Prodotti farmaceutici e nutraceutici (2024)

I numeri del confezionamento 2024: analisi di un comparto industriale al vertice per produzione e capacità di innovazione.

                                                                                                              Barbara Iascone 

Anche nel 2024 l’industria farmaceutica italiana si è confermata in crescita registrando un balzo del 7,6% rispetto all’esercizio precedente. Motore trainante dell’economia nazionale, tra il 2022 e il 2024 si è classificata al primo posto per contributo alla crescita del PIL e, registrando un incremento del 17,7% a fronte di un aumento del 1,4% del PIL complessivo.

I numeri del confezionamento: quantità e consumi
La ripartizione generale delle diverse tipologie di farmaci introdotta dal Ministero della Sanità si suddivide in tre categorie: l'83% circa delle confezioni va ascritto ai prodotti etici delle classi A, B e C, il 3% circa ad altri prodotti etici venduti senza prescrizione medica e il 14% ai farmaci da banco, tendenzialmente in aumento.

L’ analisi che segue, relativa al mix del packaging farmaceutico italiano, prende in esame soltanto l’area dei farmaci etici e OTC venduti in farmacia con prescrizione medica, escludendo quindi quelli ad uso ospedaliero e veterinario.

In base ai dati elaborati attraverso la Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio, nel 2024 si registrano circa 2.205 mln di confezioni, in crescita del 6,7% rispetto all’anno precedente con un incremento medio annuo dello 0,6% dal 2010 al 2024: si parla di circa 56.300 tonnellate. I dati si riferiscono al solo imballaggio primario, escludendo quindi gli astucci di cartoncino, il bugiardino descrittivo ed eventuali accessori utilizzati per l’erogazione del farmaco. Ampliando l’analisi anche all’imballaggio secondario, agli accessori, alle chiusure e agli imballaggi da trasporto, arriviamo a un totale di circa 125.700 tonnellate (+7,3% rispetto al 2023).

Pharmaceutical product

Il mix del packaging suddiviso per materiali
Il settore farmaceutico presenta da sempre una forte rigidità nelle modifiche del mix del packaging, a causa della natura del prodotto in analisi.

Eventuali modifiche in tal senso prevedono una serie di controlli e protocolli a tutela della sicurezza nella conservazione del prodotto che rendono difficile pensare di cambiare tipologia di confezionamento. Questa caratteristica del settore comporta inevitabilmente una certa staticità nelle variazioni per il mix del packaging, le quali, se presenti, sono essenzialmente dovuta a tendenze di mercato.

Riguardo all’imballaggio di tipo primario, le rilevazioni riportate sulla Banca Dati dell’Istituto Italiano Imballaggio in riferimento all’anno 2024 indicano quanto segue.

• Il 61% è imputabile all’alluminio. La tipologia blister da sola rappresenta il 56,4% dell’intero comparto farmaceutico, mentre i tubetti flessibili e rigidi, con una rappresentatività pari al 3,6% e le bombolette spray con un 1%.

• Il secondo materiale più utilizzato rimane il vetro con il 20,3% e diverse tipologie di confezioni: flaconcini per prodotti bevili (44,1%), flaconcini per prodotti iniettabili (31,1%), flaconi per sciroppi (24,4%). I flaconcini di vetro per prodotti oftalmici risultano intorno allo 0,4%, scalzati dalla plastica, ormai preminente nella categoria.

• Con un 18,5% abbiamo poi gli imballaggi in plastica, composti da flaconi vari e tubetti flessibili, alveoli e bustine in accoppiato flessibile, strip ecc.

• I contenitori di cartoncino spiralato per prodotti farmaceutici granulari rappresentano lo 0,2% del mercato.

R&D in pharma industry

Suddivisione per tipologia di prodotto
Dall’analisi del 2024 il 64,5% dei farmaci etici e OTC venduti in farmacia risultano essere in forma solida (compresi granulari, compresse), il 30% in forma liquida ed il 5,5% in altre forme, (creme, gel, schiume, trans-dermici, ecc.).

Ognuna di queste aree è caratterizzata da un differente mix del packaging; analizzando le prime due categorie di imballaggi più rappresentative emerge una richiesta maggiore di prodotti liquidi (iniettabili o sciroppi) rispetto a quelli solidi o granulari.

Prodotti liquidi
Si tratta di farmaci liquidi ad uso orale, farmaci iniettabili e farmaci non bevibili (prevalentemente oftalmici).

Negli ultimi anni i flaconi in plastica hanno guadagnato un punto percentuale nell’ambito del settore: il vetro si attesta al 61,7%, la plastica al 35,4% mentre il restante 2,9% è rappresentato da bustine in materiale accoppiato, con uno leggero spostamento a favore del vetro rispetto alla plastica. I medicinali liquidi iniettabili sono confezionati esclusivamente in vetro, mentre la terza categoria di medicinali liquidi si suddivide per il 93% in flaconcini in plastica, il 5% in bustine in materiale accoppiato e il rimanente 2% in flaconcini in vetro.

Prodotti solidi
partendo dai farmaci quelli per uso orale (granuli, compresse, confetti, ecc.), il mix del packaging è rimasto in variato rispetto agli ultimi anni e si suddivide come segue: 91,8% blister in ALL/PVC o ALL/ALL, bustine in poliaccoppiato 4,4%, flaconi in plastica 2,1%, tubetti rigidi in alluminio 0,8%, flaconcini in vetro 0,5%, contenitori in cartoncino spiralato 0,4%.

Altre tipologie di prodotti
il mix del packaging dei prodotti in crema, pomate, gel o schiume si presenta invariato come segue: tubetti di alluminio 66%, tubetti in plastica 24% e bustine in materiale accoppiato 10%.

a liquid pharma

Focus sul nutraceutico
A latere del settore farmaceutico e oggetto di sempre maggior attenzione anche in Italia, si sviluppa la categoria dei prodotti nutraceutici, vale a dire tutti quegli integratori alimentari che, pur non essendo farmaci, vengono comunque utilizzati come rimedio a vare problematiche di salute.

Fanno parte di questa categoria i fermenti, le vitamine ed altri elementi nutritivi fondamentali per la nostra alimentazione che non vengono assunti direttamente dal cibo, ma attraverso integratori alimentari contenenti i principi nutritivi in maniera concentrata.

All’interno dei prodotti nutraceutici rientrano i probiotici, gli antiossidanti, gli acidi grassi polinsaturi (omega-3, omega-6), le vitamine e i complessi enzimatici. Tali prodotti vengono utilizzati prevalentemente per prevenire le malattie croniche, migliorare lo stato di salute, ritardare il processo di invecchiamento e aumentare l'aspettativa di vita.

Nel 2024 i prodotti nutraceutici sono stati venduti per il 77% dalle farmacie, l’8,1% dalle parafarmacie, il 7,7% dal canale della GDO (in crescita) e il 7,1% dal canale on line. (Fonte Unione Italiana Food)

Nel 2024 il giro d’affari in Italia ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro, registrando una crescita rispetto al 2023 del 5,5%. L’Italia si conferma leader in Europa con una share di mercato pari al 26%. I prodotti più richiesti includono vitamine, sali minerali, probiotici e integratori per il benessere mentale, oltre a prodotti per il controllo del colesterolo e il benessere dell'intestino

Il confezionamento
In base alle elaborazioni della Banca dati dell’Istituto Italiano Imballaggio, gli oltre 330 milioni di confezioni di prodotti nutraceutici riferite all’anno 2024, si suddividono come segue:

Il 43,8% delle confezioni utilizzate nel settore è rappresentato dai blister in plastica/alluminio per capsule o pastiglie; i vasetti e i flaconi in plastica sono al 36,8%, vasetti e flaconi in vetro al 13,7%; bustine in materiale accoppiato al 5,3%, infine i tubetti in alluminio hanno una quota dello 0,4%.

La quantità di imballaggi coinvolti in questo settore ha raggiunto le 14.140 tonnellate, compresi imballaggi secondari, da trasporto e accessori.

Blister

Scopri maggiori informazioni sulle aziende citate in quest'articolo e pubblicate sulla Buyers' Guide - PackBook by ItaliaImballaggio
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