Convegno a Roma e incontro in Senato: l’imballaggio flessibile guarda al futuro

L’associazione, che ha celebrato 40 anni di attività, si conferma voce autorevole nel dialogo istituzionale e nella promozione di una filiera integrata e sostenibile

Palaveri e Fazio
Alberto Palaveri (presidente Giflex) e Alessandra Fazio (presidente Istituto Italiano Imballaggio)

Il 2025 è un anno importante per Giflex. Di quelli da ricordare. L’Associazione nazionale dei produttori di imballaggi flessibili, infatti, festeggia il suo 40° anniversario e, pur in un contesto economico e normativo in rapida e schizofrenica evoluzione, non fa venire meno agli associati il suo apporto in termini di advocacy e visione strategica. 
 
Secondo i dati dell’Istituto Italiano Imballaggio – che ha ospitato nella sua sede la presentazione del congresso Giflex di giovedì 6 e venerdì 7 novembre e ha fornito una preziosa fotografia dell’intero settore del packaging italiano – il 2024 si è chiuso con una produzione pari a 17,26 milioni di tonnellate, in crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Il fatturato complessivo si è attestato a 37,96 miliardi di euro (-1,2% rispetto al 2023). Il settore impiega oltre 110mila addetti e conta 7.156 aziende operative, con un’incidenza del 3,3% sul fatturato manifatturiero e dell’1,7% sul Pil nazionale. Il commercio estero resta l’anello debole: nel 2024 le importazioni hanno raggiunto 2,89 milioni di tonnellate (+3,4%), superando le esportazioni ferme a 2,72 milioni di tonnellate (+1,8%). Il saldo commerciale si è attestato a -171.100 tonnellate, in peggioramento del 37% rispetto al 2023.

Convegno Villa Pamphili
 
All’interno di questo scenario, il settore dell’imballaggio flessibile ha mostrato tenuta. La produzione ha raggiunto le 422mila tonnellate (+4%), con un export pari al 51% del totale (215mila tonnellate). Il fatturato 2024 è stato di 3,4 miliardi di euro, con circa 100 aziende attive e oltre 12mila addetti. 
 
Giflex ha inoltre rafforzato la propria attività di lobby presentando due Position Paper ai ministeri Mimit e Mase. Il primo, dedicato al Ppwr, propone un approccio pragmatico alla regolamentazione europea, valorizzando il flessibile come soluzione efficiente e sostenibile. Il secondo, sul revamping industriale, chiede l’inserimento di incentivi specifici nella prossima Legge di Bilancio per favorire l’adeguamento dei macchinari e accelerare l’adozione di packaging innovativi.
 
Non meno importante è l’impegno sul piano sociale. L’associazione di piazza Castello ha aderito al progetto “Ripartiamo dal Packaging”, promosso dalla Fondazione Carta Etica del Packaging in collaborazione con il ministero della Giustizia ed Enip-Gct. L’iniziativa, attiva presso la Casa Circondariale di Lodi, offre percorsi formativi e opportunità di reinserimento lavorativo ai detenuti.
 
Oltre al convegno coronerà quest'anno di impegno associativo, il 13 novembre, un altro importante appuntamento, che si terrà al Senato della Repubblica, dal titolo “Filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea”.
 
“Il packaging è una delle forme di comunicazione più potenti al mondo”, ha rimarcato il presidente di Giflex Alberto Palaveri. “Come racconteremo in occasione di uno dei nostri congressi a Roma, noi del flessibile siamo minimalisti per natura: pesiamo poco, utilizziamo poche materie prime, offriamo un rapporto ottimale in peso tra imballaggio e contenuto e, soprattutto, produciamo una quota infinitesimale di anidride carbonica”.

Scopri maggiori informazioni sulle aziende citate in quest'articolo e pubblicate sulla Buyers' Guide - PackBook by ItaliaImballaggio
GIFLEX (Gruppo imballaggio flessibile)

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