La sostenibile leggerezza del vetro

Le bottiglie Ecovà di vetro alleggerito favoriscono l’export di Verallia. Che accelera sulla tecnologia e sul riciclo, e propone una “riforma” della raccolta dei contenitori usati.

Verallia (il marchio che raggruppa le attività Saint-Gobain nell’imballaggio di vetro per food e beverage) si presenta a Simei con uno stand suggestivo, ispirato al valore portante della sostenibilità ambientale e i riflettori puntati sulle bottiglie Ecovà di vetro alleggerito. Questa linea, prodotta con alte percentuali di vetro riciclato, viene realizzata con tecnologie d’avanguardia,  che permettono di ridurre il peso dei contenitori fino al 30%. Arricchita in modo costante di nuove forme e formati, per assecondare le esigenze degli utilizzatori, rappresenta il “cuore verde” dell’offerta Verallia nonché la testa di ponte per penetrare nei mercati nordamericani, dove sono fissati precisi limiti di peso per molti prodotti di importazione.

La sostenibilità è il valore che meglio identifica e regge lo sviluppo della vetreria, il suo posizionamento (con 10mila clienti e quasi 16 miliardi di pezzi prodotti, Verallia è il terzo produttore globale di contenitori di vetro per il food and beverage) e i risultati (in Italia, nonostante il rallentamento dei consumi, anche nel 2012 ha chiuso con un fatturato in crescita dell’1,7% a 534 milioni di euro).
Una sostenibilità - tiene a precisare Alessia Cappellin, responsabile sviluppo commerciale e marketing di Verallia Italia - fondata sull’eccellenza tecnologica, «perché alla ricerca e all’innovazione, Verallia dedica ogni anno risorse e investimenti, come quello - ingente - che ha permesso di installare presso lo stabilimento di Gazzo Veronese un grande forno di ultima generazione, più efficiente, a maggior risparmio energetico e che consente un maggior utilizzo di rottame di vetro».

Riciclo: si può fare di più
L’impegno della multinazionale nella gestione sostenibile delle risorse è documentato da una dovizia di attestati (di conformità agli standard UNi EN ISO 9001 e 14001, IPCC e OHSAS) e va di pari passo col rispetto per le persone, che di recente le ha valso un gratificante premio alla sicurezza sui luoghi di lavoro, conferito dal Presidente della Repubblica.
La politica di miglioramento continuo riguarda il controllo dei livelli di inquinamento acustico, le emissioni in suolo, acqua e aria, il controllo dei  consumi di energia anche in fase di trasporto oltre, naturalmente, alla valorizzazione del vetro recuperato. L’impiego di rottame di vetro, che per alcune tipologie di contenitore supera il 90%, consente risparmi ingenti di materia prima e abbatte del 30% le emissioni di CO2 e del 20% il fabbisogno energetico. In quest’ambito Verallia opera tramite la consociata Ecoglass, che trasforma il vetro raccolto nel circuito del CoReVe e fornisce alla multinazionale oltre 700 tonnellate di rottame di vetro (la quota media di materiale riciclato nei contenitori Verallia è del 63%).
Da quest’anno all’impegno che Verallia profonde nel riciclo del vetro si aggiunge anche la società Vetreco, un importante stabilimento di lavorazione del rottame in provincia di Frosinone, realizzato in partnership con altre due aziende del settore (Ardagh e Zignago).

Ma non basta ancora e a migliorare quantità e qualità del riciclo sta dedicando un’attenzione particolare l’AD di Verallia Italia, Giuseppe Pastorino, impegnato in Assovetro e negli Stati Generali della Green Economy.
Gli obiettivi sono sia di tipo quantitativo che qualitativo e partono dalla constatazione che, nonostante gli ottimi risultati (in Europa siamo quarti, con un tasso di riciclo del 74,9%, in Italia la raccolta dell’usato produce volumi di rottame insufficienti al fabbisogno industriale, e talvolta ancora non del tutti privi di impurità.
Gli strumenti? Da stabilire di concerto con tutti gli attori istituzionali e privati coinvolti nel processo della valorizzazione dei rifiuti di vetro.
 

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