Idee e azioni di “sostenibilità operativa”
Dai sistemi di machine learning alle futuribili confezioni parlanti per essere sempre connessi: le soluzioni PFM Packaging Machinery raccontate da Andrea Fioravanti, responsabile R&D del gruppo.
Consolidato e oramai storicizzato il concetto di Industria 4.0, applicato da anni a tutta la gamma di confezionatrici, linee e pesatrici, PFM Packaging Machinery (capofila di tutte le aziende del gruppo) si sta ora concentrando sui temi sostenibilità, protezione, informazione e rintracciabilità: i pilastri che sosterranno il futuro dell’industria del packaging alimentare e non solo.
Un ecosistema per le macchine
Ne è convinto Andrea Fioravanti, responsabile R&D del gruppo industriale, che spiega come PFM stia lavorando concretamente per affinare i sistemi di machine learning, della realtà aumentata applicata alla progettazione, alla formazione e all’assistenza post-vendita.
«Siamo impegnati a implementare e migliorare tutte le funzioni predittive già presenti sulle nostre macchine per metterle sempre più a servizio dell’operatore, in un’ottica progettuale che internamente definiamo “sostenibilità operativa PFM”: un ecosistema di funzioni applicate alle macchine che informano, istruiscono, indirizzano l’operatore a vantaggio dell’indice OEE».
«Le nostre macchine - prosegue il responsabile - mettono il cliente nelle condizioni di conoscerne in tempo reale lo stato operativo e di usura e sono dotate di sistemi di auto-miglioramento delle prestazioni, in funzione del prodotto e del flusso produttivo».
Prodotti, porta d’accesso al mondo virtuale
Sul fronte della robotica, poi, PFM sta offrendo ai clienti un contributo prezioso in fatto di sicurezza e affidabilità «attraverso il continuo miglioramento dei sistemi di visione robotizzati, che sono in grado di riconoscere non solo posizione e orientamento di ogni singolo prodotto o confezione, ma anche di individuarne eventuali imperfezioni. In altri termini, il nostro sguardo è diretto alle tecnologie che rendono unica e connessa ogni singola confezione al mondo virtuale, da cui si possono trarre tutte le informazioni sulla confezione stessa, sul prodotto e sulla sua storia produttiva».
Stimolanti le conclusioni di Andrea Fioravanti in proposito:
«Se pensiamo alla confezione non più come a un puro involucro protettivo stampato, ma come punto di accesso multimediale per il consumatore verso l’universo della produzione e lavorazione del contenuto, ebbene si profilano scenari assolutamente inediti, in cui i settori dell’automazione e del packaging flessibile sono destinati a cambiamenti epocali».
Ma la sola connessione “mondo-macchina” non esaurisce l’argomento; infatti è addirittura PFM a restare connessa attraverso la piattaforma di servizi digitali a distanza PFM Bridge, nata per comunicare e condividere informazioni tecniche e commerciali con clienti, professionisti, rete di vendita. E il PFM Virtual Stand è lo spazio virtuale tutto riservato ai clienti per condividere progetti, presentare innovazioni, accogliere e rispondere alle più disparate domande di carattere tecnico, utilizzando le tecnologie (che in questi mesi sono diventate così note a tutti) di video conferencing e 3DVR.