Il packaging dei prodotti da forno e degli snack
Nel corso degli anni, questo settore ha vissuto un’evoluzione sorprendente, riuscendo a tenere il passo con le nuove tendenze e le esigenze dei consumatorii. Le ultime rilevazioni dell’associazione Unione Italiana Food riferiti al consuntivo 2024

Barbara Iascone
Il mondo dei prodotti da forno e degli snack è estremamente vario e comprende alimenti adatti a ogni momento della giornata: dalla colazione alla cena, passando per gli spuntini di metà mattina o del pomeriggio. In generale, possiamo distinguere due grandi categorie: quella dei prodotti dolci e quella dei salati.
Nel corso degli anni, questo settore ha vissuto un’evoluzione sorprendente, riuscendo a tenere il passo con le nuove tendenze e le esigenze dei consumatori, sempre più attenti e diversificati.
Una delle sfide più importanti affrontate di recente è stata quella del senza glutine. Con la crescente diffusione della celiachia e delle intolleranze alimentari, i produttori hanno dovuto ripensare le proprie ricette per offrire alternative gustose e sicure. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: esistono versioni gluten free praticamente per ogni tipo di prodotto, dal pane alle piadine, dai biscotti alle merendine, fino a un’ampia varietà di snack adatti a tutti.
Prodotti da forno
L’industria dei prodotti conosciuta anche come Bakery comprende il pane industriale, sostituti del pane (crackers, grissini, taralli, ecc.), biscotti, fette biscottate, pasticceria varia, merendine, torte confezionate e prodotti da ricorrenza (lievitati).
In base alle ultime rilevazioni ufficiali dell’associazione Unione Italiana Food riferiti al consuntivo 2024, ci mostrano un settore dove si evidenzia un andamento differenziato tra produzione e fatturato. In termini quantitativi il settore presenta una lieve battuta d’arresto chiudendo l’anno con un -0,6% assestandosi intorno alle 1.564 tonn/000, in termine di valore però il settore presenta una sostanziale tenuta registrando un +0,4% passando da 7.902 a 7.937 milioni di euro. Il risultato deriva dalla caratteristica del settore relativamente alla differenziazione e specializzazione dell’offerta, sempre più caratterizzata da prodotti innovativi e premium.
Il mercato italiano dei prodotti da forno si conferma tra i più rilevanti nel panorama dell’industria alimentare confezionata, e questo sotto diversi punti di vista, sicuramente in termini quantitativi ed in termini di valore, ma risulta estremamente rilevante anche per la sua forza nel mercato interno che in ambito esportazioni. Queste ultime risultano crescere nel 2024 sia da un punto di vista quantitativo, +11,2%, sia da un punto di vista di valore, +13,3%.
I dolci dominano il mercato, ma la crescita rallenta
I prodotti da forno si suddividono in due macrocategorie, quella dei prodotti dolci che rappresenta il 78,1% del comparto e quella dei prodotti salati che rappresenta il restante 21,9%.
Nel mondo dei prodotti da forno, i dolci continuano a fare la parte del leone: quasi otto su dieci appartengono appunto alla categoria dolciaria. A guidare la classifica ci sono i biscotti, che coprono da soli quasi la metà del comparto (circa il 54,8%), seguiti dalle merendine con il 16,5%. La pasticceria di piccole dimensioni – dai pasticcini ripieni a quelli ricoperti – rappresenta il 20,3%, mentre a chiudere il gruppo ci sono i prodotti da ricorrenza lievitati, come panettoni e colombe, con l’8,4%.
Sul fronte dei prodotti salati, la fotografia del mercato è più semplice ma altrettanto significativa: il pane confezionato industriale pesa per il 73%, mentre i sostituti del pane – come crackers, grissini e taralli – coprono il restante 27%.
Nonostante la solidità del settore, il 2024 si chiude con leggere flessioni sia nella produzione che nel fatturato. I dolci da forno confezionati registrano un calo dello 0,3% nella produzione e dello 0,1% nel giro d’affari. Ancora più marcata la frenata dei prodotti salati, che segnano un -1% nella produzione e un -2,2% nel fatturato.
Un dato, però, spicca nel panorama generale: il pane industriale. Qui la produzione cresce leggermente, con un +0,6%, anche se i ricavi scendono dell’1,2%. Un segnale che, secondo gli analisti, potrebbe indicare un riequilibrio dei prezzi medi e una domanda più selettiva, sempre più attenta alla qualità percepita, alla durata di conservazione e al profilo nutrizionale dei prodotti.
Snack e patatine
Il comparto delle chips e degli snack conferma il suo ruolo da protagonista nel panorama alimentare, chiudendo il 2024 con un incremento significativo dei volumi: 150.873 tonnellate contro le 147.165 dell’anno precedente. Anche il valore di mercato segue la stessa tendenza, passando da 1.462,5 milioni a 1.511,3 milioni di euro.
Un risultato che evidenzia la tenuta e la vitalità del segmento, spinto da una domanda costante per prodotti pronti al consumo, pratici e facilmente reperibili. L’ampliamento dell’offerta e la presenza capillare nella grande distribuzione e nei canali del fuori casa hanno consolidato il ruolo di chips e snack come scelta abituale dei consumatori, sempre più attratti dalla combinazione tra gusto, comodità e immediatezza.
Il confezionamento
Nel settore dei prodotti da forno e degli snack, il packaging è quasi interamente dominato dagli imballaggi in accoppiato flessibile, con una quota di mercato pari al 97,8%. Il fattore determinante nella scelta del confezionamento è la capacità di preservare la freschezza del prodotto, mantenendo morbidezza, fragranza e, in alcuni casi, croccantezza.
Ma non è solo una questione di qualità: sostenibilità ambientale ed eco-compatibilità giocano un ruolo sempre più importante. Negli ultimi anni sono infatti emerse soluzioni biodegradabili e compostabili, completamente riciclabili, a basso impatto ambientale.
Nel dettaglio, nel comparto biscotti, il 96% degli imballaggi è rappresentato da buste flessibili in accoppiato a prevalenza carta, il 2,2% da sacchetti in plastica, e l’1,4% dagli astucci in cartoncino, mentre le scatole fantasia in acciaio coprono lo 0,4%. Per altre categorie merceologiche, invece, il confezionamento è quasi esclusivamente basato sulle buste in accoppiato flessibile da converter in plastica.
Alcuni prodotti, come merendine e cracker, richiedono più livelli di imballaggio per motivi di distribuzione. In questi casi, il prodotto monoporzione viene racchiuso in una bustina di plastica in monofilm PP 20-30 micron, che a sua volta è inserita in un multipack in cartoncino, il tutto avvolto in una busta flessibile in accoppiato. Una soluzione simile vale anche per i cereali da colazione e le barrette.
Nel 2024, il settore ha utilizzato complessivamente circa 188.200 tonnellate di imballaggi, includendo primari, secondari e da trasporto. Circa la metà di questi materiali è destinata all’esportazione. Gli imballaggi primari, più leggeri rispetto a quelli secondari e da trasporto, ammontano a 30.400 tonnellate, sottolineando come la leggerezza e l’efficienza siano aspetti cruciali nella gestione del packaging.






