CMI strizza l’occhio al futuro

Attenzione al cliente, collaborazione con gli istituti tecnici, respiro globale. Il giovane Ceo Davide Comoli mette a fuoco lo sviluppo dell’azienda: “Puntiamo forte sugli Stati Uniti”

Davide Comoli

di Davide Miserendino

Quarant’anni di esperienza, numerosi brevetti depositati e una spinta verso il futuro pienamente rappresentata dal giovane Ceo Davide Comoli. Stiamo parlando di CMI Industries, azienda che dalle campagne di Marano Ticino, in provincia di Novara, vende in tutto il mondo le sue tecnologie per il confezionamento di prodotti chimici, alimentari, parafarmaceutici e cosmetici. Comoli ci accoglie nella sede di CMI con la gentilezza e l’affabilità a cui ci ha abituato. Si approccia al mondo del packaging, che conosce da tempo, con curiosità e attenzione; la stessa attitudine che lo guida durante questa intervista.

Quali sono le tecnologie che CMI presenterà quest’anno a Interpack (Hall 13, stand A94, nda)?

CMI presenterà una macchina rotativa basata su misuratori di flusso. È una macchina ad alte performance e ci aspettiamo di ricevere un buon riscontro dal pubblico che verrà a visitarci. Non vogliamo svelare tutto in anticipo, però, cerchiamo di mantenere un po’ di suspance fino a quando non si apriranno le porte della fiera di Düsseldorf.

Quanto è importante per voi il mercato europeo?

Per noi si tratta di un mercato importantissimo. A Interpack ci aspettiamo di intercettare anche tanti visitatori italiani: l’Italia per noi si conferma un mercato fortissimo, centrale nella nostra attività. A Düsseldorf vogliamo creare, inoltre, continuità sul mercato tedesco, dal momento che arriviamo da due partecipazioni molto positive al FACHPACK di Norimberga.

Quali sono i settori di maggiore sviluppo per CMI?

Il settore più importante per noi, oggi, è sicuramente quello chimico, in particolare home care e personal care. Qui realizziamo da anni la maggior parte del nostro fatturato. Manteniamo, poi, la nostra linea di mercato anche per il settore food: abbiamo macchine per il mondo delle creme spalmabili, le marmellate e il miele. Da segnalare, inoltre, le nostre tecnologie per la gestione delle vernici con certificazione Atex Explosion Proof, e una piccola nicchia di mercato nel settore cosmetico.

In un contesto come quello attuale, fortemente segnato dalle difficoltà geopolitiche e dalla forte concorrenza, soprattutto cinese, quali sono le caratteristiche su cui punta l’azienda? 

Oggi il nostro punto di forza è la vicinanza al cliente. Con il cliente condividiamo il progetto, ci interfacciamo lungo tutto il percorso per comprendere quali sono le sue esigenze e fornire, così, le risposte più efficaci. Le nostre caratteristiche che mi preme sottolineare sono quindi flessibilità e customizzazione dei pro dotti. Stiamo investendo tanto anche sulla parte ‘service’, un approccio che ci contraddistingue e che fidelizza il rapporto. A breve sarà online il nostro portale dedicato ai ricambi e all’assistenza: il cliente avrà un username e una password e potrà avere accesso ai manuali della macchina, alla lista di ricambi interattiva e gestire l’ordine comodamente da remoto.

CMI lavora nel continente africano, in Medio Oriente, in Oceania, in Europa e in America. Quali sono le principali linee di sviluppo per il futuro?

La principale area di sviluppo sarà l’America, soprattutto gli Stati Uniti: da poco, infatti, ab biamo iniziato una collaborazione con BlueBay Packaging Corp. Saremo rappresentati al Pack Expo di Chicago e questo per noi sarà un im portante trampolino di lancio.

Da tempo siete operativi anche nel mercato africano, un’area dove il business ha caratteristiche peculiari. Un esempio: il passaparola gioca ancora un ruolo molto rilevante. Che tipo di percezioni avete avuto in questi in questi anni e come siete riusciti a inserirvi?

Crediamo molto nel mercato africano, dove siamo presenti ormai da tanto tempo. Sarà sicuramente un mercato di riferimento nei prossimi anni, perché la crescita è significativa, anche in termini di utilizzo di tecnologie all’avanguardia. È vero, qui il passaparola ha un ruolo importante: lavoriamo molto con gli agenti sul mercato per riuscire a spingere i pro dotti verso il cliente finale.

Trovare nuove risorse, soprattutto tecnici specializzati, è sempre più complicato. Avete collaborazioni con il territorio che vi aiutino a reperire nuove persone e a formarle?

Abbiamo, da un paio di anni circa, una collaborazione con alcuni istituti tecnici locali. Sono scuole all’avanguardia, con ottimi laboratori. Forniamo loro materiali e i nostri responsabili dei reparti software o progettazione fanno le zione presso gli istituti. Tre ragazzi hanno iniziato a settembre un percorso di stage finalizzato alla crescita in azienda e fin qui siamo molto contenti. Crediamo molto nei giovani: non a caso l’età media di CMI si aggira sui 40 45 anni.

Il futuro, come si dice, ha l’oro in bocca.

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