Report sullo stato dell’imballaggio
Osservatorio quadrimestrale della filiera imballaggio: situazione aggiornata a giugno 2025. Quadro economico generale, analisi dell’attività manifatturiera e conseguente evoluzione del settore imballaggi.
Barbara Iascone
Quadro economico generale: una sintesi
I dati definitivi relativi al 2024 mostrano il PIL italiano in crescita del +0,7% (inferiore rispetto a Francia e Spagna; la Germania, colpita dalla crisi economica, ha registrato una contrazione).
In base alle valutazioni ISTAT, tale rescita è stata determinata principalmente dalla domanda estera, a differenza della domanda interna, che ha avuto un impatto negativo.
L’occupazione chiude con un +1,3% e si assesta al 62,7%, con un incremento di 282.000 unità occupate. Questo aumento, maggiore rispetto alla crescita del PIL, potrebbe suggerire una minore produttività dei nuovi occupati o una sottostima della crescita del PIL stesso.
Confermato anche il calo della produzione industriale, -3,5% rispetto all’anno precedente: uno dei peggiori tra i principali paesi dell'Unione Europea.
L’andamento negativo è stato generalizzato, interessando tutti i settori, ad eccezione di alimentari, bevande e tabacco. I cali più marcati hanno riguardato il tessile e la metallurgia.
L’inflazione nel 2024 si attesta al +1,3%.
A chiusura di anno, i dati elaborati da Prometeia mostrano un calo di fatturato a prezzi costanti pari al -2,5%, mentre il calo della produzione si assesta sul -2,2%. I comparti manifatturieri hanno registrato andamenti differenziati: quelli maggiormente legati ai mercati esteri hanno performato meglio.

I dati dell’industria manifatturiera
In questa sede si sintetizza l’andamento dei comparti dell’industria manifatturiera dove più intenso è il consumo di imballaggi, suddivisi nelle macroaree food e non food.
Come ormai ampiamente riconosciuto, il settore del packaging è strettamente connesso all'andamento dell'industria manifatturiera, in particolare per le filiere alimentari, bevande, largo consumo, farmaceutico e cosmetico.
Di seguito un breve panorama dell'andamento dei settori maggiormente correlati al mondo dell'imballaggio.
Il settore Alimenti e bevande conferma un 2024 che chiude in positivo al +1,2%. Da evidenziare un’accelerazione nelle ultime rilevazioni (+1,8% nel trimestre settembre-novembre), sulla scia di una graduale risalita del reddito disponibile delle famiglie, dopo la fase inflativa più acuta.
Il settore alimentare da solo è cresciuto dell’1,8%, trainato dalle esportazioni che hanno raggiunto livelli record (+7,5%), sfiorando i 70 miliardi di euro.
I consumi interni hanno mostrato una ripresa dei volumi, soprattutto per alcuni prodotti, e una crescita della spesa dello 0,9%.
Per quanto riguarda il settore delle bevande, il quadro è complesso: i volumi registrano un +0,5%, che si traducono in un +2,5% in termini di fatturato.
Il settore Cosmetico si conferma in buona salute, con l’associazione confindustriale Cosmetica Italia che prevede una crescita intorno al +10% nel 2024. Questo incremento è trainato da un importante aumento delle esportazioni, che dovrebbero superare il 15% nel 2024, mentre il mercato interno contribuirà positivamente, sebbene in misura minore, con una crescita stimata intorno al +6% rispetto al 2023.
Anche il Farmaceutico e il settore del Largo consumo mostrano andamenti positivi: +6,9% per il primo e +4,9% per il secondo.
Nell’area dei prodotti intermedi, solo la metallurgia evidenzia una crescita del fatturato deflazionato (+3,3%), trainata dai metalli non ferrosi. Complessivamente stabile la performance degli “intermedi chimici” e dei “prodotti e materiali da costruzione” che, nelle ultime rilevazioni, hanno anzi registrato un recupero di fatturato, legato a comparti come cemento e calcestruzzo, più direttamente attivati dalle opere pubbliche.
La performance cumulata è invece negativa per i “prodotti in metallo”, che chiudono con un -3,3%, e gli “Altri intermedi” (-1,7%), in ulteriore peggioramento in coda d’anno.
Gli andamenti più negativi si registrano nel settore moda (-8,5%), elettronica (-7,3%). Poco brillanti anche i prodotti durevoli per la casa, mobili e soprattutto elettrodomestici, dove le dinamiche di rallentamento della domanda si intrecciano con situazioni di crisi ormai strutturali.
Il settore degli imballaggi
Le prime analisi relative all’anno 2024 (al momento dell’analisi i dati sono ancora preconsuntivi, Ndr.) mostrano un settore in ripresa.
La produzione di imballaggi espressa in tonnellate dovrebbe chiudere con una crescita dell'1,9%, portando la produzione a superare i 17,4 miliardi di tonnellate.
I dati indicano una ripresa sia del mercato interno che del mercato estero: le esportazioni crescono dell’1,7%, arrivando a raggiungere le 2.700 tonnellate circa , mentre le importazioni continuano a crescere a un ritmo più frizzante (+ 6,7%) e superando le 2.900 tonnellate.
Il saldo commerciale rimane negativo e continua a crescere a favore delle importazioni.
Nel 2024, le tonnellate di imballaggi importati superano di 266.000 tonnellate quelle esportate, raddoppiando rispetto all’anno precedente. A livello europeo, paesi come la Polonia, la Turchia e anche la Slovenia continuano a evolversi in modo costante nella produzione di imballaggi.
I materiali da imballaggio
Entrando nel dettaglio dei materiali, si evince che la crescita della produzione è stata sostenuta dall’andamento di ogni tipologia di imballaggio.
Gli imballaggi in carta e cartone registrano una crescita della produzione pari al +2,1%; il cartone ondulato da solo è al +2,2%.
La produzione di imballaggi flessibili da converter rivela una tendenza positiva del +3%; risultano in crescita anche gli imballaggi di plastica (+2,5%).
Trend positivo anche per gli imballaggi metallici: l’alluminio registra un +4,8% nella produzione espressa in tonnellate (l’andamento è guidato in particolar modo dal settore cosmetico). Nell’ambito dei metalli, anche gli imballaggi in acciaio dovrebbero chiudere il 2024 con un segno positivo, +1,4%, guidato dall’andamento positivo del settore alimentare confezionato (ovvero conserve sia vegetali che animali).
Gli imballaggi in legno crescono del +5% rispetto al 2023, con i pallet che da soli rappresentano il 76% del comparto e crescono del 4%.
Il vetro dovrebbe invece confermare una tendenza negativa già registrata nel 2023. Anche per il 2024, l’andamento dei settori di maggior utilizzo andrà a influire sulla produzione, ma non solo; le esportazioni chiudono con un -7% a fronte di un +3% delle importazioni. Da sottolineare l’andamento negativo del settore bevande alcoliche, ad alto utilizzo di vetro per quanto riguarda il confezionamento, che inevitabilmente influisce sul trend.
Il fatturato complessivo del settore imballaggi dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile nel 2024: i dati a preconsuntivo ci mostrano infatti un +0,2%, arrivando a superare di poco i 35,8 miliardi di euro.
Le elaborazioni definitive per il consuntivo 2024 sono in fase di elaborazione e saranno confermate nei prossimi mesi con l’uscita di Imballaggio in cifre.






