Organizzare l’economia circolare, con metodo

Dal Congresso GIPEA, giugno 2021.
Tra i progetti di filiera messi in campo dalla Federazione Carta e Grafica, un supporto concreto alle aziende nel segno dell’economia circolare, per identificare una metodologia organizzativa e di approccio condiviso ai temi della sostenibilità. 

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Svolto online a giugno, il Congresso Gipea (Gruppo Italiano Produttori Etichette Autoadesive  in seno ad Assografici che, lo ricordiamo, insieme ad  Assocarta e ACIMGA, ha fondato la Federazione Carta e Grafica ha permesso di discutere di progetti di reclutamento ed engagement di iscritti e potenziali soci, di analizzare la situazione del settore in un periodo complesso come il post 2020, di parlare di passaggi istituzionali e discutere di un tema centrale l’intero comparto industriale: la sostenibilità.

Congresso_GIPEA_01.pngA proposito di questa tematica fondamentale, Elisabetta Bottazzoli (consulente per l’economia circolare) ha riportato dell’iniziativa per la Sostenibilità messa in campo dalla Federazione Carta e Grafica, di cui sta seguendo il progetto per farne un attivo supporto alle aziende.
Il progetto parte da un approccio pragmatico, per superare il concetto astratto di linee guida e definire una vera e propria metodologia organizzativa e di approccio ai temi della sostenibilità aziendale.

Uno strumento a disposizione dei soci, per sostenerne il percorso di adeguamento agli standard di sostenibilità che si affianca, come raccontato dalla Presidente Gipea Elisabetta Brambilla, alle molte iniziative volute dal gruppo sul fronte della comunicazione, con nuovi strumenti, formazione, corsi dedicati all’uso dei social e in generale, la costituzione di una serie di alleanze associative pensate per rafforzare la filiera e creare sinergie.

Metodologia per una sostenibilità basata sui fatti
Come sottolineato da Bottazzoli, la sostenibilità è sempre più centrale nella vita delle aziende, in virtù della diffusione di “certificazioni” che richiedono a fornitori e stakeholder di adeguarsi. In molti casi, pur avendo le aziende del comparto le carte in regola, con attrezzature e qualificati percorsi interni di governance, l’assenza di processi certificati e standardizzati rischia di far perdere occasioni di business, o di portare a esclusioni da catene di fornitura importanti.
Indicatori qualitativi e quantitativi devono quindi rispondere a logiche di validazione, secondo una metodologia riconosciuta da una parte terza. Questo l’obiettivo a cui mira la Federazione Carta e Grafica, mettendo a disposizione delle aziende un tool che permetta di stilare una reportistica basata sull’applicazione di un metodo e che sia quindi riconoscibile anche agli enti certificatori a cui l’azienda si rivolge per i propri report di sostenibilità, come Eco Label, Emas o ISO, tanto per citare i più noti.

Un tool software standardizzato, ma calato nel settore
Il software in corso di sviluppo è stato pensato per essere usabile e accessibile, e grazie al lavoro di relazione con le istituzioni europee e il costante monitoraggio delle evoluzioni normative, è stato adeguato alle prospettive di sviluppo in tal senso, perché il percorso intrapreso dalle aziende sia solido e con prospettive di lungo termine, capace, cioè, di includere future evoluzioni regolamentari.
Prioritario servirsi delle opportunità offerte dalle istituzioni, che sono però stringenti in termini di requisiti di sostenibilità, rendicontazione e comunicazione trasparente dei risultati.
Una corretta gestione di questi aspetti è la chiave di accesso alle linee di finanziamento e alle iniziative dagli enti nazionali ed europei, a cui si aggiunge, come rafforzativo, l’adesione del modello al riconosciuto Global Reporting Initiative (GRI) - Sustainability Reporting Standard.
La rendicontazione secondo gli standard internazionali, infatti, permette di aderire a un modello riconosciuto sia a livello internazionale che di filiera.

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Supporto operativo alla svolta green del comparto. L’obiettivo della Federazione è quindi fornire un supporto operativo alle aziende associate, coinvolgendo il Forum della Finanza Sostenibile e riunendo la filiera rappresentata da ACIMGA, Assocarta, Assografici, per dar loro strumenti efficaci di monitoraggio e rendicontazione delle performance ambientali, sociali e di governance, pronti a rispondere alle richieste degli stakeholder interni ed esterni.
“Uniti nella differenza”, il claim della Federazione, non si riferisce solo alle aziende associate ma anche a fornitori, clienti e stakeholder: attori che possono modificare in modo significativo per caratteristiche e capacità, imponendo un adeguamento differenziato agli standard internazionali, dove si tengano in considerazione il contesto, le dimensioni aziendali, il business.

Definire la metodologia con la partecipazione. Nel primo anno, il percorso partecipato si è svolto partendo da un assessment, che ha permesso di definire il protocollo, sviluppato in parallelo con il software. Il risultato è il posizionamento delle filiere coinvolte - Assocarta, Acimga e Assografici - sui temi di sostenibilità, economia circolare, carbon neutrality, analizzando il contesto normativo e fornendo parametri per la rendicontazione. Si tratta di temi sempre più presenti nella governance delle aziende, proprio in virtù dell’emergenza sanitaria, che spinge consumatori e imprese verso condotte virtuose.
Lo sviluppo del tool software è in corso di finalizzazione e verrà messo a disposizione delle aziende per codificare competenze, risorse, esigenze che permettano la condivisione di dati sulla base di un elenco di indicatori internazionali, nazionali, tassonomie, punti del green deal.
Tutti questi elementi, isolati, razionalizzati e calati nei contesti aziendali e di settore, permettono alle aziende di aderire in maniera modulata, sulla base delle loro caratteristiche, facendo del tool un vero strumento di analisi.
La metodologia è il risultato del lavoro di tre gruppi in rappresentanza delle associazioni, dove si sono confrontate aziende campione, che hanno permesso di calare nella realtà il progetto, rendendolo rispondente alle esigenze aziendali. Le aziende, inoltre, sono protagoniste in tutte le fasi, sempre operative sul campo per testare il software e validarne ogni aspetto sul piano operativo.

Dati comparabili che fotografano la filiera. Molti modelli mancano di correlazione con la realtà, ma in questo caso, i KPI si differenziano in base alla filiera e, di conseguenza, all’associazione di appartenenza.
Dopo il self assessment, è previsto un percorso progressivo basato su dati quantitativi e qualitativi, che permette di definire l’avanzamento della transizione all’economia circolare, analizzato in base ai miglioramenti ottenuti e tarato sulle reali capacità dell’azienda. Un aspetto importante, questo, che consente di costruire un data base fondato su fatti coerenti e comparabili, capace di unire grandi aziende e micro imprese, valutate sulla base di dati di governance, economici, sociali e ambientali coerenti, nonostante le differenze.
La struttura del tool permette quindi di giungere a report riconducibili a standard di sostenibilità di livello internazionale secondo la Global Reporting Initiative, per aiutare le aziende già pronte nel percorso di miglioramento, senza lasciare indietro chi parte da zero. L’ente terzo SGS è il partner che valida la metodologia di software e protocollo, per renderla spendibile e riconoscibile a livello internazionale.
Il contributo della Federazione, infine, non si ferma alla fase di management, ma prevede un vero e proprio accompagnamento con pool di esperti a disposizione per lo sviluppo della parte finanziaria e organizzativa del report di sostenibilità, che acquisisce così una logica univoca per tutti gli aderenti alla Federazione.

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