Tech4Student e cultura: Cama Group accelera lo sviluppo

Il progetto rivolto agli studenti si inserisce in un più ampio quadro di iniziative che guardano alla crescita in tutte le direzioni: personale, d’impresa, del territorio

Annalisa Bellante

Maria Costanza Candi, Davide Miserendino

In occasione di Tech4students, l’incontro con il mondo della scuola che è ormai una tradizione per Cama Group, ItaliaImballaggio ha incontrato Annalisa Bellante, vicepresidente, che ha raccontato i molti progetti messi in campo per il mondo della scuola e per il territorio, contribuendo ogni giorno con una parola chiave come protagonista: cultura. Non si tratta infatti solo di formazione delle future generazioni di professionisti, ma anche di vera e propria disseminazione di idee, stimoli, suggestioni, che spaziando dalla tecnologia all’arte, dal welfare alle persone, finisce per costruire un percorso di impresa capace di impattare sulla società.

“L’idea è creare un evento che spieghi davvero cosa sia un’azienda, i ruoli, le attività svolte”, esordisce Annalisa Bellante. “I ragazzi, che provengono da ITS, scuole tecniche superiori e medie, sono il fulcro di un’attività di contatto continuo con insegnanti e presidi che ci permette di ospitare oltre mille studenti all’anno, che a rotazione, in postazioni pensate per loro, vivono l’esperienza di un progettista, un tecnico di fabbrica, un ricercatore del reparto R&D. Per essere più incisivi e usare il loro linguaggio, abbiamo predisposto un programma ad hoc coinvolgendo colleghi giovani, più capaci di entrare in sintonia con i ragazzi. Da sottolineare che la scelta verso le STEM si compie alle medie per cui abbiamo disegnato un progetto dedicato alle ragazze, un patrimonio intellettuale tutto da coltivare, sia per il diverso approccio che portano, che come risposta alla crisi demografica e di professionalità. Con Girl Get Set realizzato in collaborazione con Baker Hughes, CAMA vuole creare un ecosistema dove le ragazze vedano nelle STEM un’opzione possibile al di fuori degli stereotipi di genere. La contaminazione che deriva dall’inserimento di leve femminili porta grande valore, ma serve creare un ecosistema culturale in cui per le ragazze la scelta STEM sia caratterizzante e trovi una riconoscibilità sociale”.

La rete di scuole coinvolta evidenzia una forte collaborazione tra CAMA e le istituzioni del territorio, quali sono i riscontri da docenti e dirigenti scolastici?
“Pur in un quadro di grande apertura, manca la fase di pianificazione dove capire insieme quali siano i segmenti in cui intervenire. Sarebbe molto utile progettare le attività in modo puntuale per definire quando e come inserire l’attività aziende-scuole in modo da renderla funzionale alle prime e formativa per le seconde. Questo accade, ad esempio, con l’ITS Meccatronica, con cui il coordinamento è forte e porta allo sviluppo di format innovativi come l’hackaton. Si tratta di strumenti di formazione e selezione non convenzionali, utili per testare le capacità degli allievi mettendoli in gioco su attività reali e tangibili. Sono ormai molti gli studenti approdati in CAMA, visto che i professori conoscono noi e i ragazzi; questo gli permette di svolgere un ruolo di indirizzo su personalità e professionalità più adatte a lavorare in un settore molto competitivo come il packaging dove la norma sono lavoro con una notevole dose di stress, per quanto positivo, cultura ipertecnologica e costante ricerca dell’innovazione”.

Tech4student in CAMA

Contaminazione e cultura sembrano essere due parole chiave in CAMA.
“Puntiamo molto sulla contaminazione tra contesti diversi, dove il tecnico deve essere capace di relazionarsi, dialogare e comprendere la complessità oltre la propria iper-specializzazione. Ecco perché nel corso del 2025 abbiamo realizzato un progetto rivolto anche alla produzione, con formazione manageriale specifica per la gestione, ad esempio, di cantiere, riunioni, team: soft skills che in un contesto iper-specializzato rischiano di passare in secondo piano e che sono invece centrali. L’obiettivo è arricchire e alimentare le persone con stimoli nuovi, anche inattesi, incrementando la loro conoscenza al di fuori della stretta operatività, animati dall’idea che gli stimoli siano sempre un veicolo di crescita e di cambiamento. Il percorso ha coinvolto anche i manager, con un progetto biennale mirato a integrare competenze umanistiche e tecniche per migliorare la gestione del team. Coinvolgendo due formatrici, abbiamo attivato un percorso di coaching ad personam, pensato per valorizzare le attitudini individuali e colmare il gap tra aspirazioni personali e obiettivi aziendali. I due valori sono ormai sempre più vicini grazie alla creazione di un team coeso e più incline al dialogo proprio grazie alla contaminazione tra discipline che solo per ragioni culturali vengono percepite come distanti. Un esempio classico di contaminazione tra componente tecnica, l’anima di CAMA e le esigenze di gestione efficace delle risorse umane fatta di migliore selezione, percorsi di crescita soddisfacenti, maggiore efficienza e riduzione del turnover, un tema critico per tutti i settori”.

I corridoi di CAMA

Non mancano attività di formazione, welfare individuale e familiare, supporto medico ed educazione alla salute.
“Questa è una leva importante per la relazione con il territorio, in particolare con il progetto Empowering the New Generation, costituito da un insieme di elementi di orientamento come stem, open day, formazione, relazione con le istituzioni. Si tratta di una rete sviluppata per creare un ecosistema di competenze locali che permetta alle persone di trovare opportunità vicine e capaci di coniugare crescita professionale e qualità della vita. L’obiettivo è favorire la crescita di un territorio altamente specializzato e con competenze avanzate nel settore del packaging che offra risposte a trattenga i talenti. In generale non abbiamo un turnover elevato, il che dimostra la qualità del progetto HR in corso, anche se la distanza casa lavoro, quando c’è, pesa ed è questo il motivo per cui spingiamo a una forte relazione con il territorio”.

Parliamo di CAMA e dell’impatto di AI e dinamiche geopolitiche sul mercato, fino all’ormai prossima Interpack.
“Stiamo realizzando un’analisi dei processi che ci permettono di individuare dove l’intelligenza artificiale possa essere leva di sviluppo. Pensiamo alla progettazione meccanica o al software, due settori dove comunque l’operatore umano rimane strategico, per le indispensabili capacità di analisi sull’operato dell’AI, che impone di formare persone in grado di sviluppare un controllo evoluto delle macchine, in coerenza agli elevati livelli di sicurezza alla base del packaging machinery. A Interpack, l’AI sarà co-protagonista con la robotizzazione delle linee, tema centrale per CAMA anche in chiave umanoide, con applicazioni sempre più pervasive. Il primato del nostro territorio, in particolare di Lecco, come centro di sviluppo, ci permette di collaborare con aziende specializzate in questi ambienti tecnologici, che noi integriamo in modo funzionale al nostro business in modo che ogni soggetto coinvolto possa esprimere al massimo le sue competenze.
Guardando al quadro internazionale, l’impatto dei dazi ha significato incertezza da parte dei clienti americani, in attesa di decifrare le politiche del proprio governo. Questo non ci ha impedito di iniziare il 2026 con un portafoglio ordini di segno largamente positivo già nel primo trimestre. Stiamo comunque guardando al medio-oriente, agli Emirati Arabi che sono un mercato con grandi potenzialità, all’India che ha il vantaggio di un ordinamento giuridico di matrice europea. Senza dimenticare l’Europa con la forte crescita di Polonia e Francia e America Latina, da tempo un mercato ben consolidato per CAMA.
A Interpack, CAMA si presenta con tre macchine diverse, sintesi del Mep, il Machine Enhancement Programme, progetto triennale presentato a Ipack-Ima che vede ulteriori novità per il 2026. Si parte con l’integrazione di un cobot per il carico automatico del magazzino in un contesto produttivo popolato da ACL, ACP per il carico automatizzato e AMR in asservimento. Ad arricchire il programma in fiera, una serie di key speakers e la presentazione della nuova grafica istituzionale, dove il concetto di contaminazione è protagonista”.

Torniamo alla disseminazione della cultura come carattere aziendale…che progetti vedremo prossimamente?
“Nel 2026 CAMA compie 45 anni. Ecco perché, tornando alla cultura, le celebrazioni ci vedono protagonisti in un teatro chiuso da tempo, quello di Monza, ristrutturato e pronto ad ospitare una serata all’insegna della lirica, rivista in chiave attuale. Una selezione di arie famose scelte per costruire uno spettacolo che punta ad avvicinare l’opera alle persone, andando in futuro anche fuori dai teatri. Crediamo infatti che il teatro apra la mente e offra delle chiavi di lettura del tutto nuove: lo riteniamo quindi uno spazio ideale per veicolare i valori di CAMA che guardano a tecnica, innovazione, specializzazione. Il teatro, ambiente complesso e altamente specializzato offre strumenti anche per la gestione del nostro lavoro in particolare su competenze, progettualità e qualità dell’outcome. Insomma, cultura, iniziative di sponsorizzazione come quelle per Palazzo Reale e FAI, la divisione CamArt, sono forme di allenamento alla bellezza che riteniamo centrale anche nella quotidianità aziendale”.

Tenuta in collaborazione con OMET, l’edizione 2026 di Tech4students ha registrato una partecipazione straordinaria: nella sola giornata del 29 gennaio sono arrivati oltre 300 studenti, che si aggiungono alle centinaia di visitatori accolti nel corso dell’anno. L’evento si è aperto con un TechTalk d’eccezione tenuto da Luigi Mazzola, ingegnere di pista Ferrari, dal titolo “Dal banco di scuola alla fabbrica del futuro”. A seguire, un momento di confronto che ha riunito tutti gli attori coinvolti nel progetto. Sono intervenuti i promotori CAMA e OMET, Confindustria Lecco con il presidente Marco Campanari, Regione Lombardia rappresentata da Mauro Piazza, sottosegretario con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio Regionale, l’Ufficio scolastico territoriale con Raffaele Cesana e il sindaco di Molteno Giuseppe Chiarella.

 

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