Carta-grafica stop and go

L’ultima indagine congiunturale della Federazione della filiera carta e grafica, relativa al terzo e quarto trimestre 2015, conferma l’andamento altalenante dei settori rappresentanti, con una tendenza progressiva alla stabilità.

Sulla base dei risultati rilevati presso le imprese che operano nel campo delle macchine grafiche, cartotecniche e per il converting, nella produzione di carte e cartoni, nella grafica e cartotecnica-trasformazione, il coordinatore dell’indagine - Alessandro Nova dell’Università Bocconi - sintetizza così i principali dati relativi al terzo trimestre e alle aspettative per il quarto trimestre 2015: «I risultati dell’indagine trimestrale della Federazione (che, lo ricordiamo, è costituita da Acimga, Assocarta e Assografici) confermano ancora una volta due elementi importanti. In primo luogo, la filiera occupa un ruolo rilevante nel sistema produttivo italiano e risente, di conseguenza, della dinamica congiunturale complessiva. In secondo luogo, l’evoluzione del sistema economico è ancora soggetta a fenomeni di “stop and go” che rendono più incerta la visione del futuro. In effetti, nel terzo trimestre 2015, sembra essersi interrotto quel trend di miglioramento che aveva caratterizzato i trimestri precedenti. È anche utile sottolineare che una serie di elementi, a livello internazionale, generano qualche preoccupazione sulla capacità dei sistemi economici di proseguire su un percorso di sviluppo (il rallentamento della Cina, la non positiva performance dei Paesi in via di sviluppo, la caduta del prezzo del petrolio, ecc.).
Tornando al trend dei settori rappresentati dalla Federazione, dopo che i trimestri precedenti avevano registrato una ripresa del mercato interno più veloce che all’estero, il terzo trimestre 2015 ha evidenziato un’inaspettata flessione del fatturato e della domanda interni, orientando di conseguenza le aspettative degli operatori, mentre quelle relative al fatturato estero sono risultate più equamente ripartite fra riduzione, stabilità e crescita. Queste dinamiche, di improvvisa crescita e successivo abbassamento nei livelli di domanda, sembrano confermare quanto detto in precedenza circa la polarizzazione delle risposte tra “positive” e “negative”. L’incertezza porta infatti a fornire giudizi, soprattutto prospettici, che scontano il diverso grado di ottimismo delle imprese».

Le differenze fra comparti si radicalizzano
«In presenza di un andamento generale del mercato così altalenante, è normale che la consueta differenziazione nella crescita tra i diversi comparti sia ancora più accentuata. A questo si associa, tuttavia, un cambiamento evidente nelle “gerarchie” di sviluppo dei diversi comparti, che potrebbe assumere contorni strutturali. Il comparto delle macchine per grafica e converting mostra infatti una tendenza ad ampliare la performance positiva (nel caso del fatturato interno) e di stabilità (nel caso del mercato estero). Una dinamica omogenea, moderatamente negativa, caratterizza sia il settore cartario sia quello della grafica per quanto riguarda la domanda interna, mentre con riferimento al fatturato estero il settore cartario ha evidenziato una performance migliore di quello grafico. Il comparto meno performante, nel trimestre in esame, risulta invece quello cartotecnico trasformatore, che ha evidenziato un andamento in rallentamento a livello di domanda interna ma, ancora di più, per quanto riguarda il mercato estero, in linea con l’andamento lento dell’economia».
Per quanto riguarda le attese da parte delle aziende per il quarto trimestre 2015, forse anche a ragione dell’incertezza, sono fortemente orientate alla stabilità le previsioni per il settore cartario, sia con riferimento al mercato interno che estero, così come sono prudenti le attese sul settore grafico e cartotecnico trasformatore, mentre risultano decisamente più rivolte alla crescita nel comparto delle macchine per grafica e converting. «È evidente che questi giudizi riflettono, come di consueto, la prudenza degli operatori, ma sembrano adeguati al momento di incertezza che continua a caratterizzare i mercati, soprattutto con riferimento alle evoluzioni future», commenta ancora Nova.

Incentivare lettura e pubblicità: i primi passi
Pietro Lironi, presidente della Federazione della Filiera della Carta e della Grafica, a sua volta sottolinea: «Questa indagine conferma i timori generati dalla precedente. Sono legati a un recupero congiunturale che nel nostro Paese resta ancora timido e che, anzi, si è tramutato in un rallentamento nella seconda parte del 2015, con ricadute sui nostri settori.
Resta quindi fondamentale sostenere i consumi in genere, e in particolare quelli culturali, importante driver della domanda dei nostri comparti. Sul fronte del sostegno all’asset fondamentale della cultura, nel febbraio 2015 la nostra Federazione, insieme ad altre associazioni della carta stampata, presentò alla stampa e al Governo la proposta di istituire un bonus lettura per tutti i giovani, all’interno di una definita fascia d’età, per l’acquisto di libri e giornali, in modo da avvicinare alla lettura le giovani generazioni e nello stesso tempo dare una spinta al mercato dei prodotti editoriali. Nei mesi successivi la stessa proposta fu portata in sede ministeriale e presentata nel corso di due audizioni parlamentari. Oggi, in seguito all’approvazione della Legge di Stabilità, tale proposta ha trovato in gran parte un suo accoglimento. Infatti, i commi 548 terdecies e 548 quaterdecies prevedono una “Card elettronica per spese culturali” del valore di 500 euro da assegnare a tutti i giovani (circa 550mila), che compiranno i diciotto anni nel 2016, per l’acquisto di libri e l’entrata in musei, aree archeologiche e naturali, teatri e cinema. Indubbiamente il Governo, che in linea di principio è venuto incontro alla nostra proposta, ha voluto allargare il perimetro agevolativo includendo, oltre ai libri, altre attività culturali, tant’è che il bonus è diventato per la “cultura” e non per la “lettura” come da noi suggerito. Si tratta di un piccolo segnale, ma certamente è la prima volta che nel nostro Paese si individuano delle agevolazioni e si stabiliscono degli incentivi anche per la lettura. Ora, al fine di rendere effettiva e operativa tale previsione legislativa, occorre un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri; il nostro compito sarà, invece, cercare di rendere strutturale una forma di incentivo alla lettura e non una iniziativa gradita ma occasionale».
Continua Lironi: «È poi necessario far ripartire gli investimenti pubblicitari sulla stampa, che dal 2007 si sono più che dimezzati con un ridimensionamento più forte nell’ultimo triennio (-41% il 2014 sul 2011); nei primi undici mesi 2015 la pubblicità sulla stampa ha confermato purtroppo il segno negativo: secondo Nielsen la ulteriore perdita è complessivamente del 6,3% (-7,3% per i quotidiani, -4,6% per i periodici). Per questo la Federazione ha più volte sostenuto un semplice meccanismo di detassazione della pubblicità incrementale, che favorirebbe gli investimenti in advertising delle imprese e la ripresa dei settori collegati. Si tratta di una misura prevista nel DDL sull’Editoria tra i criteri di delega (quindi non di immediata applicazione e soggetta a rinvii inevitabili), ma che invece dovrebbe essere varata subito con l’approvazione della legge».

L’eterna questione energetica
«In merito ai costi energetici a carico delle cartiere - continua il presidente della Federazione - bisogna intervenire al più presto e, nell’ambito dell’attuale processo di revisione delle norme nazionali sugli energivori (tra cui figurano le imprese cartarie, Ndr), prevedere l’introduzione di un tetto massimo all’importo pagabile dalle imprese particolarmente energivore. Non solo è possibile, ma è previsto dalle linee guida sugli aiuti di Stato e, fra l’altro, è già attuato in Germania dove è stabilito un tetto massimo pari allo 0,5% del valore aggiunto dell’impresa, se l’incidenza energetica sul valore aggiunto raggiunge o supera il 20%.
Infatti, se il Made in Italy ha nell’export il suo punto di forza, nella “bolletta della corrente” ha il suo tallone d’Achille. I costi per gli approvvigionamenti energetici rappresentano un quinto del fatturato (oltre 1,1 miliardi di euro) - senza calcolare gli oneri CO2 - e sottopongono il settore a un costante allarme competitività. Il conto pagato in termini di sistema per gas ed energia elettrica raggiunge i 200 milioni di euro l’anno; inoltre, la decisione di far pagare il 5% degli oneri di sistema all’autoconsumo, che nel settore cartario vale oltre 11 milioni di euro, pesa in misura significativa e rappresenta un vera e propria tassa sull’efficienza e sulla competitività.
Nessun beneficio, inoltre, è venuto dal crollo delle quotazioni del petrolio: oggi i costi energetici delle cartiere sono infatti svincolati dall’andamento del prezzo del petrolio, anche grazie allo sviluppo delle borse nazionali ed europee e - paradossalmente - l’elevata l’incidenza degli oneri di sistema che caratterizza le bollette italiane (fino a oltre il 50% nel caso dell’energia elettrica), avvantaggia  i nostri competitor che hanno oneri di sistema inferiori.
Impatta notevolmente sulla competitività anche il basso valore dell’euro rispetto al dollaro, valuta in cui vengono commercializzate le cellulose, materia prima preziosa per l’industria cartaria. In particolare, i continui deprezzamenti dell’euro, svalutato del 20% rispetto al dollaro USA tra luglio 2014 e dicembre 2015, hanno comportato rilevantissimi aggravi dei costi di approvvigionamento per le cartiere europee, tanto più pesanti per l’Italia che importa la quasi totalità delle cellulose utilizzate. Riguardo alla cellulosa bianchita di eucalipto, ad esempio, che rappresenta la principale tipologia a fibra corta,  tra il 2014 e il 2015 le cartiere europee hanno visto lievitare i costi di quasi il 30% (+7,8% del valore in dollari). In questo ambito si devono anche ricordare politiche dei produttori brasiliani, opache sotto il profilo concorrenziale.
Molta apprensione desta la decisione che la Commissione europea prenderà in merito alla concessione dello status di market economy (MES) alla Cina: se ciò avvenisse, gli unici strumenti di difesa contro politiche commerciali scorrette, cioè i dazi antidumping, verrebbero “spuntati” con danni enormi per l’industria europea, inclusa quella cartaria, in particolare per il settore delle carte grafiche, e inevitabili pesanti conseguenze sull’occupazione», conclude Lironi.

I risultati settore per settore
- I costruttori di macchine grafiche, cartotecniche e per il converting nel terzo trimestre 2015 evidenziano dati positivi su fatturato interno e ordini interni, segno di una ripresa del mercato domestico ovvero di un consolidamento rispetto al semestre precedente che già dava indicazioni simili. Anche gli ordini esteri seguono una preponderanza di incremento che, presumibilmente, a breve si tradurrà in fatturato. In materia di occupazione domina la stabilità.
A livello di previsioni sul quarto trimestre 2015, si osserva una preponderanza dell'indice di stabilità sulla totalità degli indicatori. La componente flessione si accentua lievemente rispetto al consolidato del terzo trimestre, sia nella componente ordini interni che esteri, ma questo potrebbe essere legato alla fisiologica ciclicità del mercato a fine anno.

- Le imprese produttrici di carte e cartoni. Rappresentano il 69% del fatturato dell’intero settore ed evidenziano, per il terzo trimestre 2015, consuntivi meno favorevoli delle aspettative, principalmente con riferimento agli indicatori interni. Le previsioni sul quarto trimestre 2015 continuano a essere improntate alla cautela, anche se traspare un certo ottimismo - peraltro più contenuto che nelle ultime indagini. Il quadro descritto dai consuntivi del terzo trimestre 2015 appare molto composito e, comunque, meno positivo di quanto auspicato nelle previsioni di fine giugno. Non è, però, escluso che gli andamenti emersi nell’indagine risentano di una componente di stagionalità, molto forte nel trimestre estivo rispetto al precedente. A livello generale, comunque, sia per il fatturato che per gli ordini, appaiono limitate le quote di coloro che riferiscono valori stabili rispetto al trimestre precedente e, a fronte di una prevalenza di giudizi negativi per le componenti interne dei due indicatori, si evidenzia nuovamente il ruolo trainante dell’export. Per il fatturato estero il 47% dichiara aumenti contro il 30% di indicazioni di riduzione, con un saldo positivo del 17%; nel caso degli ordini esteri tali quote sono rispettivamente pari al 40% e al 20%. L’occupazione è riferita stabile dall’88% degli interpellati, in aumento dal 9%, in calo dal restante 3%.
Il quadro previsionale sul quarto trimestre 2015, pur molto cauto, torna ad essere improntato all’ottimismo anche se più moderato che nelle indagini precedenti. La maggioranza delle attese confluisce sulla stabilità (tra il 66 e il 78% del campione); le restanti posizioni risultano a vantaggio di coloro che si attendono risultati positivi per entrambe le componenti del fatturato e per gli ordini interni, mentre per la domanda estera le attese di aumento compensano quelle di riduzione (17%). L’occupazione è prevista stabile (91% del campione), con l’esigua parte restante leggermente orientata all’ottimismo.

- Le aziende grafiche. In un quadro nazionale caratterizzato da una spesa delle famiglie in discreta crescita ma non in prodotti culturali, e da investimenti in advertising ancora in calo sulla stampa, nel complesso i giudizi delle aziende grafiche sul terzo trimestre 2015 evidenziano un progressivo miglioramento. Nel corso dell’anno, dopo una fase iniziale negativa, le aspettative evolvono verso una stabilizzazione dei risultati. Su fatturato e ordini interni permane un leggero pessimismo: le imprese che stimano una diminuzione rispetto al trimestre precedente (intorno al 35-40%) sono di poco superiori a quelle che valutano un incremento (circa 30-35%). Su fatturato e ordini esteri c’è invece moderato ottimismo: metà del campione si orienta verso la stabilità e gli ottimisti (3 aziende su 10) superano i pessimisti (2 su 10). L’occupazione è stazionaria nel 60% dei casi e in aumento o diminuzione, a pari merito (20%), nel restante numero di partecipanti all’inchiesta.
Le previsioni sul quarto trimestre 2015 delle imprese grafiche mostrano un quadro simile a quello appena delineato, all’insegna del lieve pessimismo sul fronte nazionale e della stabilità su quello estero. In confronto con il terzo trimestre 2015, il fatturato interno e gli ordini interni sono previsti stabili nel 40-45% circa delle aziende, in diminuzione nel 33% e in aumento nel 20-25% dei casi. Il fatturato estero è stimato stabile in circa metà delle imprese, in diminuzione in 3 su 10 e in incremento in 2 aziende su 10. Stazionarie le attese sull’occupazione nel 67% dei casi, con un 20% delle imprese che prevede di ridurre gli organici, a fronte di un 13% che intende aumentarli.

- Le imprese cartotecniche trasformatrici, dopo un primo semestre dell’anno all’insegna di una discreta ripresa del giro d’affari, nel terzo trimestre 2015 esprimono giudizi meno positivi sia sul fronte nazionale sia su quello estero, a causa del rallentamento del ritmo espansivo dell’economia italiana e internazionale. Il fatturato interno e gli ordini interni sono in diminuzione rispetto al trimestre precedente per il 60-75% circa delle imprese, e in crescita solo nel 25% dei casi. Riguardo a fatturato e ordini esteri, le aziende che accusano una flessione sono il 60%, seguite da quelle che mantengono una stabilità (30%), e da una percentuale minore che dichiara un incremento (10%). Lievemente negative le valutazioni sull’occupazione: la stabilità vince nel 58% dei casi, con un 25% di aziende che indica una riduzione, a fronte di un 17% di imprese in incremento.
Le prospettive sul quarto trimestre 2015 sono, nel comparto cartotecnico-trasformatore, più orientate verso la stabilità di quanto appena delineato, tranne nel caso degli ordini esteri. In confronto con il terzo trimestre 2015, il fatturato interno (così come gli ordini interni) è stimato stabile intorno al 40-50% dei casi, in diminuzione nel 25-30% e in incremento nel 25% delle imprese. Sono stazionarie le previsioni sul fatturato estero nel 60% delle aziende, con una diminuzione o un incremento nel 20% dei casi, mentre sono peggiori per gli ordini esteri: pur prevalendo la stabilità (50% dei casi), i pessimisti (40%) superano nettamente gli ottimisti (10%). In flessione anche le attese sull’occupazione: stazionarie nel 67% dei casi, con un 25% di aziende prevede di ridurre gli organici a fronte di un 8% che intende accrescerli.
 

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