Ambiente e salute alla tavola degli italiani

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Dopo la peggiore crisi di tutti i tempi, la migliore ripresa di sempre. La pandemia ci consegna un mondo in crescita, multipolare, impegnato in un percorso a ostacoli verso l’obiettivo “zero emissioni”.  Salute e ambiente sono i valori che guidano le scelte alimentari degli italiani dopo il lockdown: l’88% associa al cibo il concetto di sostenibilità.

Lo scenario delineato nel Rapporto Coop 2021 “Economia, Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” ci restituisce l’immagine di un’Italia indubbiamente trasformata dalla pandemia.

Gli italiani escono dalla “bolla” che li ha imprigionati dall’inizio dello scorso anno e danno finalmente nuova forma al loro futuro, accelerando i cambiamenti e scegliendo nuove priorità.

In Europa e nel mondo, il Paese vive una seconda giovinezza; cresce più in fretta delle aspettative (il balzo in avanti del Pil potrebbe sfiorare il 6%), trascinato dall’export che ha già superato i livelli pre Covid e dalla riconversione digitale della propria manifattura.

A rafforzare in positivo il sentiment, lo scenario economico globale, in crescita a ritmi superiori alle previsioni: le variazioni del Pil mondiale sono tutte al rialzo e si attestano su un +6% nel 2021 ma il trend è previsto continuare anche negli anni a venire (+4,9% nel 2022 e +3,5% nel 2023). 

Nello specifico, sulla base delle previsioni di breve e medio termine del Fmi, sarà la Cina la locomotiva mondiale dei prossimi anni, con un PIL stimato in crescita del +8,1% nel 2021 e del +5,7% nel 2022. Seguono, a pari merito, Stati Uniti e Regno Unito con un +7% nel 2021 e poi i Paesi dell’Area Euro (+4,6%), la Russia (+4,4%) e il Giappone (+2,8%). All’interno dell’Eurozona, l’economia spagnola, che pur crescerà di più nel 2021, sarà quella che impiegherà più tempo a tornare ai livelli pre-crisi.

In Italia e nel mondo, tuttavia, il ritorno alla crescita ripropone con forza la stringente necessità di una grande rivoluzione verde a livello globale (44 sono i paesi che si sono impegnati con leggi, protocolli, documenti nel 2021 rispetto ai 22 di appena 2 anni fa); sembra, anzi, oramai esaurirsi il tempo a disposizione, tanto da far temere nuove tensioni geopolitiche dovute alla diminuzione delle risorse naturali disponibili (lo teme l’80% degli executive intervistati).

Alimentazione molto controllata

Salute e ambiente sono senza dubbio i valori che guidano le scelte alimentari degli italiani dopo il lockdown: 4 persone su 10 mangiano in modo più sano ed equilibrato rispetto a un anno fa con una forte attenzione allo “zerowaste” (7,4 milioni di italiani). Se solo il 18% non si riconosce in alcuna cultura alimentare e il 24% fa riferimento alla sola dieta mediterranea, oltre la metà degli italiani si identifica con regimi alimentari bio, veg&veg, gourmet, iperproteici e low carbs, ma la vera novità del 2021 è la comparsa dei “climatariani”, ovvero di coloro (1 italiano su 6) che dichiarano di adeguare la propria alimentazione per ridurre l’impatto ambientale. Di fatto l’ambiente diventa riferimento di molti: ben l’88% associa al cibo il concetto di sostenibilità che per il 33% significa avere un metodo di produzione rispettoso, per un altro 33% attenzione agli imballaggi, per il 21% è sinonimo di origine e filiera e per il 9% di responsabilità etica.

Il cibo inteso come benessere e salute è un altro driver alimentato dalla pandemia: l’83% si dichiara disposto a spendere di più pur di acquistare prodotti con qualità certificata (seguono i cinesi con l’80% e solo dopo europei e statunitensi). Il successo di segmenti di mercato come il free-from e il rich-in ne è la conferma.

Quali brand entrano nel carrello

Sono sempre di più gli italiani che scelgono marche e insegne alimentari attente alla tutela dell’ambiente, della comunità e del territorio. Nei primi sei mesi del 2020 il valore del carrello “green” ha raggiunto quota 10 miliardi euro (+8% rispetto all’anno precedente). Nel primo semestre 2021 il 70% degli italiani ha acquistato prodotti alimentari e bevande di marche attive sul tema della sostenibilità ambientale, il 62% ha orientato la sua scelta verso brand che adottano scelte green credibili e non solo di marketing, il 60% ha acquistato prodotti di aziende impegnate nell’ambito della sostenibilità sociale.

Secondo il 33% degli italiani un prodotto alimentare è sostenibile quando è ottenuto con un metodo di produzione biologico mentre una percentuale analoga associa la sostenibilità al packaging che deve essere realizzato con materiali eco-friendly, senza plastica e senza eccessi di imballaggio.

Tuttavia, se il 46% degli italiani si dichiara disposto a spendere di più per portare sulla tavola un prodotto alimentare con caratteristiche di sostenibilità, il 54% non pagherebbe nulla o quasi nulla in più rispetto a un prodotto convenzionale.

Etichetta, la business card dei prodotti

Il benessere crescente spiega anche la maggiore attenzione all’etichetta; così le indicazioni sull’origine e la provenienza del cibo sono determinanti per l’acquisto per il 39% della popolazione, per il 28% lo sono i valori nutrizionali e a seguire (26%) il metodo di produzione.

In sostanza, gli italiani sempre meno delegano le loro scelte a una incondizionata fiducia verso il brand e sono meno disposti a pagare per i contenuti di pura immagine. Un fenomeno, questo, del progressivo declino della marca che continua da tempo, reso evidente non solo dall’avvento dei discount (oggi il 20% delle vendite Gdo) ma anche dalla crisi negli altri canali della distribuzione moderna (dal 2013 ad oggi la perdita di quota delle grandi marche è pari a un -9%) controbilanciato dalla Mdd (un +9% nello stesso lasso di tempo) e anche dai piccoli produttori (+3%), evidentemente più rapidi nell’intercettare le nuove mutevoli esigenze dei consumatori.

L’efood rallenta

Dopo il boom dell’anno della pandemia rallenta la crescita del cibo online che, pur guadagnando quote di mercato, resta una componente ancora marginale delle vendite food.

L’egrocery ha chiuso il 2020 con oltre 1,3 milioni di euro di vendite e un incremento a tripla cifra rispetto all’anno precedente (+123%). Nel primo semestre 2021 la crescita è rallentata ma ha egualmente fatto segnare un +46% sullo stesso periodo 2020. Le prospettive appaiono rosee anche per il secondo semestre e per il 2022.

Nonostante l’improvviso exploit, le vendite online sono ad oggi ampiamente al di sotto del 3% dell’intero mercato del largo consumo confezionato.

Si riconferma anche nel 2021 il trend crescente del Click&Collect che nel primo semestre 2021 arriva a pesare il 17% di tutto l’ecommerce di largo consumo confezionato (+9% la quota di mercato rispetto al 2019).

Pronti per la food revolution

Dall’indagine “Reshaping The Future” curata dall’Ufficio studi Coop e Nomisma, emerge che il 76% degli italiani è pronto a una metamorfosi del cibo entro il 2030. Nuovi stili di vita (32%), innovazione tecnologica (26%) e soprattutto il climate change (35%), saranno i driver del cambiamento. Oltre ad alimenti sostenibili, biologici, vegetali e ready to eat, secondo il 26% degli intervistati la parola chiave sarà “food revolution” (cibi vegetali con il sapore di carne, a base di alghe, farina di insetti e carne coltivata in vitro), una realtà già in atto, tant’è che nel solo 2020 gli investimenti hanno raggiunto quota 6,2 miliardi di euro.

Il trend dei consumi alimentari

A differenza del totale dei consumi che recupererà i livelli precovid solo nel 2023 (lo afferma il 43% degli executive), per la spesa alimentare domestica gli italiani immaginano di tornare già nel 2022 agli stessi livelli precedenti alla pandemia. Restano invece ancora in ritardo i consumi alimentari outdoor. L’andamento delle vendite alimentari nei mesi estivi 2021 conferma un significativo progresso rispetto allo stesso periodo del 2020 (+2,8%) e del 2019 (+3,4%).

A crescere con intensità maggiore sono soprattutto bevande (+5,5% var % 2021-2019) e surgelati (+6%). Incremento invece più contenuto per i prodotti freschi a peso imposto e variabile (+2,7%).

Con riferimento al solo largo consumo confezionato, il maggior contributo alla crescita food registrata nei mesi di giugno e luglio 2021 (rispetto allo stesso periodo del 2019) viene fornito dal comfort food e da tutti quei prodotti alimentari che descrivono una maggior presenza (conviviale) in casa: affettati, birre alcoliche, spumante, aperitivi alcolici. Si conferma inoltre la crescita dei prodotti a base pesce.