Beauty: temi di valore

I trend sullo sfondo di Cosmoprof Worldwide Bologna e che faranno da filo conduttore all’evoluzione del mondo beauty, partendo dalle soluzioni tecnologiche, passando per le abitudini di consumo e dagli orientamenti del mercato, per arrivare al marketing e alla comunicazione.

 

Secondo il “Report Beauty 2023-2027” della società di analisi McKinsey & Company, l’industria cosmetica mondiale vale 427 miliardi di dollari: un fatturato destinato ad aumentare del 6% annuo, fino a raggiungere i 580 miliardi nel 2027. In questo scenario “ad alta competitività”, Cosmoprof Worldwide Bologna continua a giocare una funzione fondamentale nel supportare aziende e operatori a sviluppare il proprio business.
E lo fa non solo mettendo in campo servizi di prim’ordine, ma anche raccogliendo e sistematizzando i motivi che animeranno il mercato nel prossimo futuro.
Nel seguito, una sintesi dei trend sullo sfondo della manifestazione fieristica e che faranno da filo conduttore all’evoluzione del mondo beauty, partendo dalle soluzioni tecnologiche, passando per le abitudini di consumo e dagli orientamenti del mercato, per arrivare al marketing e alla comunicazione.

Immagine ripresa dal “Report Beauty 2023-2027” della società di analisi McKinsey & Company.

Tecnologia e AI. L’industria cosmetica sta vivendo una fase di profonda trasformazione guidata dalla tecnologia: dal virtual Try-On (simulazioni virtuali) all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei processi produttivi e nella tracciabilità dei prodotti cosmetici, dai nuovi canali di distribuzione - come il live & social shopping - alle innovazioni di bio-tech dei nuovi materiali per l’industria cosmetica fino alla nuova dimensione nel metaverso.

Sostenibilità 5.0. L’industria cosmetica è pioniera nella ricerca e sviluppo di nuovi ingredienti, formulazioni e processi per ridurre al minimo l’impatto ambientale della produzione, lanciando sul mercato proposte in linea con i principi dell’economia circolare. Tra le tematiche di maggiore attualità spiccano, in questo senso, l’approvvigionamento e la lavorazione degli ingredienti secondo la cosiddetta “green chemistry”, la biotecnologia, l’agricoltura indoor, ingredienti provenienti da processi di riciclo… E ancora, attenzione a un uso più consapevole dell'acqua (non solo con formulazioni che prevedono l’impiego di un minor quantitativo di acqua, ma che aiutano i consumatori a ridurne l’utilizzo in fase di consumo di un determinato prodotto) fino ad arrivare alle soluzioni di imballaggio di ultima generazione: packaging ricaricabili, imballaggi e dispenser monomateriale, programmi di ritiro e riciclo dei contenitori, tecnologia antiattrito. Siamo in una nuova dimensione del packaging cosmetico che, lungi dall’essere un elemento superfluo, vive oggi un nuovo sviluppo con un’industria di primo livello che si adopera per raggiungere la circolarità.

Iper-personalizzazione e apertura a nuovi mercati. Il consumatore chiede prodotti specifici per le proprie necessità. Ogni tipologia di pelle e di capello deve poter trovare riscontro in trattamenti e proposte adatte. Questa tendenza apre a nuovi scenari di sviluppo per i brand in mercati definiti ancora in crescita o da esplorare, come ad esempio l’Africa e il Sud-Est asiatico. In queste aree geografiche la diffusione dei moderni mezzi di comunicazione permette anche una maggiore consapevolezza del consumatore locale. Sono ancora molto forti i brand “domestici”, ma l’esposizione digitale dei consumatori più giovani può facilitare l’ingresso in mercati emergenti anche di multinazionali, in grado di proporre collezioni adatte alla popolazione locale, alle caratteristiche climatiche e geografiche, alla cultura e alle tradizioni delle singole aree.

Diversità e inclusione. Non esistono più tabù legati al genere, all’età o alle capacità psico-fisiche dei consumatori. Temi come il riconoscimento delle diverse identità sessuali ed espressioni di genere o l’attenzione alle necessità dei consumatori con disabilità, per una maggiore accessibilità dei prodotti beauty, sono all’ordine del giorno per i brand e gli sviluppatori di un prodotto cosmetico. Il mercato offre soluzioni adatte a ciascuna esigenza, e le nuove tecnologie permettono anche il lancio di nuove soluzioni in termini di formulazione, packaging user-friendly e trattamenti.

Pro-ageing, o la fine dell’anti-ageing. Con l’aumento costante dell’età media della popolazione in tutto il mondo, il concetto di invecchiamento nel corso degli ultimi anni ha subito una netta revisione. Combattere l’invecchiamento è un concetto anacronistico, e l’industria cosmetica da anni propone prodotti che non contrastano il naturale invecchiamento, ma proteggono pelle e capelli, migliorandone l’aspetto e salvaguardandone lo stato di salute. Da questa necessità di accettazione delle generazioni più mature nascono anche linee dedicate a quelle che fino a poco tempo fa erano categorie poco considerate dal mercato, come le donne in menopausa e i consumatori over-60.
 

Storytelling, value proposition e nuove generazioni.  Le nuove generazioni saranno i consumatori di domani: come comunicare con loro, e come fidelizzarli? Questa è la sfida dei brand oggi, che devono adattarsi a nuovi sistemi e strumenti di comunicazione digitale, ma al contempo devono rispondere alla pressione mediatica su temi di rilevanza sociale sempre più importanti per i giovani. Un brand che non espone chiaramente i propri valori, che non si schiera apertamente nell’ambito delle questioni sociali più attuali, che non impara a utilizzare lo stesso linguaggio e gli stessi mezzi di comunicazione delle generazioni più giovani non può attirare la loro attenzione.

Wellness e benessere. Stanno acquistando sempre più valore le proposte e i marchi con un approccio olistico, con trattamenti che aumentano il benessere psico-fisico, e di conseguenza l’autostima e l’accettazione di sé. Come evidenziato nel già citato report 2023-2027 McKinsey & Company, il comparto relativo al wellness vale 1.500 miliardi di dollari su scala mondiale, con una previsione di crescita annua fino al 2027 che può raggiungere il 10%. L’attenzione al wellbeing e al benessere porta a nuovi protagonisti nel dialogo tra consumatori e brand. In primis, cambiano gli interlocutori di fiducia, gli “influencer” ai quali chiedere consigli e referenze. Operatori olistici, ma anche dermatologi, biologi e professionisti scientifici sono gli ambassador più rinomati. Cambiano anche i canali di distribuzione e gli spazi fisici di interazione. Sono in crescita le aree dedicate al wellness all’interno dei principali retailer mondiali, e aumentano anche le attività che coinvolgono spa, hotel e cliniche in rituali e trattamenti di benessere per corpo e mente.

Immagine ripresa dal “Report Beauty 2023-2027” della società di analisi McKinsey & Company.

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