Tubolare per incappucciamento da post-consumo

Crocco presenta in anteprima a Ipack-Ima il primo imballo “stretch hood” made in Italy con il 50% di materiale riciclato post-consumo.
Renato Zelcher, AD di Crocco

«Da oltre un anno, grazie ai nostri laboratori di ricerca e sviluppo, siamo riusciti a creare un tubolare elastico per incappucciamento a freddo di bancali con il 30% di materiale riciclato, in grado di mantenere le prestazioni di quello con il 100% di materiale plastico vergine. Ora siamo riusciti a fare anche lo step successivo, proponendo lo stretch hood composto da materiale riciclato post-consumo fino al 50%.»

Così spiega con soddisfazione Renato Zelcher, AD di Crocco, che aggiunge:

«Non si tratta, quindi, di rigenerato industriale ma di post-consumo, materiale che meglio rappresenta uno dei passaggi fondamentali dell’economia circolare.»

Infatti, dopo l’utilizzo di prima istanza e il seguente percorso di riciclo tipico degli imballaggi in plastica, grazie a Crocco il materiale ritorna in produzione per essere utilizzato una seconda volta.

Conferme di sostenibilità.

«Garantiamo che il packaging possa essere inteso come parte integrante del percorso verso l’economia circolare e proprio per questo abbiamo voluto certificarci “Plastica Seconda Vita”» aggiunge Gianmaria Perin, product manager di Crocco. «Con questo, non solo diamo certezze ai clienti ma li agevoliamo nell’assicurare alla propria supply chain la bontà di un percorso sostenibile lungo tutto il ciclo di vita del prodotto».

«Senza contare - interviene Zelcher - che l’introduzione del nuovo imballo non comporta assetti diversi delle macchine, e il funzionamento è completamente paragonabile allo stretch hood vergine».

Crocco presenta in anteprima a Ipack-Ima il primo imballo “stretch hood” made in Italy con il 50% di materiale riciclato post-consumo.

Il tubolare per incappuciamento rientra, infine, nel più ampio percorso sviluppato da Crocco per tutti i suoi prodotti e denominato Greenside, pensato per arrivare fino a un packaging a impatto zero dal punto di vista delle emissioni di CO2, con procedura certificata e quindi spendibile anche sul mercato.

Le emissioni nella produzione del film vengono infatti compensate attraverso l’acquisto di carbon credits certificati da enti abilitati, ovvero sostenendo progetti sostenibili come riforestazioni o produzione di energia da fonti rinnovabili, come previsto dagli accordi internazionali.

«Il cliente può essere quindi certo - conclude l’AD - di abbattere l’impronta carbonica del pack fino alla neutralizzazione completa delle proprie emissioni di CO2 equivalente, sostenendo progetti ambientali a impatto positivo, come previsto dal Protocollo Kyoto.»

In mostra a Ipack-Ima (Pad. 4, Stand B14).

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