Gli imballaggi di vetro (2020)

Tags

Tipologie, quantità e impieghi degli imballaggi di vetro cavo e vetro tubo. Dati e fatti di mercato del 2020.

Barbara Iascone
Istituto italiano Imballaggio

L’analisi prende in esame il comparto degli imballaggi di vetro sia cavo che tubo. Per quanto concerne gli imballaggi di vetro cavo, la suddivisione utilizzata in Imballaggio in Cifre e condivisa con l’associazione di categoria Assovetro si articola in bottiglie, vasi e flaconeria. Gli imballaggi di vetro tubo sono presenti nel settore farmaceutico e possono essere essenzialmente di due tipi, fiale e flaconi.

Mercati di utilizzo

L’ambito di utilizzo degli imballaggi di vetro è ampio: dal settore alimentare, sia food che beverage, al settore cosmetico e farmaceutico.

Una caratteristica di questa tipologia di confezionamento è il forte radicamento nelle aree in cui viene impiegata (in particolare vino, spumanti e super alcolici). Proprio per questa peculiarità la loro evoluzione è strettamente legata all’andamento dei settori utilizzatori, più che a spostamenti nel mix del packaging del settore stesso.

Da diversi anni gli imballaggi di vetro hanno raggiunto una certa stabilità, dopo aver subito una concorrenza serrata, in special modo da parte della plastica. Per esempio, per quanto riguarda l’acqua minerale, la bottiglia di vetro è stata soppiantata 20 anni fa da quella di plastica, e limita la propria presenza al comparto Ho.Re.Ca. dove rimane l’imballaggio preferito in quanto sinonimo di eleganza. Da notare, però, che proprio in questo ambito, anche la diffusione degli impianti di mineralizzazione dell’acqua naturale o gassata nei ristoranti sta dando del filo da torcere alla bottiglia in vetro.

Fuor di dubbio che nel 2020, anno anomalo in fatto di consumi, gli imballaggi in vetro, così come altre tipologie di packaging, abbiano subito un duro contraccolpo. Il legame forte con il settore della ristorazione - ma anche con il settore cosmetico - hanno influito negativamente sull’andamento del comparto. A titolo di esempio, il settore Ho.Re.Ca. registra nel 2020 un calo dei volumi di oltre il 37%, con un impatto importante sul consumo di bottiglie in vetro. A tamponare le perdite ricordiamo, per contro, il buon andamento della grande distribuzione, specie per quanto riguarda la vendita di conserve alimentari confezionate: i consumi domestici, anche e soprattutto durante il lockdown, hanno favorito gli acquisti di alimenti confezionati in vasetti in vetro (conserve sia vegetali che animali, sughi pronti, derivati del pomodoro, ecc).

Tabella 1. Evoluzione del mercato degli imballaggi di vetro. Dati espressi in t/000.
Anno Produzione Export Import Cons. Apparente
2001 3.519 459 306 3.366
2002 3.540 433 356 3.463
2003 3.561 458 305 3.408
2004 3.602 476 378 3.504
2005 3.561 411 362 3.512
2006 3.568 419 367 3.516
2007 3.641 453 381 3.569
2008 3.695 450 433 3.678
2009 3.354 360 398 3.392
2010 3.528 405 544 3.667
2011 3.590 421 552 3.721
2012 3.414 412 571 3.573
2013 3.463 442 522 3.543
2014 3.719 440 614 3.893
2015 3.811 467 656 4.000
2016 3.937 445 704 4.196
2017 4.048 452 679 4.275
2018 4.167 482 793 4.478
2019 4.369 513 834 4.690
2020 4.326 465 910 4.771
Fonte: Imballaggio in cifre, Istituto Italiano Imballaggio

I dati di settore

  • In base a quanto emerge dall’analisi pubblicata su Imballaggio in Cifre (Istituto Italiano Imballaggio ed. 2021, elaborazione dati Assovetro), nel 2020 la produzione di imballaggi di vetro espressa in tonnellate cala dell’1% rispetto al 2019, assestandosi intorno alle 4.326 t/000.
  • Nel 2020, il commercio estero evidenzia cali significativi per le esportazioni (-9,5%) ma segna un andamento positivo per quanto riguarda le importazioni (+9,1% rispetto all’anno precedente).

Il commercio estero conferma quindi il consueto saldo commerciale negativo per l’Italia, che si traduce in un consumo apparente di contenitori di vetro più alto rispetto alla produzione nazionale: la caratteristica è comune a bottiglie e vasi, dato che la nostra capacità produttiva non riesce a soddisfare le esigenze del mercato interno ed è quindi necessario attingere alle importazioni.

Per quanto riguarda l’andamento del fatturato del settore si ipotizza un calo intorno all’1%.

Tabella 2. Ripartizione per settori di utilizzo della produzione di imballaggi di vetro. Imballaggi nuovi immessi sul mercato, compreso il rendere (dati espressi in %, riferite alle tonnellate di imballaggi, 2018-2019).
Bottiglie (compreso rendere) 2020 2019
Bevande alcoliche 62,70% 60,60%
Bevande analcoliche (1) 27,30% 29,90%
Condimenti (2) 5,10% 5,00%
Derivati del pomodoro (3) 4,90% 4,50%
Totale 100% 100%
(1) Compreso latte
(2) Olio alimentare e aceto
(3) Passate e ketchup
Vasi 2020 2019
Conserve vegetali e sughi 63,00% 62,20%
Yogurt 0,80% 0,80%
Omogeneizzati 9,00% 9,10%
Conserve ittiche 5,50% 5,80%
Altro 21,70% 22%
Totale 100% 100%
Flaconeria in vetro cavo 2020 2019
Cosmesi e profumeria 59,50% 60,00%
Farmaceutico 32,60% 32,00%
Altro (1) 7,90% 8,00%
Totale 100% 100%
(1) Chimica
Flaconeria e fiale in vetro tubo 2019 2019
Cosmesi e profumeria 85% 85%
Farmaceutico 14% 14%
Altro (1) 1% 1%
Totale 100% 100%
(1) Chimica
Fonte: Banca Dati Istituto Italiano Imballaggio

Le bottiglie

La produzione di bottiglie rappresenta l’88% degli imballaggi di vetro vuoti e nel 2020 registra un -2,3%. A influire sull’andamento della produzione di bottiglie sono indubbiamente le esportazioni (-10,8% rispetto all’anno precedente, alquanto stabile il mercato interno). Le importazioni crescono del 7,5%.

Anche per le bottiglie, come spiegato in precedenza, è determinante l’andamento dei principali settori di utilizzo, che nel 2020 hanno registrato cali diffusi. Oltre il 62,7% delle bottiglie utilizzate è destinato alle bevande alcoliche (-1%) e, considerando l’anno che stiamo analizzando, il calo risulta più che accettabile. L’area bevande analcoliche, compreso il latte, assorbe il 27,3% circa delle bottiglie di vetro. Quest’area, nel 2020, ha registrato un calo ben più importante (-12,5%), influenzata in modo preponderante dall’acqua minerale e, di concerto, dall’evoluzione dell’Ho.Re.Ca.

Il restante 10% si suddivide tra condimenti, salse e derivati del pomodoro che nel loro insieme calano dello 0,6% circa.

A livello globale, la produzione 2020 delle bottiglie di vetro si aggira intorno alle 5.100 t/000, di cui l’80% è rappresentato dalle bottiglie a perdere. Se suddividiamo per segmenti, si evidenzia che il 41,8% delle suddette bottiglie (perdere + rendere), è stato destinato al mercato del vino e degli spumanti. Il 23,6% sono invece le bottiglie utilizzate nell’area acqua minerale, mentre il 14,2% è rappresentato dalle bottiglie impiegate per la birra. Il restante 20,4% è suddiviso tra altre bevande (sia alcoliche che non) per un 10,5%, e condimenti e derivati del pomodoro (passate) per il 9,9%.

I vasi

La produzione di vasi di vetro (imballaggi vuoti ancora da riempire) rappresenta il 7% della produzione totale di imballaggi di vetro e, nel 2020, risulta in controtendenza, dato che ha infatti registrato un andamento positivo (+11,1%). A fronte dei cali analizzati in ambito ristorazione, i consumi domestici hanno invece impresso una spinta positiva alla categoria.

Per quanto riguarda l’impiego, nel 2020, si registra un incremento pari al +0,5% (circa 491 t/000). L’andamento dei settori utilizzatori di vasi di vetro ha influito positivamente sulla produzione del packaging, primo su tutti il settore conserve alimentari (compresi i prodotti ittici e sughi pronti) che ne rappresenta il 68,5%.

Tra questa tipologia di prodotti sono i sottolio/sottaceti quelli più rappresentativi (26,7%), seguiti da legumi (17,3%), omogeneizzati (9%), sughi pronti di vario tipo, sia a base pomodoro che no (14,4%).

Per i prodotti ittici, tonno, acciughe e sardine, nel 2020 sono stati utilizzati il 5,5% dei vasetti di vetro mentre il restante 27,1% è suddiviso tra frutta sciroppata, olive, mais, spezie marmellate, creme spalmabili, yogurt e altro.

I flaconi

Anche la produzione della flaconeria da vetro cavo (imballaggi vuoti) registra un andamento in controtendenza, crescendo del 10,8%. Il commercio estero risulta in calo sia per le esportazioni che per le importazioni, rispettivamente -6,7% per le prime e -2,5% per le seconde.

Per quanto concerne l’impiego di flaconi, nel 2020 il 59,5% è stato destinato al settore cosmetico e 32,6% al farmaceutico; il restante 7,9% si riferisce alla voce “altri settori di utilizzo” in prevalenza in ambito chimico (pitture, colle, ecc.). Questa tipologia di imballaggi di vetro rappresenta il 4% dell’intero settore.

Fiale e flaconi di vetro tubo

Per quanto riguarda il vetro tubo (1% degli imballaggi di vetro) è utilizzato per l’85% nel settore farmaceutico e per restante 15% si suddivide tra cosmetica e altri utilizzi.

L’area registra un -11,2% in produzione, con un andamento guidato esclusivamente delle esportazioni (-14,9%).

Il riciclo

In base ai dati di Coreve, il consorzio che in ambito CONAI si occupa di gestire il recupero degli imballaggi di vetro, i risultati del 2020 sono ottimi. La percentuale di imballaggi riciclati risulta pari al 78,6%, in crescita rispetto al 2019 del 3,6%.

Sempre in base ai dati di Coreve si ipotizza che la percentuale di riciclo nel 2021 continuerà a crescere (+4,2% circa), a fronte di un aumento dei consumi e all’accenno di ripresa dell’area Ho.Re.Ca.

Una lunga storia, in sintesi

Il vetro è tra i primi materiali utilizzati per produrre imballaggi. 

Sono gli Egizi, intorno al 1.500 a.C., a produrre i primi contenitori di vetro cavo con lavorazioni di estrema complessità, tanto che i flaconi destinati a contenere e conservare unguenti e oli erano riservati ai faraoni.

Bisogna arrivare però alla seconda metà del I secolo a.C. per trovare traccia della tecnica di soffiatura e, con questa, della produzione di bottiglie. Un’arte in cui i romani furono maestri, utilizzando i contenitori per la mescita e la conservazione del vino, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti archeologici.

L’utilizzo della bottiglia di vetro prosegue nei secoli, ma è solo nel 1903 che il processo produttivo degli imballaggi di vetro viene industrializzato, grazie all’invenzione della macchina automatica per la soffiatura delle bottiglie. Tecnologia e ingegno portano presto ad altre innovazioni: nel 1925 viene infatti registrato il brevetto per una nuova macchina per la produzione di vetro cavo con il metodo soffio-soffio. Metodo che, peraltro, è utilizzato ancora oggi e permette di produrre le varie tipologie di imballaggi in vetro cavo.

Scopri maggiori informazioni sulle aziende citate in quest'articolo e pubblicate sulla Buyers' Guide - PackBook by ItaliaImballaggio
Istituto Italiano Imballaggio