Imprese che fanno impresa

Redde rationem. Sembra proprio che ormai siamo alla resa dei conti… che parlando dell’Italia, ovviamente non tornano.
Editoriale di Stefano Lavorini

Forse è così. Forse è proprio come i tanti, i troppi indicatori che ci danno per spacciati, se non subito, di certo a breve, guardando a competitività, investimenti, occupazione, corruzione…
Forse, però, è proprio in virtù di questo clima generale che non si può non registrare e mettere in evidenza casi del mondo del fare che si sottraggono, a mo’ di zattere di salvataggio, al rovinoso naufragio generale.
Esempi, che non direi isolati, di persone (gruppi, società, associazioni) che ancora sanno guardare avanti, con fiducia, a un’imminente palingenesi. Come a significare: tutto è ancora possibile.

Lo ha affermato con convinzione Pietro Lironi, presidente uscente di Giflex, in occasione del Congresso di autunno svoltosi a Firenze, che aveva per titolo “Lavori in corso… oltre la crisi”: «Dobbiamo prepararci perché comunque questa situazione di difficoltà finirà. Dobbiamo trovare gli spunti per far meglio di quanto abbiamo fatto fino ad oggi». E la sua voce è quella dei fatti, ovvero quella di un settore, l’imballaggio flessibile, che, tra i pochi, ha continuato a crescere anche in questi anni travagliati.

Ebbene, se l’obiettivo è “andare oltre”, le parole d’ordine che tornano più frequentemente sono innovazione, internazionalizzazione, sostenibilità, collaborazione.

Innovazione non tanto di prodotto – sempre importante – ma di visione del proprio business.
E’ il caso di Elena Sampellegrini che ha ereditato l’azienda paterna, la Taba srl, in condizioni disastrose e che, tra mille difficoltà, in pochi mesi è riuscita a inventarsi una nuova realtà passando dalla produzione di tappi per batterie auto a quella di contenitori e accessori per il settore cosmetico. Una donna coraggiosa con le idee chiare: «voglio offrire i miei prodotti “confezionati” in un bel pacchetto, voglio che emerga il mio sorriso, la mia energia, la mia voglia di fare e che il cliente alla fine sia felice dell’acquisto che ha fatto».

Non sempre, per fortuna – contraddicendo Sampellegrini - le grandi storie nascono da una condizione di tristezza e di dolore.
La prova ce la offre Pusterla 1880 (di proprietà della famiglia Meana) che, coerentemente con un passato e un presente di eccellenza nel saper “dare realtà alla fantasia attraverso l’entusiasmo e la passione” (1), ha annunciato, in occasione di Luxe Pack, un’alleanza strategica con The London Fancy Box Co Ltd (Dover, UK) da cui nascerà uno dei più grandi gruppi cartotecnici in Europa focalizzato sul packaging in cartoncino di alta gamma.

Ma gli italiani dell’imballaggio non sanno guardare solo con garbo e lungimiranza all’estero, ma anche a come fare impresa in modo intelligente, cioè sostenibile.
E’ il “bello” di Boxmarche, azienda di Corinaldo (AN), che per il decimo anno ha redatto e pubblicato il proprio documento integrato di rendicontazione economico-finanziaria, sociale e del capitale umano.
Un Global Report che fa giustizia di tanti luoghi comuni che vogliono le nostre imprese incapaci di organizzarsi e rendere trasparente l’agire aziendale. Un documento che è il racconto e la testimonianza dell’impegno, dei risultati e dell’orgoglio della gente di questa società, e che troviamo riassunto in una citazione messa giustamente in evidenza “La tecnologia di cui siamo più fieri, la sera torna a casa” (2). Da leggere, credetemi.

Innovazione, internazionalizzazione, sostenibilità ma anche collaborazione…  come quella messa in campo da due società con l’obiettivo di dare “occhi all’automazione”. L’austriaca B&R e l’americana Cognex Corporation, protagoniste nei rispettivi campi dell’automazione e dei sistemi di visione, hanno dimostrato recentemente in occasione di due “live workshop” e un incontro stampa, come la produttività possa essere incrementata scegliendo di usare un unico ambiente di sviluppo e un bus standard, come PowerLink. Come dire che non è più tempo di stare chiusi nel proprio giardino, anche se rigoglioso, fiorito e profumato.

In conclusione… Diamoci una mossa! O, se vi suona meglio, Gotta Kick It!
 

(1) Giuseppe Meana, Pusterla 1880. Segni di rilievo (Pusterla 1880 Spa)
(2) Giuliano De Minicis, Boxmarche Global Report 2012 (Box Marche Spa)

 

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