Acciaio green: dagli imballaggi un esempio perfetto di economia circolare

Alla tavola rotonda tenutasi a Fiera Cibus di Parma, in primo piano l’acciaio, materiale per sua natura sostenibile perfetto per imballaggi green

L’acciaio è stato protagonista alla tavola rotonda organizzata da Ricrea, Anfima e Anicav il 5 maggio scorso al Cibus di Parma. Tra i materiali più sostenibili - riciclabile all'infinito- detiene un ruolo fondamentale nella creazione di un’economia circolare a basso impatto di carbonio.

Tra gli argomenti trattati quelli relativi alle filiere dell’acciaio e il loro impatto ambientale in termini di emissione di CO2; le possibilità per l’attenuazione di tali aspetti; le modalità attuali del riciclo di banda stagnata e i metodi percorribili e plausibili per renderlo possibile.

Al meeting, coordinato da Francesca Zecca, direttore di FOOD, sono intervenuti Carlo Mapelli, professore ordinario di Materials Engineering and Recycling e Applied Metallurgy al Politecnico di Milano; Stefano Ciafani, presidente di Legambiente; Domenico Rinaldini, presidente del Consorzio Ricrea Giovanni Cappelli, direttore generale di Anfima e Giovanni De Angelis, direttore generale di Anicav.

Per Carlo Mapelli la ricerca deve intensificare i suoi sforzi per ottenere l’acciaio per imballaggio dal riciclo dei contenitori stessi, separando lo stagno presente. Giovanni De Angelis ha invece sottolineato come nel mondo delle conserve il barattolo sia da sempre alleato strategico del pomodoro (ogni anno in Italia ne vengono prodotti 3,5 miliardi di barattoli).

Nel suo intervento Giovanni Cappelli ha ribadito che ANFIMA è pronta a dare garanzie alle aziende di filiera e per questo il 27 maggio presenterà a Roma il Manifesto di Sostenibilità.

Dal punto di vista ambientale Domenico Rinaldini ha illustrato i dati positivi sul sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi grazie alla rete creata dal Sistema Conai/Consorzi. L’Italia è più efficiente di altri paesi nel riciclo dell’acciaio: per gli imballaggi il tasso si aggira all’80%, obiettivo prefissato al 2030 dall’UE.

Un segnale molto importante è pervenuto infine da Stefano Ciafani, secondo il quale se andassimo a scavare nelle miniere urbane di alcune grandi città italiane, non ancora utilizzate per carenze di servizi, avremmo ampi margini di miglioramento nelle percentuali di riciclo dei materiali.