Coesia, futuro fa rima con automazione

Il Gruppo continua a investire su soluzioni capaci di auto configurarsi per risolvere ogni problematica con la massima efficienza

Coesia

di Davide Miserendino

Da tempo Coesia investe energie e risorse sul fronte dell’automazione, megatrend di sviluppo che il gruppo con sede a Bologna – che unisce 20 aziende operanti in 36 Paesi – ha individuato come driver per aumentare la produttività, ridurre i costi e incrementare la competitività. Coesia, leader globale nell’automazione industriale e nel packaging, lo scorso maggio è stato tra i protagonisti di Ipack-Ima: in quell’occasione abbiamo incontrato Luca Aiolfi, Chief della divisione Customer Market Solutions.

Aiolfi, Coesia continua a investire sull’automazione, vera protagonista di una nuova era industriale. Quali sono i vantaggi più importanti di questa evoluzione?
“Il tema dell’automazione è uno dei megatrend che abbiamo individuato per lo sviluppo del gruppo Coesia. Per comprendere questa scelta è opportuno riflettere anche sul forte cambiamento geopolitico in corso: se Trump terrà fede ai suoi intendimenti legati ai dazi, ci troveremo di fronte a un ‘resetting’ del modello produttivo degli Usa. Emergeranno, con ogni probabilità, difficoltà legate al reperimento della manodopera: non sarà semplice, infatti, individuare persone dotate delle skills necessarie per la gestione dei sistemi di produzione in un paese che ha sempre delocalizzato queste catene in altre aree geografiche. Ecco, il mondo dell’automazione fornisce una parziale risposta a questa difficoltà. Le soluzioni di robotica e di automazione si stanno sviluppando in modo molto importante e con gran rapidità. I robot non vengono più istruiti come si faceva una volta, con la scrittura di codice software o attraverso l’esecuzione di task che il robot memorizza. Oggi vengono programmati in un ambiente virtuale costruito dall’intelligenza artificiale, che riesce a leggere la realtà, a capire il processo in corso e a generare il comando che il robot deve eseguire. Un’azienda come Coesia ha le skills necessarie per portare questo tipo di evoluzione a un livello di fruibilità globale. Per noi un elemento di differenziazione è essere più avanti e più veloci dei competitor e, in questo modo, aiutare i clienti a risolvere i loro problemi. 
Sempre parlando di automazione, va detto che il modello della mass production sta iniziando a cambiare. L’e-commerce, gli influencer, le mode, la globalizzazione, i social media, tutti questi elementi stanno portando il consumatore a scegliere prodotti in modo più consapevole, con maggiore attenzione sì alla sostenibilità, ma anche al formato del packaging, alla quantità di prodotto che si acquista e al modo in cui il prodotto viene fruito. Così il modello tradizionale delle macchine veloci che fanno grandi volumi e ‘girano’ 24 ore su 24, 7 giorni su 7, sta iniziando a vacillare. Subentrano soluzioni sempre più flessibili, ma non solamente in termini di cambio formato o materiali: oggi diventa fondamentale essere in grado di gestire serie limitate, anche di poche migliaia di pezzi, pensate per incrementare al massimo la libertà di scelta del consumatore. Serve, dunque, un modello produttivo che sia disegnato e concepito per potersi adattare. Oggi sullo stesso macchinario si possono progettare stili di packaging completamente diversi, come vasetti di vetro, bottiglie o tubetti. La nuova sfida sarà farlo in maniera ripetibile, perché il setting dei sistemi è causa di inefficienza e di incremento dei costi produttivi. Parliamo, dunque, di macchine in grado di auto configurarsi, grazie all’automazione, per arrivare con la massima efficienza alla soluzione dei problemi”.  

Sempre più centrale anche il tema del post vendita, una grande opportunità – e al contempo una grande sfida – per il futuro del settore.
“Nel mercato del customer service Coesia sta crescendo molto. Abbiamo creato dei service hub per raccogliere, in un unico centro, tutti i tecnici, il personale di back office e la logistica a supporto dei clienti. Diversi nostri clienti globali, che hanno numerosi impianti in Nord America, apprezzano molto questo modello, grazie al quale riusciamo a creare sinergie in termini di gestione delle scorte dei ricambi, per esempio. Il customer service è senza dubbio una delle nostre priorità, anche perché il mercato dei macchinari, a seconda dei cicli, subisce alti e bassi, mentre quello del customer service è stabile e aiuta a costruire quella vicinanza al cliente che alimenta il ciclo dello sviluppo di soluzioni dedicate. Abbiamo l’ambizione, molto importante, di continuare a crescere e ad investire nelle infrastrutture in questo ambito. E lo diciamo con la consapevolezza di essere già tra i migliori. È una bella sfida, per la quale abbiamo potenziato la struttura corporate con un Customer Service Director e un’organizzazione centrale, che dovrà portarci a livelli eccellenti da un punto di vista operativo e a un servizio impeccabile. La nuova frontiera è sviluppare prodotti sempre più in linea con le tecnologie del momento, un percorso che metta al centro l’utilizzo più consapevole del dato. Dobbiamo aiutare i nostri clienti a capire quanto il dato sia rilevante ai fini della loro competitività. Molti continuano a considerare queste informazioni elementi di differenziazione e di vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti, ma in tanti si stanno accorgendo negli ultimi tempi di quanto sia importante analizzare le informazioni che provengono dagli impianti produttivi e utilizzarle per sviluppare miglioramenti negli asset e nei cicli di produzione anche tramite il supporto dell’OEM.
Sempre parlando di dati, aggiungo che stiamo sviluppando un nostro LLM (large language model) specifico per le macchine automatiche, che partendo dagli algoritmi aperti sviluppati dalle Big Tech, avrà funzionalità specifiche legate al nostro settore. Stiamo ‘dando in pasto’ a questo modello le informazioni delle nostre documentazioni, il materiale legato al trouble shooting, i data base tecnici. Possiamo dire che siamo già arrivati al momento in cui la macchina inizia a interagire con l’uomo”.

Fp Edge

FP EDGE, alta velocità con materiale a base carta
Una nuova soluzione orizzontale form-fill-seal ad alta velocità progettata nel segno della sostenibilità, capace di gestire materiali realizzati con composti fino al 95% di carta. Sono le caratteristiche della FP EDGE di ACMA, di cui a Ipack-Ima ci ha parlato il Marketing Manager Roberto Lattarulo. 
“La FP EDGE, che viene dopo la FP ONE e la FP PRO, è il nostro top di gamma. È una macchina – dice Lattarulo – che può svolgere materiale d’incarto fino a 150 metri al minuto, lavorando con materiale anche a base carta. È una macchina con tecnologia ibrida: con minimi accorgimenti può passare da materiali più tradizionali a base plastica a quelli di nuova generazione. Questa innovazione è consentita da una particolare formazione del tubo e dalla tecnologia dell’ansa pneumatica da noi brevettata, cioè un buffer che lavorando con il vuoto garantisce sempre il corretto tensionamento del materiale, caratteristica che non solo aiuta nella gestione delle carte più difficili ma consente anche di poter realizzare la feature “no product, no bag” ad alte velocità   Un’altra peculiarità della FP EDGE sono i sistemi digitali integrati, come i vision system ad altissima definizione, che aiutano l’operatore a verificare il corretto funzionamento del processo. Nel prossimo futuro questo sistema sarà integrato con sistemi di AI, che aiuteranno la macchina ad auto adattarsi alle peculiarità ambientali in cui opera e ad autoregolarsi. Non ci sarà dunque più bisogno dell’intervento continuo di un operatore per la microregolazione. Questo sistema – aggiunge –  aiuta ad avere un approccio sostenibile a 360 gradi: si può essere infatti vicini al cliente minimizzando le emissioni di CO2 equivalente. La nostra assistenza da remoto ACMA Connect ci permette di collegarci dalla control room di Bologna alle macchine dei nostri clienti in ogni parte del mondo, purchè siano collegate in rete. Tutto ciò si traduce in sostenibilità economica e ambientale”.

Inverted Pouch, soluzione green e anti spreco
A Ipack-Ima ha catturato l’attenzione un nuovo formato di Inverted Pouch presentato da Volpak. Jordi Castillo, Portfolio Manager, ci ha illustrato i suoi punti di forza.  
“Abbiamo già esperienza con questo tipo di pouch negli Stati Uniti, dove viene utilizzato – spiega Castillo – per il confezionamento della panna acida a marchio Daisy. Finora è stato promosso solo in quel mercato, ma oggi l’obiettivo è estenderne l’impiego anche ad altri clienti, in nuove aree geografiche e su differenti tipologie di macchine. Abbiamo inoltre lavorato per rendere possibile la produzione di questo pouch anche su macchine standard, aumentando così la flessibilità e l’accessibilità della soluzione. Il primo grande vantaggio – continua – riguarda i costi: rispetto alla bottiglia, il pouch rappresenta un’alternativa molto più conveniente. Pensiamo al trasporto di bottiglie vuote, agli spazi di magazzino necessari e, nel caso delle bottiglie in plastica, anche alla presenza in linea di una soffiatrice per la trasformazione delle preforme. Tutti elementi che implicano linee più complesse, ingombri maggiori e costi superiori, anche in termini ambientali. Il pouch elimina queste criticità.
Un altro punto di forza è la resa del prodotto. Nel packaging tradizionale parte del contenuto rimane spesso aderente alle pareti interne. Con il pouch, invece, il prodotto viene erogato completamente. Inoltre il sistema è anti-gocciolamento: se si interrompe la pressione sul pack, il flusso si arresta e il prodotto non sporca. Infine, la sostenibilità. Il pouch – chiude Castillo – è realizzato in plastica 100% riciclata. Le nostre macchine sono progettate per lavorare con una vasta gamma di materiali, ma oggi il monomateriale non è più una moda, bensì una concreta realtà industriale e una leva strategica per la sostenibilità del packaging”.

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