Macchine automatiche: un buon 2011 (anzi buonissimo)

Supera i 4.300 milioni di euro il fatturato 2011 dei costruttori italiani di macchine per il confezionamento e l’imballaggio. Ucima usa cautela nelle previsioni per il 2012 e sostiene la necessità di fare rete, per sostenere il business nel prossimo futuro.

I costruttori italiani di macchine per il confezionamento e l’imballaggio archiviano il 2011 in modo brillante: con un incremento del 14,4% rispetto al 2010, anno in cui il giro d’affari generato aveva raggiunto livelli pre-crisi (3.759 milioni di euro), quest’anno il fatturato di settore ha raggiunto i 4.300 milioni di euro, superando le performance record del 2008, quando si toccò il tetto dei 3.827 milioni di euro.
Conquistando il 26,4% del mercato mondiale, contro il 25,7% detenuto nel 2010, l’industria italiana conferma e accresce la propria leadership internazionale, seconda solo alla Germania (27,7%). L’incremento delle esportazioni italiane (+15,9%), infatti, è stato superiore alla media mondiale, che si ferma a un +11,8%.
Il rallentamento in atto dagli ultimi mesi del 2011 e il perdurare di una situazione di incertezza su tutti i mercati mondiali suggerisce per contro una certa cautela nelle previsioni per l'anno in corso, durante il quale si stima un mantenimento dei livelli di fatturato raggiunti nel 2011.

Queste, in sintesi, le evidenze emerse dai dati raccolti dall'Ufficio Studi di Ucima nel corso dell'incontro del 15 giugno, quando l'Associazione Nazionale di Categoria dei costruttori italiani di macchine per il confezionamento e l’imballaggio ha tenuto la propria assemblea annuale a Villa Marchetti.
Giuseppe Lesce - che, riconfermato alla Presidenza dell’Associazione per il quadriennio 2012-1016, potrà contare sulla fattiva collaborazione dei neo-eletti presidenti Maurizio Marchesini e Riccardo Cavanna - ha rinnovato il proprio impegno a sostenere la necessità di una rete di imprese, così da poter affrontare le sfide poste dalla competizione globale con maggiori e più adeguati strumenti.

A questo proposito, ricordiamo la proposta del convegno "Finanza e credito al tempo della crisi", che Ucima ha organizzato per i propri associati a latere dell'assemblea privata: nel corso dell'incontro sono state esposte considerazioni e testimonianze di esperti e operatori privati e pubblici in merito agli strumenti finanziari (accesso al credito, fondi di investimento...) a disposizione delle imprese italiane, in un’ottica di sviluppo del business.

Dal punto di vista associativo, i vertici di Ucima si dichiarano molto soddisfatti anche dell'integrazione con Acimac, avvenuta nel 2011: le sinergie con l'Associazione Costruttori Italiani Macchine e Attrezzature per la Ceramica si sono infatti espresse al meglio, consentendo di ottimizzare e potenziare i servizi agli associati e la bontà dell'iniziativa è testimoniata dal numero di adesioni raccolte negli ultimi mesi.

Come ha dichiarato il Direttore, Paolo Gambuli «Si tratta di una risposta molto importante per un’Associazione che un anno fa ha deciso di intraprendere un percorso di integrazione operativa con un’altra realtà del sistema confindustriale: l’elevata qualità dei servizi offerti e il supporto assicurato alle aziende sta infatti spingendo molte imprese del settore ad entrare nel nostro sodalizio associativo».

Delle 60 aziende che hanno aderito all’iniziativa “Porte aperte all’Ucima” (avviata a settembre 2011 e che consente alle aziende del settore l’ingresso gratuito per un periodo limitato), ben venti aziende, in maggioranza PMI, hanno infatti deciso aderire a Ucima nel corso degli ultimi sei mesi, portando il numero totale degli associati a superare le 100 adesioni (101).
Visto l'elevato gradimento espresso nei confronti dei servizi offerti, Gambuli confida in un ulteriore aumento delle aziende associate: l’obiettivo dei vertici e del Presidente Lesce è infatti quello di rendere Ucima il punto di sintesi e incontro delle aziende del settore e delle loro istanze.
Questi i nomi dei nuovi associati Ucima: Abrigo Spa, Bonfiglioli Italia Spa, Cmz Sistemi Elettronici Srl, Comek Srl, Eaton Electric Srl, Elesa Spa, Martini Srl, Mek System Srl, Mitsubishi Electric Europe B.V., Murrelektronik Srl, P.R. Nastri Trasportatori Snc, Phoenix Contact Spa, Pilz Italia Srl, Rav Sistemi Srl, Schmersal Italia Srl, Sensormatic Srl, Tecno Pack Spa, Toscana Automazioni Industriali Srl, Vision Tech Srl, Zanasi Srl.

La finestra sul mercato
Un export da manuale. Nel 2011 l'industria italiana del confezionamento e dell'imballaggio ha ulteriormente rafforzato la quota delle sue esportazioni sul fatturato totale, passata dall'88,4% del 2010 all'89,5%.
In termini assoluti, con l'incremento del 15,9% sul 2010, il fatturato generato all'estero è stato pari a 3.850 milioni di euro.
La quota maggiore, quasi il 65%, ha varcato i confini dell'Unione Europea, che rimane però, con il 34,1% del totale, la principale destinazione dei macchinari italiani. L'Asia si conferma anche nel 2011 il principale sbocco extraeuropeo con il 26,4% dell'export totale, mentre le altre aree si attestano su quote comprese tra l'8% e l'11%.
In testa ai Paesi di destinazione delle esportazioni italiane troviamo la Cina, con un totale di 385,3 milioni di euro, in lieve calo (- 2,3%) sul 2010, anno in cui le esportazioni nel gigante asiatico erano praticamente raddoppiate.
Al secondo posto si consolidano gli Stati Uniti (+32,6% per un totale di 360,3 milioni) e al terzo la Francia con 332,5 milioni (+28.0%).
Tra i mercati emergenti confermano un dato positivo la Russia, (+14,2%) con un totale di 162,4 milioni, e il Brasile (+5,6%), con 131,1 milioni, mentre spicca la Turchia che cresce del 33,8% per un totale di 128,6 milioni di euro.
Tra i mercati consolidati sono da segnalare le buone performance di Germania (+5,4%, a 198,2 milioni), Spagna (+6,7% a 153,6 milioni) e Svezia (+16,1%, a 111,7 milioni). In calo il Regno Unito (-2,7%, a 135 milioni).

Le più vendute all'estero. Sono le macchine per imballare e impacchettare ad aggiudicarsi la fetta maggiore dell'export. Costituiscono il 45,1% delle vendite oltreconfine, in crescita del 22,3% rispetto al 2010, pari in termini assoluti a 1.909 milioni di euro. A seguire troviamo le macchine per riempire, chiudere, incapsulare, etichettare, che si attestano al 27,5%, in crescita del 6,2%, con un fatturato di 1.164 milioni di euro. Aumentate del 13,3% le vendite di parti e pezzi staccati delle macchine (25,6% dell'export con 1.081 milioni di euro di fatturato).
A seguire le macchine per pulire e asciugare recipienti (+9,5%, a 53,8 milioni di euro); dosatrici, insaccatrici e altri strumenti a pesata costante (+71,9% a 20,1 milioni di euro); strumenti di controllo in rapporto a un peso (-23,7%, a 3,7 milioni di euro) e strumenti per pesare ed etichettare prodotti preimballati (-36,0%, a 0,5 milioni di euro).

Mercato interno, importazioni in calo. Con 450 milioni di euro (+2,9% sul 2010), il fatturato generato dal mercato interno si mantiene a livelli pre-crisi e continua a rappresentare circa il 60% del consumo nazionale, pari a 792 milioni di euro (+0,5%). Le importazioni, invece, sono state pari a 342 milioni, in calo di 2,6% rispetto al 2010.

UCIMA è l'Associazione di Categoria del sistema Confindustria che rappresenta in Italia e nel mondo i costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio. Raggruppa 100 aziende che rappresentano globalmente il 65% del fatturato totale del settore e oltre il 70% delle esportazioni italiane.
 

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