenti ad altrettanti macrosettori industriali (Agroalimentare, Costruzioni, Energia e Ambiente, ICT Design, Meccanica Materiali, Scienze della Vita) e vengono declinate attraverso la rete dei laboratori dislocati sul territorio regionale, che a loro volta impiegano oltre 1600 ricercatori.
Tali laboratori rappresentano un serbatoio di competenze a disposizione del mondo produttivo, proponendosi come potenziali partner per lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia.
Aster non si limita però a fornire supporto sotto il profilo tecnologico, ma è in grado di agire come incubatore di start-up innovative, fornendo assistenza ai giovani imprenditori che vogliono portare avanti un proprio progetto imprenditoriale. In concreto: Aster li assiste, fornendo un affiancamento in tutte le fasi che precludono alla fondazione di un’azienda ad alto contenuto tecnologico, dalla stesura del business plan, alle analisi di marketing, fino alla scelta del luogo dove impiantare la propria realtà. Infine, Aster, attraverso il proprio sportello “First”, offre una consulenza sui finanziamenti per la ricerca, indicando all’azienda i canali migliori.

Qual è il valore aggiunto di Aster rispetto ad altri organismi presenti sul territorio?
Premetto che non ritengo Aster in competizione con altre strutture; se lo scopo è quello di favorire l’accesso all’innovazione da parte delle industrie, ben vengano i soggetti che, a vario titolo, vogliono cooperare con noi.
Credo comunque che l’unicità di Aster consista nell’essere un soggetto composto in partenza da tutti gli elementi che è necessario mettere in gioco quando si vuol far partire un progetto innovativo, nella fattispecie il mondo della ricerca (rappresentato dalla rete dei laboratori), l’industria (che fa capo alle varie associazioni di categoria) e, ultime ma non per importanza, le persone dotate delle competenze necessarie a eseguire azioni di scouting tecnologico e consulenza sui finanziamenti.

Il mondo della ricerca si muove con un’ottica sempre più globale. Accanto all’offerta di competenze “locali”, in che modo Aster si muove in ambito internazionale?
Ragionare in un’ottica globalizzata è imprescindibile, anche per un organismo che si fa forte delle competenze locali. Dal 2008 facciamo parte dell’Enterprise Europe Network, che raggruppa oltre 600 strutture di 54 paesi del mondo, nato con lo scopo di mettere in contatto le imprese europee con le strutture di ricerca più idonee a livello globale.
Per dare un’idea di come funziona, basti pensare che nel biennio 2011-2012 questo network ha permesso di siglare 394 accordi transnazionali.  Di questi, 77 sono state operazioni di trasferimento tecnologico e 192 progetti di ricerca veri e propri. Pertanto, se un’azienda ha bisogno di tecnologie disponibili soltanto all’estero, è là che andremo a prenderle.

Le foto a corredo dell'articolo sono state scattate nei laboratori della Rete Alta Tecnologia Emilia Romagna.                                      
 

Il nostro network