Oltre la macchina: progettare il futuro del packaging con Schneider
Il settore della costruzione di macchine per il confezionamento resta stabilmente uno dei pilastri della manifattura italiana, con un giro d’affari che, secondo i dati divulgati dal centro studi di UCIMA, nel 2025 ha toccato i 10,2 miliardi di euro – di cui 8,1 legati all’export. Nonostante le complessità introdotte dagli scenari internazionali, il settore continua a rappresentare un’eccellenza tecnologica chiave, che affida la sua crescita a un costante investimento in innovazione e alla capacità di domi nare le nuove dinamiche di mercato.
Infatti, il settore si trova oggi ad affrontare diverse sfide ad alto impatto, che richiedono di ripensare il modo stesso in cui le macchine vengono progettate, costruite e anche utilizzate dal cliente finale.
Già da qualche tempo, la personalizzazione sempre più spinta dei prodotti spinge a innovare le macchine perché siano in grado di gestire lotti sempre più piccoli e variabili, con tempi di cambio formato ridotti al minimo e architetture modulari. Parallelamente, si richiede alle macchine di “imparare” a lavorare materiali di confezionamento nuovi (riciclabili, biodegradabili ecc.) mantenendo performance e qualità, così da supportare gli sforzi di sostenibilità anche dal punto di vista della circolarità, oltre che da quello dell’efficienza energetica.
Inoltre, l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Macchine e del Cyber Resilience Act entro il 2027 introduce requisiti più stringenti su sicurezza, gestione del rischio e cybersecurity, rendendo la conformità un elemento strutturale in tutti i passaggi del ciclo di vita della macchina.
Infine, la tecnologia è anche al centro di una quarta grande sfida legata all’integrazione sempre più profonda di AI, software e connettività che trasformano le macchine in “sistemi intelligenti” – necessari per offrire ai clienti nuove capacità di ottimizzazione, servizi ed efficienza operativa.
Trasformare le sfide in vantaggio competitivo con l’automazione aperta
Queste quattro tematiche – la flessibilità, la compliance normativa, la sostenibilità e la trasformazione digitale – nell’insieme portano a una trasformazione profonda: le macchine per il packaging devono essere pensate e costruite come se fossero piattaforme, capaci di evolvere, adattarsi e accogliere le nuove esigenze. Schneider Electric, come partner degli OEM del mondo packaging, punta ad aiutare i costruttori a trasformare queste sfide in vantaggio competitivo, combinando automazione e digitalizzazione in un nuovo approccio, aperto e incentrato sempre più sul software.
Al centro di questa trasformazione c’è EcoStruxure™ Machine, una piattaforma abilitata dall’IoT, che comprende soluzioni end-to end dal più piccolo componente al software, per costruire una nuova generazione di macchine per il packaging.
Il suo valore sta prima di tutto nell’architettura aperta e interoperabile, basata su protocolli standard e pensata per integrarsi con sistemi di terze parti. In questo modo, l’automazione non è più un sistema chiuso, ma un ecosistema con nesso e scalabile. A questa apertura si affianca un ambiente unificato che integra controllo macchina, monitoraggio energetico e analytics, garantendo continuità digitale lungo tutto il ciclo di vita.
La virtualizzazione gioca un ruolo decisivo. Il digital twin consente di simulare, testare e validare le macchine prima ancora che vengano costruite, riducendo tempi e rischi. Allo stesso tempo, l’integrazione tra edge e cloud rende i dati disponibili e utilizzabili in tempo reale, permettendo decisioni più rapide e informate.
Altro elemento è la modularità software-defined che caratterizza la proposta di architetture specializzate come PacDrive 3, orientate al futuro. L’integrazione tra motion, robotica e automazione permette di progettare macchine plug-and-play, capaci di adattarsi rapidamente a nuove configurazioni produttive. I benefici sono tangibili: riduzione dei tempi di sviluppo fino al 50%, aumento della produttività del 24%, riduzione dei costi di servizio grazie alla manutenzione predittiva.
Automazione pronta al futuro “by design”
EcoStruxure Machine porta l’automazione Schneider Electric al centro della progettazione: la piattaforma integrata end-to-end con cybersecurity e sostenibilità by design riduce consumi e complessità senza perdere performance. I costruttori di macchine non cercano più solo fornitori di tecnologia, ma partner capaci di accompagnarli lungo tutto il percorso di innovazione.
In questo senso, Schneider Electric si propone come Energy Technology Partner, mettendo insieme competenze in automazione, energia e digitale per supportare lo sviluppo di una nuova generazione di macchine industriali. Per un settore come quello del packaging, che ha fatto della capacità di adattarsi ai cambia menti il proprio punto di forza, questo significa smettere di progettare solo “macchine” e inizia re a progettare il proprio futuro.






