Infestanti e food safety: cenni tecnici

Il seminario promosso da Elis Italia dal titolo “Il pest management per la sicurezza alimentare: stato dell'arte, prospettive future e opportunità” (Milano il 4 maggio 2016) ha approfondito alcuni punti salienti legati alla sicurezza alimentare e alla gestione degli infestanti.

Nel corso della giornata, che è stata seguita da circa 100 partecipanti, si sono avvicendati gli interventi di professori, consulenti e specialisti del pest management su temi quali gli aspetti normativi cogenti, gli standard volontari, i requisiti dei fornitori, le controversie legali, gli approfondimenti di entomologia forense e merceologica e case history.

Il punto di vista del controllo ufficiale è stato rappresentato da Claudio Venturelli, Entomologo nel Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL Romagna, secondo il quale l’OSA in fase di controllo non deve limitarsi a dimostrare di essere in possesso di una documentazione «ma deve essere conscio che la gestione del prerequisito igienico sia parte integrante delle proprie responsabilità nei confronti dei consumatori. Nei controlli ufficiali è molto importante - prosegue Claudio Venturelli - valutare le procedure di pulizia, delle condizioni strutturali, delle misure di esclusione, della gestione dei rifiuti, della vegetazione spontanea e dei punti di intrusione».
È proprio in tale contesto che vanno verificate le procedure di gestione degli infestanti e la loro corretta applicazione, compresa la tracciabilità degli interventi e il controllo delle NC e delle AC.

Roberto Genchi di Certiquality, ha approfondito tutti i requisiti relativi al pest management richiesti, in particolar modo, dagli standard BRC e IFS che hanno determinato una crescita delle aziende di disinfestazione coinvolte in questi contesti.

L’argomento trattato da Francesco Fiorente, consulente in pest management e igiene degli alimenti, si è focalizzato sulla necessità di una crescente professionalizzazione delle aziende fornitrici del servizio di gestione infestanti «in un contesto in cui - spiega Francesco Fiorente - la legislazione italiana non si dimostra di fatto stringente sui requisiti tecnici minimi.  L’avvento di norme tecniche specifiche quali UNI 11381:2010 e UNI EN 16636:2015 stanno contribuendo a incrementare il bagaglio di buone pratiche della disinfestazione, mettendo così in primo piano i concetti di gestione dell’infestazione, della corretta assunzione delle responsabilità e della pianificazione degli interventi a seguito di un’analisi del rischio approfondita».

Il contesto è complesso, anche dal punto di vista regolatorio, come ha ricordato Daniele Pisanello, avvocato, titolare dello studio legale Lex Alimentaria, che ha messo in risalto gli aspetti legati alla gestione dei parassiti delle derrate, attraverso una nuova legislazione alimentare e non solo (a partire dal 2002 con il Regolamento CE 178/2002).

Il fornitore del servizio deve essere in grado di porre attenzione alle richieste del cliente che «potendo chiedere interventi non conformi alle buone pratiche, rischia di assumersi delle responsabilità rilevanti qualora non metta in atto le sue competenze. L’intervento delle autorità di controllo - conclude Daniele Pisanello -  deve sempre tenere in conto della natura delle NC e della soggettività dell’OSA (attendibilità, garanzie di risoluzione del problema), accompagnando qualsiasi eventuale atto sanzionatorio con un obbligo di motivazione».

Francesco Porcelli, Professore Associato del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, ha spiegato che l’entomologia forense merceologica si occupa di tutte quelle interazioni tra insetti e cibo che sono regolate da norme di legge.

«Oggi, a seguito della suddivisione dei parassiti delle derrate in primari, secondari e terziari, ogni punto della filiera dal campo alla tavola prevede l’interazione con gli infestanti, dei quali è consigliabile tenere in considerazione spesso più le dannose forme giovanili che quelle adulte» sottolinea Francesco Porcelli.

Inoltre, le scelte dei legislatori, l’influenza dell’opinione pubblica ma anche la cattiva reputazione degli insetticidi, stanno portando all’applicazione di tecniche di controllo che a volte risultano meno efficaci del passato e causano la diffusione di problematiche di difficile gestione, con ripercussioni non solo fitosanitarie ma anche merceologiche. Ne è un esempio la cocciniglia cotonosa dell’uva che, non più controllata sulla pianta, può creare diversi problemi merceologici all’uva acquistabile nei punti vendita.

Serena Pironi, Tecnologo Alimentare e food contact expert, ha messo in risalto con i suoi case history la maggiore consapevolezza della difficoltà negli stabilimenti della gestione di alcune derrate e la necessità di utilizzare prodotti poco impattanti e meno aggressivi. Senza dubbio, ha spiegato Serena Pironi «la scelta di adottare degli standard di sicurezza alimentare per esplorare mercati esteri ha fatto progredire molto lo stato dell’arte del pest control, in un’ottica di maggiore tutela dei consumatori».

Visto il successo della manifestazione, Andrea Cavina, Business Developer Manager 3D di Elis Italia, ha auspicato che questo possa diventare un appuntamento periodico utile per fare il punto della situazione sui progressi del pest management e un’occasione di incontro e di confronto con le aziende coinvolte nella gestione degli infestanti.

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