Cosmopack: innovare per una bellezza su misura
Dal 26 al 28 marzo a Bologna viaggio nel cuore pulsante della filiera produttiva cosmetica. Dove sostenibilità e personalizzazione sono ormai parole chiave irrinunciabili
Davide Miserendino
Poche manifestazioni riescono a offrire al visitatore un viaggio completo attraverso l’intera filiera produttiva di un settore. Cosmoprof è una di queste, e lo fa grazie alla preziosa e storica sinergia con Cosmopack, che da giovedì 26 a sabato 28 marzo metterà in vetrina in cinque padiglioni i principali player globali dei settori ingredienti, fragranze, macchinari, automazioni, packaging e produzione conto terzi. Cuore pulsante di questo ‘salone nel salone’ è il Padiglione 19, che offrirà uno sguardo privilegiato sulle tecnologie più avanzate per la produzione e il confezionamento. Antonia Benvegnù, che con eleganza e competenza ricopre da anni il ruolo di Head of Sales Cosmopack Bologna, Asia and Americas, ci racconta cosa aspettarci dall’edizione 2026 ormai alle porte.
Anche quest’anno Cosmopack ha un ruolo di primo piano all’interno di Cosmoprof. Quali sono le principali tendenze espresse dalla filiera produttiva del mondo cosmetico?
«Cosmopack rappresenta il cuore pulsante della filiera produttiva cosmetica e anche nel 2026 continua a osservare, interpretare e anticipare le principali evoluzioni del settore. È l’anello complementare e imprescindibile di Cosmoprof: il luogo in cui l’industria manifatturiera presenta soluzioni e innovazioni legate ai processi produttivi, alla formulazione e al packaging.
L’industria cosmetica oggi si muove su più direttrici. Da un lato, una forte spinta verso la sostenibilità, con packaging riciclabile, sistemi refillable e materiali a basso impatto ambientale; dall’altro, una crescente attenzione alla personalizzazione dei prodotti, alla qualità delle formulazioni e all’integrazione di tecnologie di automazione e digitalizzazione nei processi produttivi.
Accanto a questi macro-trend, stiamo lavorando per dare maggiore visibilità a specifici cluster all’interno delle macroaree merceologiche. Penso, ad esempio, alla solid cosmetics nel conto terzi, al marketing olfattivo come ambito di sviluppo nel settore Ingredients & Fragrances, o ancora alla logistica e alla gestione del magazzino nel comparto macchinari e automazione. Si tratta di ambiti non ancora pienamente esplorati dal settore beauty, ma destinati a crescere rapidamente perché capaci di incidere in modo concreto su produttività ed efficienza economica».
La partecipazione delle aziende produttrici di tecnologie per il confezionamento è in aumento? Che cosa vi aspettate quest’anno?
«La partecipazione delle aziende specializzate in tecnologie e macchinari continua a crescere in modo costante. Anche quest’anno il Padiglione 19 ospiterà soluzioni avanzate per il riempimento, il confezionamento, l’automazione, la robotica e i servizi digitali. L’interesse è elevato perché queste tecnologie rispondono a esigenze molto concrete dei brand: ottimizzare i processi produttivi, garantire standard qualitativi elevati, ridurre gli sprechi e contenere l’impatto ambientale. I visitatori potranno inoltre scoprire applicazioni sempre più smart e interconnesse, capaci di coniugare efficienza produttiva e sostenibilità, oggi elementi imprescindibili nelle strategie dell’industria cosmetica globale».
Ci sono particolari novità da segnalare nel layout espositivo?
«Il layout espositivo e i macrosettori di riferimento restano in linea con un modello ormai consolidato, che nel tempo ha dimostrato la propria efficacia. Il concept di Cosmopack continua infatti a rappresentare in modo completo l’intera filiera produttiva: dagli ingredienti e fragranze alla produzione conto terzi, dal packaging primario e secondario agli accessori per il beauty, fino al settore dedicato ai processi, al confezionamento, all’automazione e al controllo qualità. Le principali novità dell’edizione 2026 riguardano soprattutto gli strumenti pensati per migliorare l’esperienza del visitatore, facilitando l’incontro tra domanda e offerta e orientando in modo più efficace all’interno della vasta proposta della supply chain. Accanto all’app ufficiale e ai QR Code Readers, Cosmopack introduce due progetti pilota che vanno in controtendenza rispetto al digitale. Il primo è una mappa cartacea dedicata esclusivamente a Cosmopack, ricca di informazioni operative; il secondo è un format più esperienziale basato sull’incontro diretto, i guided tours, pensati per valorizzare le innovazioni più concrete emerse dalle candidature ai Cosmopack Awards. Trattandosi di una fase di test, il progetto coinvolgerà due padiglioni e un numero selezionato di aziende».
Cosmoprof è un appuntamento sotto i riflettori di tutto il mondo. Da quanti Paesi arrivano gli espositori? Quali sono i più rappresentati e quali crescono maggiormente?
«Cosmoprof Worldwide Bologna 2026 ospiterà espositori da oltre 60 Paesi, confermandosi come una piattaforma di riferimento globale per l’industria della bellezza. Un elemento particolarmente significativo dell’edizione 2026 è la rinnovata attenzione strategica verso l’area Medio Oriente. Per la prima volta, infatti, siamo riusciti a confermare date al di fuori del periodo del Ramadan, con l’obiettivo di favorire una partecipazione più ampia e qualificata dei Paesi MENA, sia in termini di espositori sia di buyer e operatori professionali. Questa scelta rafforza ulteriormente il ruolo di Cosmoprof come hub internazionale di business e networking. Per quanto riguarda Cosmopack, la manifestazione conferma una base espositiva solida e altamente fidelizzata, con una presenza internazionale stabile e in continuità con le edizioni precedenti. L’elevato tasso di riconferma degli espositori testimonia la qualità della piattaforma e la sua capacità di rispondere in modo concreto alle esigenze dell’industria, consolidando il posizionamento di Cosmopack come riferimento globale per la filiera produttiva del beauty».
Oggi il prodotto cosmetico si riscopre collettore di esigenze profonde: benessere, cura di sé, personalizzazione, prevenzione, salute. Quanto è importante rispondere a queste aspettative?
«Rispondere a queste esigenze è oggi fondamentale. Il consumatore non cerca più soltanto un risultato estetico, ma prodotti capaci di integrare benessere, cura di sé e personalizzazione. Questo cambiamento si riflette chiaramente anche nella filiera produttiva, dove ingredienti innovativi, formulazioni mirate e tecnologie di confezionamento sono sempre più orientati a soddisfare bisogni specifici. Cosmopack svolge un ruolo chiave come punto di incontro tra domanda e offerta, permettendo ai brand di individuare soluzioni in grado di rispondere a queste aspettative, senza rinunciare a performance, sicurezza e innovazione».
Dalle formulazioni bio-tech ai prodotti refillable e riciclabili: come si sta evolvendo l’esigenza di sostenibilità nel settore?
«La sostenibilità è ormai uno dei principali driver di innovazione per l’intera filiera cosmetica. A Cosmopack osserviamo una crescita costante di soluzioni orientate alla riduzione dell’impatto ambientale: packaging riciclabile, materiali monomateriale, sistemi refillable e tecnologie produttive a basso consumo di risorse. Parallelamente, molte aziende propongono approcci integrati che uniscono sostenibilità e digitalizzazione, come sistemi di tracciabilità e smart packaging. Si tratta di un’evoluzione che risponde non solo a esigenze normative e di mercato, ma anche alle aspettative di consumatori sempre più consapevoli e attenti all’impatto ambientale delle proprie scelte».
Cosmoprof Worldwide Bologna si conferma l’evento di riferimento globale per l’intera filiera cosmetica, dalla materia prima al prodotto finito. Giunto alla 57esima edizione, l’appuntamento rinnova il suo impegno nel facilitare il networking B2B attraverso nuovi spazi per pitch commerciali, aree dedicate ampliate e un focus strategico su trend e mercati a più alto potenziale. I numeri che ne decretano la leadership sono da record: oltre 170mila mq di superficie espositiva accoglieranno più di 3mila aziende espositrici da oltre 60 Paesi, con l’attesa di oltre 255mila operatori professionali internazionali, a conferma del ruolo centrale di Bologna come capitale mondiale della bellezza.






