Incontri a Packaging Première

Un excursus fra etichette esclusive, progetti di cartotenica originali capaci di stupire e modalità di fare impresa fuori dagli schemi: alla scoperta del nuovo e del bello, insieme ad alcuni dei protagonisti della fiera milanese dedicata al packaging di lusso.  

                                                                                                                di Cristina Rossi

Packaging che raccontano e trasmettono emozioni

Tonutti Tecniche Grafiche, storica azienda friulana specializzata nella stampa di etichette per il mercato del vino, degli spirits e del food&beverage, ha condiviso quest’anno il proprio stand con Samorani Group, l’ultima realtà entrata nel gruppo francese Alliance Etiquettes, di cui Tonutti fa parte da dicembre 2022. «Questo per noi è motivo di grande soddisfazione - spiega Barbara Pagnutti, marketing manager  Tonutti Tecniche Grafiche - perché è un’azienda che va a completare la nostra offerta essendo specializzata nella cartotecnica e nel packaging, pur avendo al proprio interno anche una piccola sezione dedicata alle etichette e un’agenzia di comunicazione. In questo modo possiamo proporre ai nostri clienti un’offerta di soluzioni per packaging davvero completa».
Ogni anno Tonutti presenta a Packaging Première due progetti innovativi che quest’anno, grazie alla nuova partnership, sono stati pensati e realizzati a quattro mani.
Entrambi i progetti, che hanno favorito lo scambio di reciproche competenze, fanno parte della collezione “Animae Naturae” (Le anime della natura) che mira a diffondere una sorta di benessere olistico attraverso il packaging».
«Tonutti è molto conosciuta nel mondo del vino - conclude Pagnutti - ma da un paio di anni stiamo adottando una strategia di diversificazione. Stiamo infatti notando da qualche anno che, proprio a Packaging Première, gli operatori della cosmesi vengono a visitare il nostro stand per trarre ispirazione dal mondo del vino, quest’ultimo molto avanzato da un punto di vista tecnologico e creativo per quanto riguarda le etichette. E se lusso e sostenibilità sembravano un ossimoro fino a poco tempo fa, ora registriamo che essere sostenibili è diventato motivo di vanto anche per i brand dell’alto di gamma, il che si traduce nell’impiego di materiali naturali e più ecologici, massimizzandone però la resa estetica. Ne è un esempio il cofanetto esposto realizzato per Miyori».
Quest’anno Tonutti festeggia ottant’anni di successi stampati e lo fa attraverso un’etichetta, non una qualunque naturalmente, bensì un simbolo tangibile dell’identità aziendale, progettata dai designer Barbara Passon e Massimiliano Gosparini. L’etichetta in questione è formata da 80 porzioni di spicchio, uno per ogni anno, che ripercorrono la storia dell’azienda. Tre carte accoppiate, simbolo del passato, del presente e del futuro; una lamina olografica, un rilievo inciso, la stampa digitale e serigrafica. In sintesi, un’esplosione di colori a testimonianza della tecnica e creatività di questa importante realtà italiana.

A honey premium packaging

Lo spazio del miele. Nel progetto legato al miele, tessere gialle e nere si incastrano come in un mosaico per dare forma a un vasetto di miele millefiori grezzo e naturale. Il packaging, moderno e dinamico, gioca con l’alternanza tra vernici lucide e opache che valorizzano la struttura a reticolo del design. Un approccio ludico prende vita con la scritta “Nature is the language” che, grazie all’uso di una speciale vernice wood, svela un secondo messaggio nascosto “Can we read it?”. Una piccola magia che richiama la sensibilità visiva delle api, capaci di percepire la luce ultravioletta, invisibile all’occhio umano. A completare il progetto un bollino circolare con sigillo salva freschezza e una scatola nera opaca con fustellatura a forma di ali d’ape, che rafforza l’identità del concept. Per la scatola è stata scelta Ispira Nero Mistero di Fedrigoni, una carta di pura cellulosa FSC con una finitura vellutata che esalta lo spessore dei riflessi. Per l’etichetta, invece, è stata scelta la Ca Action PP UCO di UPM Raflatac, una plastica riciclata realizzata con il 30% di materiale rinnovabile proveniente da olio da cucina esausto, un perfetto esempio di upcycling sostenibile.

Lo spazio della bellezza. Nel progetto Miyori dedicato al mondo della cosmesi ogni elemento del cofanetto, firmato Samorani,  è studiato per evocare delicatezza, equilibrio e interiorità con un design lineare ed elegante. Le etichette sono realizzate in Forest Film di UPM Raflatac, il primo materiale plastico per etichette a base di legno certificato ISCC, un’alternativa concreta alla plastica fossile. Il cofanetto abbina materiali pregiati per un effetto visivo e tattile coerente con l’identità del brand. La struttura in cartone è accoppiata con due carte FSC firmate Fedrigoni: il rivestimento esterno, in Materica Verdigris, carta ruvida e morbida allo stesso tempo, richiama il tè verde e il matcha. I laterali in Materica Quarz di un delicato color avorio rosato creano un equilibrio cromatico raffinato. Le lavorazioni esterne sono realizzate con stampa a secco e i dettagli in hot foil oro opaco.

Quando la curiosità crea meraviglie
Anche Varigrafica, nota azienda con sede a nord di Roma, quest’anno festeggia un traguardo importante, 60 anni nelle arti grafiche. Per l’occasione ha creato un nuovo logo aziendale, ma soprattutto ha inaugurato un reparto dedicato alla cartotecnica e uno studio creativo interno per i progetti customizzati. Con l’adozione di tecnologie d’avanguardia e l’investimento in risorse altamente specializzate, l’azienda punta a soddisfare le richieste di un mercato sempre più esigente.

Il progetto realizzato ad hoc per Packaging Première si chiama “Cabinet of Curiosities” e si ispira a un’antica pratica iniziata in Europa durante il Rinascimento, quando i nobili mettevano in mostra oggetti particolari e sfarzosi soprattutto per sottolineare il proprio status privilegiato. «Abbiamo scelto questo tema perché rappresenta alla perfezione l’anima di Varigrafica»  spiega Mauro Adario, CEO dell’azienda. «Un luogo magico dove creatività, maestria e innovazione si incontrano per dare vita a opere uniche. Ogni dettaglio di un cabinet racconta una storia, proprio come ogni lavorazione di Varigrafica esprime un savoir faire raffinato, capace di trasformare la stampa e il packaging in vere e proprie meraviglie da scoprire. Ogni tecnica è un tesoro che svela il nostro impegno nella ricerca dell’eccellenza. Perché la vera bellezza sta nell’inaspettato, nell’arte di stupire e nella perfezione di ogni dettaglio».

A claim to beauty and creativity

Una Wunderkammer italiana
La “scatola delle meraviglie” di Varigrafica, rivestita da un materiale nero e vellutato che ricorda un po’ il manto di una tigre, contiene quattro stampati che sfoggiano vari tipi di nobilitazioni. Il primo rappresenta una farfalla, realizzata con stampa digitale e impreziosita con stampa a caldo con due foil differenti ma compatibili tra loro; il tutto dona all’immagine un effetto cangiante. Il secondo stampato è un fossile con un embossing multilivello, mentre il terzo rappresenta uno scarabeo, realizzato in vari passaggi: stampa offset, laminazione in argento, nuovamente stampa offset e ulteriori nobilitazioni sul sistema Scodix. Ne risulta un effetto tattile veramente a effetto. Infine, una carta materica rossa è stata stampata in digitale e grazie a un taglio laser è stata creata l’immagine di un corallo.
«L’artigianalità dello stampato - spiega Adario - è ottenuta grazie a tecniche di nobilitazione sia analogiche che digitali quali hot foil, embossing, debossing, vernici e laminazioni 2D e 3D con tecnologia Scodix e lavorazioni laser. In tal modo ogni progetto si trasforma in un’esperienza visiva e tattile di grande raffinatezza. Un elemento importante è anche la personalizzazione, ossia la creazione di soluzioni su misura che riflettono l’unicità di ogni brand, valorizzandone l’identità attraverso materiali selezionati, carte, cartoncini, legno, metacrilato, metalli e altre lavorazioni. Il nostro studio creativo affianca il cliente nello sviluppo dello stile, nella scelta dei materiali e nella definizione dei dettagli esclusivi. Proponiamo prototipi che rispecchiano fedelmente il prodotto finale, integrando al meglio le esigenze tecniche e di budget.
Il quarto elemento essenziale è la sostenibilità: promuoviamo un lusso utilizzando materiali certificati, inchiostri ecologici e processi sostenibili, così da unire eleganza e rispetto per l’ambiente in ogni realizzazione. Il nostro stand in fiera è realizzato completamente in carta riciclabile».

Pensare “fuori dall’etichetta”
“Think outside the label” è lo slogan che ha caratterizzato quest’anno la presenza in fiera di Eurolabel, azienda nata a Milano nel 1964 dall’intuizione di Lidia Cattaneo - madre dell’attuale presidente Elisabetta Brambilla - e specializzata nella stampa di etichette autoadesive, sleeve, tubetti laminati e smart label di alta qualità.

«Per questa edizione - racconta Eleonora Taglioretti, marketing Eurolabel - abbiamo deciso di affidarci a un’agenzia creativa che ci ha supportato nello sviluppo di un concept declinato in otto etichette autoadesive, ognuna con un titolo, come se fossero delle vere e proprie opere d’arte. Per noi, infatti, l’etichetta è più di un semplice supporto autoadesivo; per questo motivo, la nostra idea è stata quella di creare e presentare una collezione di opere visive in grado di comunicare i valori che da oltre 60 anni accompagnano Eurolabel, oltre a significati più profondi che legano il titolo alla grafica dell’etichetta. Per noi l’etichetta autoadesiva non è solo un elemento decorativo, bensì un potente strumento di marketing che racconta le caratteristiche del prodotto e comunica i valori del brand».

Eurolabel creativity

Nobilitare per comunicare
Ogni etichetta presenta delle nobilitazioni particolari, alcune realizzate su semplice polipropilene, altre su carte riciclate. L’azienda ha voluto, in realtà, concentrarsi sul “dare una voce” all’etichetta, privilegiando la creatività e la veicolazione di valori.

Ciascuna delle otto etichette racconta una storia diversa.
 “Hyperdimension” raffigura una luna stampata con inchiostro termocromico reversibile, quindi è rossa ma se si sfrega diventa bianca per poi tornare al colore originale. La scritta  è una serigrafia ad alto spessore e nascosta c’è una ballerina stampata con inchiostro invisibile.

“Upside Down” ritrae delle tazzine sospese e simboleggia la possibilità di guardare il mondo a testa in giù, un’attitudine spesso necessaria per interpretare le richieste più bizzarre dei clienti. L’etichetta presenta un oro a caldo, effetti di lucido/opaco e inchiostro con microcapsule profumate.

 “I-parfum” rappresenta un occhio che guarda, ma che in realtà annusa; infatti, i triangolini trasparenti della grafica sono realizzati con inchiostro profumato. Iride e pupilla sono stampati in serigrafia con una vernice lucida spessorata e  i triangolini con dei silver ink in stampa digitale HP.

“Deepinto” è un gioco di sguardi: ci sfida a guardare oltre l’apparenza, invitando anche a guardare dentro sé stessi. è infatti l’immagine di uno specchio, realizzato con una lamina argento che è stata sovrastampata nella cornice.

“Perception” esplora come vediamo e interpretiamo il mondo; l’etichetta è realizzata con un foil argento a freddo sovrastampato e un inchiostro nero opaco in serigrafia.

“Technicity” celebra la precisione, attraverso linee pulite, elementi in foil oro a caldo e una carta che sembra tessuto.

“Elevation” vuole trasmettere una sensazione di leggerezza e movimento verticale; la luna è un’etichetta separata e applicata tramite reinserting sulla base, che è realizzata con inchiostri iridescenti.

“Vision” è una finestra su una realtà alternativa, rappresenta l’atto del vedere oltre ed è realizzata su una carta metallizzata.

Eurolabel concentra il business principalmente nei settori farmaceutico e della cosmesi, ma presidia anche il mercato alimentare e del beverage. La maggior parte della clientela si concentra in Italia e in Europa.

Quando il design sposa la sostenibilità
Azienda familiare nata nel ’52, fondata dal papà dell’attuale presidente Emilio Albertini, Albertini Packaging Group ha attraversato tre generazioni ed è un’azienda cartotecnica attiva nel settore della cosmetica, profumeria e farmaceutica, specializzata nella produzione di astucci, scatole rigide ed etichette.

Il processo d’espansione ha caratterizzato l’azienda in più di 70 anni di vita e l’ha portata a tre stabilimenti - due a Robecco sul Naviglio (MI), uno a Belgrado in Serbia - a un ufficio commerciale in Francia e a continui investimenti tecnologici.
L’ultimo, in ordine di tempo, riguarda una offset Heidelberg Speedmaster XL 106, configurata con 8 colori e modulo cold foil per la laminazione a freddo e una velocità massima di 18.000 fogli all’ora. «Una scelta ideale per i settori esigenti come quello farmaceutico - spiega Giorgio Gibelli, Key account manager di Albertini Packaging Group (APG) - in cui alla rapidità produttiva deve corrispondere il rigoroso rispetto degli standard di sicurezza e conformità. L’altra nostra novità è il nuovo direttore commerciale, Luca Merlini, che lavora con noi da dieci giorni».

Eurolaber creative mockup

Imballaggio narrante.
A Packaging Première APG ha presentato una delle sue novità riguardante il connubio tra design e sostenibilità, espressione di una ricerca costante sulla qualità dei materiali, sull’architettura delle forme e sulle nobilitazioni più raffinate. «Attraverso le nostre proposte confermiamo l’impegno nell’interpretare il packaging non solo come protezione, ma come valore aggiunto e strumento narrativo per una comunicazione estetica sempre originale. Qui riproponiamo un calendario dell’avvento molto particolare, che può essere appeso nonostante sia composto da varie scatole triangolari nobilitate, contenenti cosmetici di vario genere. L’altro calendario riproduce una piccola città e tutti gli astucci formano una sorta di skyline. Questa rappresenta una diversificazione del nostro core business, da sempre legato al lusso e al packaging per profumi»

UNA FIERA DI TENDENZE
La settima edizione di Packaging Première, tenutasi dal 13 al 15 maggio presso Allianz MiCo a Milano in concomitanza con la quarta edizione italiana di PCD Milan, ha accolto oltre 325 espositori da 10 Paesi (Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Turchia, Ungheria, India, Cina e Hong Kong) e circa 8.000 visitatori in linea con gli obiettivi della manifestazione. 
L’evento ha confermato il proprio ruolo di piattaforma d’ispirazione e confronto per il packaging di lusso nei settori fashion, beauty, fine food & drinks, mettendo al centro temi cruciali come la sostenibilità, l’innovazione tecnologica e la creatività progettuale. Il pubblico ha potuto accedere a un ricco palinsesto di conferenze e installazioni, esplorando le nuove frontiere del packaging attraverso esperienze sensoriali, progetti d’avanguardia e contaminazione con l’arte.

Grande attenzione ha suscitato l’installazione olfattiva realizzata in collaborazione con l’Italian Perfumery Institute e Integra Fragrances, che ha guidato i visitatori in un viaggio tra natura e immaginazione grazie alla creazione di tre fragranze ispirate al concept artistico dell’edizione -From AI to AI, dall’Intelligenza Artificiale all’Immaginazione Aumentata - sviluppato dai digital artist Andrea Filippi e Gabriele Moschin.
Tra i progetti più apprezzati, l’Art Gallery 2025, che ha ospitato 27 opere realizzate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale da artisti e studenti internazionali, e l’area Avant-Garde, dove sono stati premiati i progetti più innovativi per design, materiali per il packaging e sostenibilità.
Al centro della scena anche il Design Hub powered by Avery Dennison, lo spazio dedicato al racconto visivo dei brand attraverso le migliori agenzie di packaging design (tra cui Advision, Anisha, Battlegroup, Bulldog, Idem Design, NSG, Okay Monday) e il secondo capitolo del progetto Ginnasium - organizzato da UPM Rataflac, Vetroelite, Vinolok, Retail Pak, Luxoro, T&K e SenseCatch -  che ha coinvolto 5 designer di 5 regioni italiane (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana e Calabria) nella realizzazione del packaging di bottiglie di gin, box inclusa. 

«Packaging Première & PCD Milan 2025 si conferma un laboratorio di idee e un osservatorio d’eccellenza sul packaging e le tendenze del futuro. L’energia, la qualità dei contenuti e il coinvolgimento della community internazionale ci rendono orgogliosi del percorso intrapreso. Il nostro grazie va a espositori, partner, visitatori e a tutti coloro che hanno contribuito a questa edizione» dichiara Lara Castagna, Head of Event, Packaging Première & PCD Milan. «L’appuntamento è per il 2026 dal 12 al 21 maggio con nuove storie da raccontare e nuove visioni da esplorare».

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