Rapporto sullo stato dell’imballaggio – Novembre 2013

Osservatorio quadrimestrale della filiera dell’imballaggio. Situazione a fine novembre 2013.

In questa sede si rende uno spaccato dell’andamento dei comparti dell’industria manifatturiera dove più intenso è il consumo di imballaggi, suddivisi nelle macroaree food e non food. A seguire, la relativa evoluzione del settore imballaggi. I quadri evolutivi dei settori manifatturieri sono invece tratti dalle analisi settoriali elaborate da associazioni di categoria o da Prometeia.
 
Industria alimentare (food e bevande)
L’industria italiana alimentare e delle bevande chiude il 2013 con il secondo calo consecutivo annuale dei livelli di attività. Le difficoltà maggiori sembrano coinvolgere le imprese di dimensioni più piccole, sempre più penalizzate dalla cronica debolezza della domanda interna, unico mercato di riferimento della maggior parte di questa realtà. All’estremo opposto si colloca l’evoluzione sostanzialmente positiva delle esportazioni, a cui però possono accedere, in genere, solo le grandi aziende.
Se le esportazioni dovrebbero aver concluso l’anno con un +3%, la domanda interna risulta in arretramento del 2% circa (che si somma al calo del 4% del 2012). Il ridimensionamento dell’attività produttiva del biennio 2012-2013 (causato dal tracollo dei consumi) ha interessato sia l’area food sia il settore bevande.
Nel biennio 2014/2015 si stima un graduale recupero dei livelli di attività, guidati essenzialmente dalle esportazioni ma anche da una lenta e contenuta ripresa della domanda interna.

Non food
Farmaci. Già nel corso del 2012 il settore farmaceutico ha risentito della crisi economica, concludendo l’anno con un lieve arretramento dell’attività produttiva e con la diminuzione dei consumi interni (conseguenza della riduzione degli acquisti di prodotti non rimborsabili dal servizio sanitario oltre che da una sensibile contrazione delle vendite dei medicinali da banco).
Il 2013 vede l’attività produttiva in lieve recupero guidata essenzialmente da un trend positivo delle esportazioni (la domanda interna è infatti rimasta stabile sui bassi valori dell’anno precedente).
Secondo Prometeia, nel biennio 2014/2015, il mercato farmaceutico dovrebbe mostrare un’evoluzione positiva della produzione guidata dall’export, ma anche  una lenta e progressiva ripresa della domanda interna.

Sistema moda. Prometeia stima che l’attività produttiva nel corso del 2013 abbia continuato a esprimere un trend evolutivo negativo.
L’unico aspetto positivo ha interessato le esportazioni che, dopo la contrazione  del 2012, evidenziano nel 2013 una crescita progressiva. Decisamente ancora negativa la domanda interna, in cedimento dal 2011.
La prevista lenta ripresa per il 2014 continuerà a essere guidata dall’export, poiché la domanda interna difficilmente potrà iniziare a segnare un’inversione di tendenza.

Cosmesi e profumeria. Sia nel 2012 che nel 2013 il settore è riuscito a limitare il ridimensionamento della domanda interna grazie buon trend evolutivo delle esportazioni.
Ma se, a livello globale, l’attività produttiva 2012 è riuscita ha segnare un lieve incremento, nel 2013 dovrebbe segnare una lieve flessione.
Le aspettative per il 2014 sono orientate a una ripresa dell’attività produttiva trainata dalle esportazioni, ma anche da una timida ripresa della domanda interna.

Mobili e arredamento. In crisi dal 2010, la produzione del settore nel triennio 2011/2013 segna un arretramento del 20% circa, causato sia dalla crisi della domanda interna che dal progressivo cedimento delle esportazioni. Risultano in flessione anche le importazioni.
Il 2014 è visto come l’anno di una possibile svolta positiva trainata dalle esportazioni, dato che la domanda interna, nella migliore delle ipotesi, potrà al massimo evidenziare un assestamento sui modesti valori raggiunti nel 2012.

Prodotti chimici. Secondo Federchimica il settore della chimica italiana nel corso del primo semestre 2013 ha continuato a evidenziare una situazione congiunturale decisamente negativa dopo il già negativo biennio  2011/2012.
Durante l’estate 2013 sono però apparsi i primi segnali di inversione di tendenza, confermati poi nel corso dell’autunno; tuttavia, a causa della crisi protrattasi nel primo semestre, l’anno chiude in negativo: calo produttivo in volume del 2,2% (determinato da esportazioni in crescita dell’1,3%, import  in arretramento del 2% e domanda interna in flessione del 3,5%).
Sempre secondo Federchimica, il settore chimico dovrebbe imboccare nel 2014 la strada di una lenta ripresa: produzione +1,3%, esportazioni +2,5%, importazioni +1,5% e domanda interna +0,9%.

Meccanica. Prometeia ipotizza che il 2013 sarà ancora segnato dalla debolezza dello scenario del mercato interno, unitamente al progressivo rallentamento delle esportazioni che dovrebbero aver segnato un lieve arretramento.
Il non positivo trend evolutivo del 2013 segue un altrettanto negativo scenario 2012. Nel 2014 prende forma l’ipotesi di un lento recupero, guidato sia dalle esportazioni che dai primi sintomi di ripresa della domanda interna.

Elettrodomestici. Come negli ultimi tre quattro anni, il settore ha espresso nel 2013 un’ulteriore contrazione produttiva; nell’ultimo triennio l’arretramento della attività è stato del 12% circa. Secondo Prometeia il 2014 dovrebbe segnare un’inversione di tendenza, guidata sia dalla domanda interna, a seguito di incentivi sugli acquisti, che in parte anche dalle esportazioni per merito di un inizio di ripresa economica in ambito europeo.

Materiali edili. La lunga fase recessiva dell’edilizia si protrae per tutto il 2013, con una nuova flessione dell’attività del 6% circa estesa a tutti i settori collegati: cemento, calcestruzzo,mattoni, tondo per cemento armato ecc.
Negli ultimi cinque anni la flessione dell’attività produttiva è stata del 25%, e negli anni precedenti, il trend non era certamente soddisfacente. A partire dal 2014, secondo analisi effettuate da Prometeia, l’attività settoriale dell’industria edile (e quindi quella dei materiali destinati alle costruzioni) potrebbe avviare un percorso di graduale recupero, su tassi di crescita comunque moderati. 

Il quadro economico generale
La già difficile situazione di fine 2012 è proseguita nel corso del 2013, spostando in avanti le prospettive di ripresa dell’economia nazionale. Sempre più necessari stabilità politica, risanamento delle finanze pubbliche e riapertura del credito.

Una recente analisi di Confindustria evidenzia la grave situazione dell’industria manifatturiera italiana: due violente recessioni, tra il 2008 e il 2012, hanno determinato profonde e prolungate cadute dei livelli di attività, mettendo a repentaglio un numero significativo di imprese, di comparti produttivi e di posti di lavoro.
Se nel primo trimestre 2013 il PIL è stato inferiore dell’8,6 rispetto al picco precedente la crisi del 2007, la produzione industriale ha segnato una contrazione del 15%! La crisi avrebbe già  causato la distruzione del 15% del potenziale manifatturiero italiano.
Particolarmente negativo risulta l’andamento dei consumi delle famiglie: la recessione, iniziata nel terzo trimestre 2011, ha concluso il 2013 con una contrazione del 6,6%. Un’inversione di tendenza dell’attuale ciclo recessivo dei consumi interni si ritiene avrà tempi non brevi a causa dell’elevato numero di disoccupati. La ripresa resta al momento essenzialmente legata alle esportazioni. Anche Confindustria, comunque, prevede una lenta ripresa nel corso del 2014.
Il PIL italiano dovrebbe aver concluso il 2013 con un arretramento dell’1,7%; nel 2014 è prevista un’inversione di tendenza per segnare un aumento dello 0,7% a fronte però di una perdita media dell’8% circa dal 2008 al 2013.
Le aspettative a livello europeo per il 2014 sono orientate a una lenta ma progressiva ripresa, i cui primi segnali interessano al momento solo Germania, Francia e Spagna.
Secondo Prometeia l’industria manifatturiera italiana ha continuato a risentire pesantemente nel corso del 2013 della contrazione della domanda interna (-3,8%) che ha contribuito in modo determinante alla prosecuzione del calo della produzione (in arretramento complessivo del 3,5% a prezzi costanti, dopo una flessione del 6,5% nel 2012). In lieve recupero (+0,3%) sono risultate le esportazioni, mentre le importazioni hanno segnato una flessione del 2,5%.
Prometeia prevede per il 2014 una lenta ma progressiva ripresa guidata essenzialmente dalle esportazioni, che dovrebbe segnare un incremento dell’1,7% dell’attività manifatturiera. Siamo però purtroppo molto lontani dai valori precedenti la crisi, dato che l’attività manifatturiera dal 2011 al 2013 ha segnato un arretramento del 10%.
Le possibilità di un significativo aggancio della ripresa nel corso del 2014 non saranno però completamente a carico delle aziende, in quanto sarà necessario maggiore stabilità politica, un risanamento delle finanze pubbliche e una progressiva riapertura del credito.

NOTA
I dati utilizzati per l’elaborazione del report sono tratti dalla banca dati dell’Istituto Italiano Imballaggio

A cura di Plinio Iascone

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