Guala Closures: estetica, proprietà di barriera e anticontraffazione per il luxury packaging

Tra nuovi materiali sostenibili e blockchain, il Gruppo rafforza la sua propensione all’innovazione

Piero Cavigliasso

di Maria Costanza Candi

Le chiusure d’alta gamma, innovative e sostenibili, disegnate per proteggere e rafforzare il valore del brand sono al centro del business di Guala Closures che, con 37 stabilimenti e una presenza commerciale in 100 paesi, realizza chiusure per wine & spirits, birra, oli alimentari, condimenti e, con la recente acquisizione di KWK in Austria, anche per il packaging farmaceutico. Nei due spazi allestiti a Luxe Pack, vetrina internazionale del packaging per l’alto di gamma, Guala Closures ha presentato i suoi prodotti della linea Prestige e un configuratore, in uno spazio completamente digitale dove scoprire la complessità dei processi di progettazione, lavorazione, ricerca e sviluppo che l’azienda mette in campo. Obiettivo: garantire valorizzazione, elevate proprietà di barriera e tracciabilità, temi di cui parla in questa nostra intervista il direttore Product Development & Innovation Piero Cavigliasso.

Quali sono gli elementi che caratterizzano il business Guala?
“Innoviamo guardando alla customizzazione, espressa in particolare dalla gamma Prestige, dedicata al segmento del lusso. Guala Closures è da sempre leader nelle chiusure safety e di garanzia in plastica; attorno all’anno 2000 ha cominciato ad estendere la sua gamma prodotto all’alluminio, grazie ad una serie di acquisizioni che hanno ampliato l’ambito applicativo verso vino, spirits, acque minerali e in generale tutte le chiusure per bottiglie in vetro. Dalla cultura dei distillati della sede scozzese l’azienda ha avviato la linea “Prestige” per gli spirits, spingendosi verso chiusure caratterizzate da altissima qualità e attenzione al dettaglio. Tra i materiali utilizzati troviamo il Gravitas, un materiale plastico che contiene particelle pesanti capaci di offrire una sensazione di solidità, percepita dal cliente come fattore di qualità. Altra soluzione che coniuga qualità, sostenibilità e posizionamento è la chiusura realizzata in Messico dagli scarti della produzione di Tequila che, mescolati alla plastica, ne permettono la riduzione fino al 50%. A questo si aggiungono Zamak, una lega metallica, materiali ceramici, legno. Nel mondo del vino, le chiusure di alluminio sono molto diffuse in Australia, Nuova Zelanda, Germania, USA, UK ma incontrano ancora una certa resistenza nei paesi ad antica tradizione vitivinicola come l’Italia o la Francia. Questo a dispetto delle caratteristiche tecniche che garantiscono la qualità costante del prodotto nel tempo”.

La ricerca spesso guarda alle tendenze, cosa vede nel prossimo futuro?
“Sicuramente premiumisation e sostenibilità che cerchiamo sempre di coniugare attraverso la nobilitazione delle superfici con tecniche di embossing/debossing, metallizzazioni e decorazioni, il tutto con materiali sostenibili. Con le soluzioni sostenibili NGS - No Glue System -, inoltre, otteniamo tappi con rifiniture in legno, caratterizzati da elevate proprietà ecologiche e meccaniche. Puntiamo - sempre ove possibile - all’uso di materiali riciclati e riciclabili, verso cui pendono ancora molte limitazioni legate al food contact, restringendo il campo di utilizzo ad alluminio ed RPET. Quest’ultimo è un materiale eccellente dal punto di vista qualitativo e ambientale e stiamo ultimando alcuni studi per processarlo al meglio, in linea con gli standard di qualità delle chiusure Guala Closures. Un aspetto sempre più centrale è quello della digitalizzazione in ottica anticontraffazione, tracciabilità ma anche marketing. Da sempre Guala Closures lotta contro la contraffazione, dapprima con valvole antiriempimento, poi con soluzioni anti-scalzamento. All’inizio degli anni ’90, l’evo-luzione della contraffazione ha imposto lo sviluppo di tecnologie che costituissero una barriera alla clonazione delle nostre chiusure. Da qui la formatura elettromagnetica con la nostra facili-ty specializzata in Scozia e le chiusure connesse digitalmente, per esempio con tecnologia NFC. Leggibili da dispositivo mobile, integrano una soluzione tamper-evident elettronica che comunica la transizione del prodotto da sigillato ad aperto, offrendo una doppia verifica: fisica, con il tamper-evident fisico e digitale, con un percorso di tracciabilità sia per il brand che per il consumatore raggiunto anche da contenuti premium e campagne di marketing. La raccolta dei dati può essere realizzata sia con la piattaforma del cliente che con quella sviluppata da Guala. Infatti, offriamo anche un servizio di integrazione e customizzazione facilitando il dialogo tra piattaforme. Esempi di queste “bottiglie digitali” sono quelle integrate con NFC e Qr code personalizzati di cui sono stati lanciati su vari mercati ben 80 milioni di pezzi. Abbiamo già realizzato l’inte-grazione dei sistemi di tracciabilità della chiusura digitale con la blockchain, ma i prossimi sviluppi potranno arrivare a digitalizzare, ad esempio, il percorso fiscale e quindi combattere la distribuzione illegale di alcolici. Un ente governativo potrà così prelevare alla fonte il tributo certificando l’autenticità del prodotto e superando le attuali procedure basate su etichette cartacee facilmente replicabili. Per i mercati wine&spirits e farmaceutico, infatti, la posta in gioco è la salute delle persone e non solo, come per altri settori, il danno economico. Concludendo, la sfida è realizzare un percorso di digitalizzazione che preveda anticontraffazione a più fattori, unendo soluzioni come NFC, Qr code univoci, Blockchain con i sistemi più tradizionali da sempre offerti da Guala Closures”.

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