Alto di gamma: stampa smart, sostenibile e nobilitata

Visti a Packaging Première 2022. In che modo la congiuntura attuale - carenza delle materie prime e rincari energetici - sta condizionando l’attività delle cartotecniche? Quali sono le nobilitazioni più richieste dal mercato? Che importanza viene attribuita alla sostenibilità? Abbiamo posto questi e altri quesiti ad alcune aziende che hanno scelto la fiera italiana del packaging di lusso per svelare le novità di prodotto e le proprie visioni di mercato.

Cristina Rossi

La quarta edizione di Packaging Première, che si è tenuta dal 24 al 26 maggio a Fieramilanocity, in concomitanza con la prima edizione italiana di PCD Milan, ha registrato l’accesso di 5.900 visitatori, che hanno potuto conoscere le innovazioni di prodotto di oltre 270 espositori provenienti da 24 Paesi.

«Questa edizione ha rappresentato a nostro parere la vera ripartenza» ha detto Pier Paolo Ponchia, fondatore e direttore di Packaging Première. «È stato nuovamente possibile vedere da vicino le ultime novità di prodotto, trovare nuovi spunti per il business e condividere idee e opinioni in un settore che si muove al passo con il cambiamento, la sostenibilità e l’innovazione. Siamo soddisfatti del risultato raggiunto e diamo a tutti appuntamento dal 16 al 18 maggio 2023 per la prossima edizione».

A più di due anni dall’inizio della pandemia - che non ci siamo ancora lasciati del tutto alle spalle - e a ormai diversi mesi dall’inizio del conflitto in Ucraina, a Packaging Première si cercava dunque di tornare gradualmente a una nuova normalità, che ha significato uscire pian piano da una dimensione lavorativa fatta di smartworking e webinar, ricominciare a viaggiare e partecipare a conferenze e fiere in presenza. I tre giorni di fiera hanno manifestato con chiarezza il desiderio di tornare a incontrarsi e le aziende si sono dichiarate pronte a rilanciare le proprie attività, nonostante le condizioni economiche decisamente sfidanti.

Cristina Rossi

Giornalista freelance ed esperta di comunicazione nell’ambito delle tecnologie per le arti grafiche.

Lo stampato intelligente e la rinascita della carta stampata

La prima azienda che abbiamo incontrato è Arti Grafiche Nidasio, che quest’anno festeggia 100 anni di storia e mette a disposizione la propria esperienza nella stampa a tutti i principali settori del mercato: moda, lusso, gioielli, arredamento, farmaceutica, beni di consumo, vendita diretta e tanto altro. All’interno dell’azienda vengono gestite sia stampa offset che digitale, spesso complementari, nel senso che gli stampati offset vengono personalizzati in digitale.

Ma la vera novità di questa azienda è la sua “costola” digitale, ossia la Arti Grafiche Nidasio Digital, fondata un anno fa da Giorgio Nidasio, amministratore unico della start-up innovativa, insieme a due soci, Riccardo Tonon e Davide Danise. «La mission della neonata azienda è far conoscere lo Stampato Intelligente - spiega l’ingegner Nidasio - che in questa fiera è rappresentato da una scatola “parlante”, selezionata per l’esposizione Avant Garde».

Si tratta di una soluzione contactless che permette agli smartphone di interagire con gli stampati, semplicemente sfiorando la carta.

Da oggi non servono più app o QRcode: la piattaforma utilizza la già nota tecnologia NFC (Near Field Communication) per veicolare contenuti multimediali, elaborare statistiche e aprire la strada a nuove applicazioni inedite……molto più di un semplice effetto WOW.

Il segreto è racchiuso nella tecnica di utilizzo di chip - soluzione protetta da un brevetto internazionale - inseribili in qualsiasi tipo di stampato.

«Abbiamo una nostra piattaforma informatica messa a punto dai miei soci - precisa Nidasio - che ci permette di inserire in uno stampato contenuti multimediali aggiornabili in qualsiasi momento, senza la necessità di ristamparlo e ridistribuirlo. Lo stampato diventa in questo modo interattivo, creando un maggior coinvolgimento del cliente grazie a contenuti audio e video o con la Realtà Aumentata.

Se, per esempio, ho già distribuito degli stampati, il mese successivo saranno ancora attuali, perché agganceranno un nuovo video. Se ho realizzato un catalogo, posso ricevere una notifica quando un singolo cliente lo utilizza e sapere a cosa è interessato prima ancora di chiamarlo.

È un’idea ottima per la grande distribuzione: sfiorando con lo smartphone un espositore o una cartolina, ogni confezione, quando inquadrata, racconterà il proprio contenuto e lo farà anche prima dell’acquisto… da qui il messaggio presentato ad Avant Garde della “scatola che ti parla”.

È come se avessimo fatto rinascere la carta stampata… e ora lo Stampato Intelligente è il nostro fiore all’occhiello per attirare nuovi clienti e realizzare progetti che utilizzano tecnologia e dati per misurare e migliorare costantemente i risultati di business».


Specialisti della laminazione a freddo su carta naturale

Sul palcoscenico internazionale di Packaging Première, diventato ormai un punto d’incontro tra designer e brand internazionali, Grafiche Erredue si è presentata con l’ambizioso claim “Facciamo volare le nostre idee”. Ad accoglierci, padre e figlio, Angelo e Paolo Radice, rispettivamente titolare e direttore commerciale dell’azienda che l’anno prossimo festeggerà il proprio 50esimo anniversario.

«La nostra mission - spiega il fondatore di Erredue - è sempre stata la ricerca del bello, perseguita attraverso la sperimentazione delle tecniche di nobilitazione più innovative, quali drip off, glitter serigrafico, verniciatura UV lucida, sbalzo a secco e termoimpressione, vernice perlata, verniciatura UV ad alto spessore, floccatura, colori metallizzati, fustellatura, confezione pop-up e molte altre».

Ma a far la differenza, dal 2012, è stato il cold foil per la laminazione a freddo, una lavorazione che rappresenta motivo di vanto per l’azienda, che è dotata di due offset a foglio Roland formato 70x100, una 5 e l’altra 6 colori. Su quest’ultima due anni fa è stato aggiunto il LED UV sull’uscita finale.

La lamina a freddo, o cold foil, è una tecnica di laminazione che consiste nel trasferire film metallizzati direttamente sul supporto utilizzando una lastra e una colla specifica invece di cliché, calore e pressione. L’effetto è prezioso, creativo e nobile e ha un costo accessibile.

«A volte utilizziamo il foil con la tecnologia UV e non LED UV per avere maggiori garanzie» precisa Angelo Radice. «Attualmente stiamo testando una colla nuova di Kurz/Luxoro. Dallo scorso dicembre abbiamo consumato ben 40 bobine da 10.000 metri di foil».

Di consueto la laminazione a freddo viene utilizzata su carte patinate, ma Grafiche Erredue è stata tra le prime a utilizzarla anche su carte naturali.

«Alcuni clienti - prosegue Angelo Radice - sono arrivati esclusivamente perché erano a conoscenza di questa applicazione su carte naturali e mi riferisco in particolare a operatori del settore moda. Noi siamo nati con la carta, stampando brochure e cataloghi per clienti importanti nel settore automobilistico, come Citroën. Ci siamo affacciati al mercato del packaging inizialmente facendo lavorazioni conto terzi, mentre ora operiamo direttamente».

Come aggiunge il figlio Paolo: «Dal 2012 è stato proprio il cold foil a far migrare la nostra attività verso la cartotecnica, che attualmente rappresenta il 70% del fatturato, pari a 4 milioni annui con 20 dipendenti. È da oltre un anno che effettuiamo prove sulle carte naturali. Di recente abbiamo realizzato un bel lavoro con un’azienda di Firenze, che produce carte da regalo impreziosite con oro in polvere e che era alla ricerca di una procedura più sostenibile: da qui la nostra proposta di una lamina a freddo con la stessa tonalità oro su carta naturale, che ha incontrato il pieno favore del produttore. Ora stiamo sviluppando un importante progetto di packaging per un brand nel settore cosmetico, che vuole utilizzare la carta naturale Old Mill di Fedrigoni».

«La carenza di materie prime non ci ha penalizzato - conclude Angelo Radice - perché abbiamo un magazzino rifornito, che ci garantisce un’autonomia di qualche mese. E ora che l’aumento del prezzo della carta sembra attenuarsi, possiamo aspettare a fare nuovi ordini». 


Un percorso di ecosostenibilità

Tonutti Tecniche Grafiche, 77 anni di attività alle spalle e 200 milioni di etichette realizzate al mese nello stabilimento di Fagagna, in Friuli-Venezia Giulia.  A Packaging Première ha presentato alcuni progetti di self promotion realizzati insieme ai propri fornitori di supporti e ai designer interni.

L’azienda, specializzata nella produzione di etichette autoadesive, ha intrapreso dall’anno scorso un percorso di sostenibilità sia a livello di processo, con una notevole riduzione degli sprechi, che di prodotto.

A sugellare questo percorso la pubblicazione, lo scorso dicembre, del primo Bilancio Sociale.

«Scegliere di percorrere una strada sostenibile - spiega Barbara Pagnutti, marketing manager - si traduce non solo nel modificare la nostra organizzazione aziendale in funzione del rispetto per l’ambiente e delle persone, ma anche nel dare la possibilità ai clienti di scegliere un prodotto green».

Da questa consapevolezza nasce il brand Tonutti Green, una libellula le cui ali disegnano le nervature delle foglie, simbolo della natura. Da qui ha origine anche la predilezione per le carte naturali in alternativa a quelle perlate e metallizzate, che hanno un impatto ecologico decisamente più elevato.

Il Pluma Aurea, un progetto totalmente sostenibile presentato in fiera insieme ad Avery Dennison, esprime al meglio l’animo green dell’azienda.

«L’espositore su cui poggia la bottiglia - racconta Barbara Pagnutti - è stato realizzato con le anime delle nostre bobine. L’etichetta è stampata su carta Cotton nobilitata con un rilievo incredibile. Il box portabottiglie è un bellissimo esempio di riciclo: partiamo dall’anima di una bobina, quindi un prodotto povero destinato al macero, che diventa in primis un portabottiglie, ma si guadagna l’eternità trasformandosi in un complemento d’arredo. L’orologio sul portabottiglie segna lo scorrere del tempo nell’alternanza giorno/notte, mentre alcuni gufi intingono una piuma nella luna o nel sole e vanno a scrivere la storia di Tonutti».

Legato all’innovazione e al nuovo brand Tonutti Innovation Act è, invece, il secondo progetto realizzato in collaborazione con Fedrigoni e Luxoro per le lamine.

Si tratta di un’etichetta celebrativa dei 100 anni dalla scoperta della tomba di Tut Ankh Amun. La sigla KV62 si riferisce alla 62ma tomba scoperta nella King Valley (KV) che era proprio quella del celebrato faraone. La bottiglia con un involucro esterno - rimosso il secondo giorno di fiera - ricorda le decorazioni presenti su uno dei sarcofagi ed è dotata di un sigillo evocativo.

«È un progetto che riassume il nostro savoir faire, mostrando tutte le nobilitazioni che siamo in grado di offrire: fustelle particolari, forature, accoppiamenti in macchina di diversi materiali, rilievi, lamine e vernici spessorate. Sono prototipi replicabili in macchina».

Pagnutti conclude con un accenno alla carenza di materie prime, che senza dubbio ha messo in difficoltà anche gli etichettifici.

«Quando si è posto il problema, che abbiamo affrontato egregiamente grazie all’abitudine del nostro ufficio acquisti a programmare gli approvvigionamenti nel lungo periodo, abbiamo aiutato il cliente a trovare un’alternativa nel caso la carta da lui scelta non fosse disponibile. I tempi di approvvigionamento si sono naturalmente allungati, pertanto invitiamo i nostri clienti a fare programmazioni a lungo termine. Ma in questo momento, anche i clienti “più difficili” sono disposti a scendere a qualche compromesso in termini di materia prima pur che l’etichetta venga stampata».


La customizzazione al centro della produzione

A Packaging Première Grafica Valdarno, azienda storica specializzata negli stampati di pregio e nel packaging d’alta gamma, non esponeva i prodotti che è solita realizzare per i clienti, bensì packaging e stampati nobilitati creati appositamente per la fiera.

«Questa strategia è stata dettata dal fatto che non abbiamo prodotti standard, bensì li creiamo ad hoc» ci ha confidato Emilio Bonavia, marketing manager della società. «Abbiamo però messo in mostra tutte le potenzialità di nobilitazione e come possiamo declinarle per realizzare un prodotto su misura. Ci siamo ispirati alla celebre massima dostoevskiana “La bellezza salverà il mondo“ per creare un progetto ad altissimo contenuto tecnico che sapesse coniugare creatività a fattibilità. La bellezza non è solo nell’arte o in natura, ma anche nell’artigianalità che sa sublimare il bello attraverso il contributo di tutto il team».

E con viva partecipazione, Bonavia ci ha descritto i lavori nel dettaglio, ringraziando l’azienda Carlo Gasperini per la preziosa collaborazione nella realizzazione di tutti i cliché. Ecco alcune tavole di esempio.

Nella prima tavola, che raffigura il cerchio della natura, la quintessenza dell’eleganza senza tempo, il rilievo a secco tridimensionale multilivello mostra un contrasto che viene enfatizzato da una vernice offset perlante.

La seconda tavola, dedicata alla natura, riporta una massima di Epicuro: “Non bisogna far violenza alla natura ma persuaderla”. Qui spicca un’immagine della luna, ricreata direttamente sulla carta, dove la sfericità gioca in sintesi perfetta con le tecniche di emboss, deboss, luci e ombre per riprodurre i suoi crateri esattamente come li vediamo nel cielo nelle notti di luna piena.

In un’altra tavola un viso femminile incarna la primavera, preannunciata dalla frase di Pablo Neruda (“Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi”), dove la parola “primavera”, stampata a caldo con satinatura, si collega ai fiori in metallo e rilievo 3D, posti con grazia sui capelli in oro opaco.

Audrey Hepburn (“L’eleganza è la sola bellezza che non sfiorisce mai”) ha ispirato l’azienda nella ricerca del particolare sensoriale del suo foulard dove la termografia sorprende con effetti cromatici di sicuro impatto oltre a coinvolgerne l’aspetto tattile.

Un’altra tavola, dedicata a Rudolf Nureyev (“Chi vola alto è sempre solo”) ritrae una ballerina il cui tratto è stato creato con un suggestivo effetto di trasparenza (impressione a caldo su carta leggera Moondream) che si protrae verso una luna d’argento la quale vuole celebrare, con la sua luce (e la stampa a caldo con microincisione con foil perlato) la poetessa Saffo.

“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni”, diceva Vincent Van Gogh, cui è legata la scheda preludio, dove la parola “sogno” (attraverso la stampa a caldo microincisa con grafismi finissimi) riprende lo stile della pennellata che troveremo nella Notte Stellata, la tavola successiva, realizzata su carta nera in pasta come base per il paesaggio notturno, stampata con 5 colori UV e la termografia che riproduce le brevi pennellate modellanti e materiche creando un’armonia di insieme tra cromia, forme e figure.

Infine, nella tavola incentrata sulla musica (“La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare”, Ezio Bosso) la cangianza delle note microincise, come si muovessero sul pentagramma, crea un effetto dinamico nella parola musica. A seguire Kandinskij e il linguaggio visuale di forme, colori e linee realizzati con maschere di bianco, cromia offset UV e termografia.